The most common Greek mythology representation in the Italian Baroque cantata texts regards the presence of characters, nymphs and gods originating from classical literature. This attendance is typical not only in the mythological cantatas – dedicated entirely to classical tales such as Orpheus and Eurydice – but also in the pastoral ones. The mythology presence in the cantata genre is due to the same aesthetic theories that attended to the birth of the opera genre. According to the Corago treatise, the use of mythology is the most suitable way to the new “parlar cantando style,” that real or contemporary characters would make “immediately improbable and far-fetched”. This paper analyzes two mythological elements in non-mythological cantata texts. The first one is the unconditional divine interference into human life, in particular Cupid’s meddling in love affairs that leads to sentimental suffering, and Febo’s presence in the day/night pastoral settings. The second one is the ‘demythization’ process of several characters, such as the Nymphs, who never undergo the metamorphosis typical of the classical literature.

La rappresentazione più comune della mitologia greca nei testi delle cantate da camera italiane del periodo barocco riguarda la presenza di personaggi, ninfe e divinità originari della letteratura classica. Tale presenza è tipica non solo nelle cantate mitologiche – dedicate interamente a racconti classici come Orfeo ed Euridice –, ma anche in quelle pastorali, ed è dovuta alle stesse teorie estetiche che hanno accompagnato la nascita del genere operistico. Secondo il trattato Corago, l'uso della mitologia è il modo più adatto al nuovo stile del "parlar cantando", poiché personaggi reali o contemporanei lo renderebbero "immediatamente improbabile e inverosimile". Questo articolo analizza due elementi della mitologia classica nei testi delle cantate non mitologiche. Il primo è l'interferenza incondizionata del divino sull'umano, in particolare l'intromissione di Cupido negli affari d'amore che porta a sofferenze sentimentali, nonché la presenza di Febo nell'ambientazione pastorale del giorno e della notte. Il secondo è il processo inverso di 'demitizzazione' di altri personaggi, come le Ninfe, che non subiscono mai la metamorfosi tipica della letteratura classica.

Sciommeri, G. (2020). Il mito classico nelle cantate non mitologiche: interferenze divine e personaggi demitizzati. STUDI MUSICALI, 2020(1), 61-101.

Il mito classico nelle cantate non mitologiche: interferenze divine e personaggi demitizzati

Sciommeri G
2020-01-01

Abstract

The most common Greek mythology representation in the Italian Baroque cantata texts regards the presence of characters, nymphs and gods originating from classical literature. This attendance is typical not only in the mythological cantatas – dedicated entirely to classical tales such as Orpheus and Eurydice – but also in the pastoral ones. The mythology presence in the cantata genre is due to the same aesthetic theories that attended to the birth of the opera genre. According to the Corago treatise, the use of mythology is the most suitable way to the new “parlar cantando style,” that real or contemporary characters would make “immediately improbable and far-fetched”. This paper analyzes two mythological elements in non-mythological cantata texts. The first one is the unconditional divine interference into human life, in particular Cupid’s meddling in love affairs that leads to sentimental suffering, and Febo’s presence in the day/night pastoral settings. The second one is the ‘demythization’ process of several characters, such as the Nymphs, who never undergo the metamorphosis typical of the classical literature.
2020
Pubblicato
Rilevanza internazionale
Articolo
Esperti anonimi
Settore L-ART/07
Settore PEMM-01/C - Musicologia e storia della musica
Italian
La rappresentazione più comune della mitologia greca nei testi delle cantate da camera italiane del periodo barocco riguarda la presenza di personaggi, ninfe e divinità originari della letteratura classica. Tale presenza è tipica non solo nelle cantate mitologiche – dedicate interamente a racconti classici come Orfeo ed Euridice –, ma anche in quelle pastorali, ed è dovuta alle stesse teorie estetiche che hanno accompagnato la nascita del genere operistico. Secondo il trattato Corago, l'uso della mitologia è il modo più adatto al nuovo stile del "parlar cantando", poiché personaggi reali o contemporanei lo renderebbero "immediatamente improbabile e inverosimile". Questo articolo analizza due elementi della mitologia classica nei testi delle cantate non mitologiche. Il primo è l'interferenza incondizionata del divino sull'umano, in particolare l'intromissione di Cupido negli affari d'amore che porta a sofferenze sentimentali, nonché la presenza di Febo nell'ambientazione pastorale del giorno e della notte. Il secondo è il processo inverso di 'demitizzazione' di altri personaggi, come le Ninfe, che non subiscono mai la metamorfosi tipica della letteratura classica.
cantata; mythology; poetry for music; aesthetics of music; Baroque music
cantata; mitologia; estetica della musica; poesia per musica; musica barocca
Sciommeri, G. (2020). Il mito classico nelle cantate non mitologiche: interferenze divine e personaggi demitizzati. STUDI MUSICALI, 2020(1), 61-101.
Sciommeri, G
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