Il territorio della Tuscia viterbese annovera prestigiose dimore nobiliari riconvertite a sedi amministrative comunali in età post-unitaria. Tra gli altri, i palazzi di Valentano, Gradoli, Latera, Onano e Farnese, furono edificati su preesistenti rocche medievali sorte a presidio di un territorio nel tempo governato dalle famiglie Monaldeschi e Farnese. Tra gli altri edifici oggetto di una ricerca in corso, questo contributo si incentra sui palazzi di Gradoli e Latera, distanti tra loro meno di 5 km, ma espressione eloquente di differenti ambizioni sociali e disponibilità economiche dei due rami della famiglia Farnese: il ramo principale (Castro e Ronciglione, poi Parma e Piacenza) e il ramo cadetto (Latera e Farnese). Il fasto della dimora di Gradoli, la cui progettazione fu affidata ad Antonio da Sangallo il giovane, si contrappone all’essenziale austerità del palazzo di Latera, di cui rimane ignoto il progettista. Le due dimore, vivida espressione dei diversi indirizzi del patronato architettonico e artistico farnesiano di metà XVI-inizio XVII secolo, ne esplicitano finalità e mezzi profusi. Entrambi riconvertiti a sedi municipali, nonostante le molte trasformazioni subite, i due palazzi conservano elementi tipologici, materici e decorativi originali grazie a un attento restauro diretto in entrambi da Eugenio Galdieri, che ha restituito loro caratteri e dignità assimilabili a quelli cinquecenteschi.
Marconi, N. (2026). Da dimore nobiliari a sedi comunali: i palazzi di Latera e Gradoli nella Tuscia farnesiana. In S.Z. Elena Svalduz (a cura di), Palazzi comunali tra antico regime e unità d’Italia: continuità storiche e metamorfosi funzionali (pp. 29-48). Genova : Genova University Press.
Da dimore nobiliari a sedi comunali: i palazzi di Latera e Gradoli nella Tuscia farnesiana
Marconi Nicoletta
2026-05-01
Abstract
Il territorio della Tuscia viterbese annovera prestigiose dimore nobiliari riconvertite a sedi amministrative comunali in età post-unitaria. Tra gli altri, i palazzi di Valentano, Gradoli, Latera, Onano e Farnese, furono edificati su preesistenti rocche medievali sorte a presidio di un territorio nel tempo governato dalle famiglie Monaldeschi e Farnese. Tra gli altri edifici oggetto di una ricerca in corso, questo contributo si incentra sui palazzi di Gradoli e Latera, distanti tra loro meno di 5 km, ma espressione eloquente di differenti ambizioni sociali e disponibilità economiche dei due rami della famiglia Farnese: il ramo principale (Castro e Ronciglione, poi Parma e Piacenza) e il ramo cadetto (Latera e Farnese). Il fasto della dimora di Gradoli, la cui progettazione fu affidata ad Antonio da Sangallo il giovane, si contrappone all’essenziale austerità del palazzo di Latera, di cui rimane ignoto il progettista. Le due dimore, vivida espressione dei diversi indirizzi del patronato architettonico e artistico farnesiano di metà XVI-inizio XVII secolo, ne esplicitano finalità e mezzi profusi. Entrambi riconvertiti a sedi municipali, nonostante le molte trasformazioni subite, i due palazzi conservano elementi tipologici, materici e decorativi originali grazie a un attento restauro diretto in entrambi da Eugenio Galdieri, che ha restituito loro caratteri e dignità assimilabili a quelli cinquecenteschi.| File | Dimensione | Formato | |
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