Quale ruolo residui alla biblioteca di pubblica lettura in un contesto di educazione lungo tutto il corso della vita, tra formazione del cittadino e rapporto con le nuove tecnologie, è oggetto di ricerca. Storicamente il primo e più importante esempio è la public library inglese, di cui possiamo ricordare quella del British Museum nella sala a pianta circolare, fondata nel 1857 e aperta non solo a professori, ricercatori e studenti, ma a chiunque volesse usufruirne; la possibilità di una libera fruizione era comunque sostanzialmente passiva, lasciando al singolo individuo l’iniziativa di avvalersene. Il concetto dell’inclusione democratica si sposava all’individualismo tipico della cultura anglosassone, alquanto scevro di stimoli alla partecipazione e alla condivisione. Altri esempi in direzioni diverse si hanno con le biblioteche popolari a cavallo tra Ottocento e Novecento, nelle quali la funzione pedagogica della distribuzione dei libri è dettata da progetti di natura politica o religiosa, tra i tentativi di formare coscienze di classe e quelli di diffondere la conoscenza dei testi sacri. L’incoraggiamento all’autoapprendimento e all’educazione per gli adulti è legato all’azione di movimenti radicati in precisi contesti storico-sociali, nonché di associazioni dotate di biblioteche itineranti (i cui libri venivano acquistati grazie alle quote associative e poi fatti circolare tra gli aderenti), fino alla costituzione di una Federazione italiana delle Biblioteche popolari nel 1909.
Ferrari, M. (2011). Preparazione alla cittadinanza, educazione alla lettura e aggregazione sociale: il ruolo della biblioteca pubblica nell’era digitale. In Spadafora Giuseppe (a cura di), Spunti pedagogici 2. Periferia.
Preparazione alla cittadinanza, educazione alla lettura e aggregazione sociale: il ruolo della biblioteca pubblica nell’era digitale
Ferrari Marco
2011-01-01
Abstract
Quale ruolo residui alla biblioteca di pubblica lettura in un contesto di educazione lungo tutto il corso della vita, tra formazione del cittadino e rapporto con le nuove tecnologie, è oggetto di ricerca. Storicamente il primo e più importante esempio è la public library inglese, di cui possiamo ricordare quella del British Museum nella sala a pianta circolare, fondata nel 1857 e aperta non solo a professori, ricercatori e studenti, ma a chiunque volesse usufruirne; la possibilità di una libera fruizione era comunque sostanzialmente passiva, lasciando al singolo individuo l’iniziativa di avvalersene. Il concetto dell’inclusione democratica si sposava all’individualismo tipico della cultura anglosassone, alquanto scevro di stimoli alla partecipazione e alla condivisione. Altri esempi in direzioni diverse si hanno con le biblioteche popolari a cavallo tra Ottocento e Novecento, nelle quali la funzione pedagogica della distribuzione dei libri è dettata da progetti di natura politica o religiosa, tra i tentativi di formare coscienze di classe e quelli di diffondere la conoscenza dei testi sacri. L’incoraggiamento all’autoapprendimento e all’educazione per gli adulti è legato all’azione di movimenti radicati in precisi contesti storico-sociali, nonché di associazioni dotate di biblioteche itineranti (i cui libri venivano acquistati grazie alle quote associative e poi fatti circolare tra gli aderenti), fino alla costituzione di una Federazione italiana delle Biblioteche popolari nel 1909.| File | Dimensione | Formato | |
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