Costituendo l’azione popolare un tema ampiamente discusso negli ultimi anni, mi propongo, nell’ambito di questa tesi, di analizzare tale tipo di azione, facendo ricorso al metodo storico e comparativo, attraverso il quale cercherò di comprendere l’evoluzione dell’azione popolare nel sistema giuridico romanistico. Nella prima parte della tesi, cercherò di analizzare tutte le azioni previste nel diritto romano, alle quali qualsiasi cittadino ha diritto di far riferimento per difendere gli interessi generali. Nel diritto romano, l’azione popolare è quella che tutela il diritto del popolo, questo tipo di azione esisteva già in epoca repubblicana ed è esistita fino all’epoca giustinianea, prevista sia dalla legge che dal diritto pretorio. Nel Digesto i compilatori hanno riportato numerosi paragrafi riguardanti l’azione popolare: in particolare, hanno dedicato un capitolo intero (D.47,23) a tale azione proprio per evidenziarla e distinguerla dalle altre azioni private. Oltre all’azione, esiste peraltro anche un tipo di intervento di carattere popolare attraverso il quale è consentito a qualsiasi cittadino di appellarsi al pretore per difendere un interesse generale. Tra le diverse opinioni dei giuristi moderni relative alla natura dell’azione popolare, due risultano le principali: da un lato si sostiene che essa sia un’azione procuratoria, dall’altro, invece, si sostiene che tale azione sia azione di carattere privato. La prima corrente di pensiero ritiene che l’azione popolare è sempre procuratoria: l’attore popolare non fa valere un diritto proprio, ma un diritto della comunità, anche quando la condanna torna a suo esclusivo vantaggio. Si tratta di una teoria fortemente contestata. Secondo l’altra impostazione, nell’azione popolare l’attore che faccia valere il proprio interesse per difendere il proprio diritto, non fungerebbe come procuratore della res publica. È popolare solo l’azione in cui la sentenza è a favore dell’attore, procuratoria invece quella in cui il cittadino fa valere un diritto della comunità. Bruns ha dato vita ad una teoria sull’azione popolare molto importante che ha indotto persino Scialoja a dire che “chi non abbia conoscenza di questo, non può giungere ad intendere pienamente neppur gli altri". Bruns ha distinto le azioni popolari previste dalla legge da quelle previste dall’Editto del pretore, osservando che solo le seconde sono vere e proprie azioni popolari: le prime sono azioni procuratorie, il cui provento è versato nelle casse pubbliche e nelle quali l’attore vale quale strumento della comunità; nelle seconde, invece, previste dall’Editto, il provento va a favore dell’attore, il quale fonda l’azione sul proprio diritto. Egli sostiene che nell’azione popolare creata dall’Editto il cittadino non si presenterebbe come procuratore, rappresentante della res publica, ma agirebbe semplicemente ed immediatamente in base al suo proprio diritto soggettivo, spettantegli come cittadino. Si potrebbe parlare dunque di vere e proprie azioni popolari. In tal senso, nella prima parte della tesi, seguendo la definizione dell’azione popolare fornita da Bruns, con la distinzione tra legge e diritto pretorio, non discuto la loro natura, ma cerco piuttosto di chiarire, sia per la legge romana che per il diritto pretorio, se nell’azione popolare la legittimazione sia diffusa e la tutela dell’azione popolare sia rivolta ad un interesse generale, e cerco di analizzare le regola generale applicate nell’azione popolare. Nella seconda parte della tesi, la ricerca si propone di analizzare le numerose e diverse dottrine e legislazioni che hanno affrontato il problema della tutela degli interessi diffusi in Italia e nei Paesi latinoamericani e gli effetti in ciascuno di questi Paesi. In particolare, svolgo una ricerca sull’ordinamento italiano, brasiliano e colombiano che rappresentano i diversi orientamenti su tale tutela. Poi, mi propongo di individuare anche le linee comuni ai singoli ordinamenti e le caratteristiche del Codigo Modelo de Procesos colectivos per Ibero America al fine di elaborare proposte adatte alla situazione cinese rispetto alle attuali forme di tutela. Lo studio delle singole esperienze dei vari Paesi costituisce un punto importante: attraverso l’analisi del sistema processuale dei singolari Paesi, cercherò di individuare gli aspetti positivi e negativi per la Cina. L’analisi dei diversi ordinamenti affronta principalmente i seguenti elementi: • analisi dello sviluppo dell’azione popolare nei diversi Paesi e la sua caratteristica nel diritto moderno; il rapporto fra l’azione popolare e l’azione per tutela degli interessi diffusi; rilevanza dell’actio poplaris romana come base dell’azione popolare moderna; • esame sui diversi significati degli “interessi diffusi ” e degli “interessi collettivi”; analisi della distinzione e della tipologia dei strumenti di tutela degli interessi diffusi nei vari Paesi; • valutazione delle regole processuali dell’azione per tutela degli interessi diffusi nei vari Paesi, con particolare riguardo alle regole della legittimazione attiva, ai contenuti del provvedimento giurisdizionale dei giudici ed all’efficacia della cosa giudicata. In tale ambito, una specifica analisi sarà effettuata con riguardo alla tutela dei consumatori e dell’ambiente. L’ultima parte della tesi sarà dedicata al problema della tutela degli interessi diffusi in Cina, con la presentazione della relativa elaborazione fornita dalla dottrina cinese e con un’analisi delle lacune legislative e dottrinali su tale tema. Verrà, inoltre, valutata la possibilità di utilizzare le esperienze maturate in altri Paesi, appartenenti al sistema giuridico romanistico, in cui si applica l’azione popolare e si sviluppa la teoria dell’azione per tutela degli interessi diffusi. In tal senso, il fine ultimo di questa ricostruzione è quello di integrare una lacuna dell’ordinamento giuridico cinese e di offrire delle proposte applicabili ad esso facendo richiamo alla appartenenza di tale ordinamento giuridico ad un più ampio sistema. Il legislatore cinese potrà utilizzare le soluzioni proposte per migliorare l'efficienza del sistema, il quale con l’introduzione di tale azione nel ordinamento cinese sarà più significativo e pregnante. In particolare si dà la legittimazione al singolo cittadino per la tutela degli interessi diffusi, la quale realizza la disposizione della Costituzione che sancisce: “Il popolo amministra gli affari dello Stato, amministra l'economia e la cultura, amministra gli affari sociali, in conformità alle norme di legge, attraverso vari canali e varie forme.” (l’art. 2)

Luo, Z. (2009). L’azione popolare e l’azione per tutela degli interessi diffusi: dal diritto romano al diritto moderno [10.58015/luo-zhimin_phd2009-07-29].

L’azione popolare e l’azione per tutela degli interessi diffusi: dal diritto romano al diritto moderno

2009-07-29

Abstract

Costituendo l’azione popolare un tema ampiamente discusso negli ultimi anni, mi propongo, nell’ambito di questa tesi, di analizzare tale tipo di azione, facendo ricorso al metodo storico e comparativo, attraverso il quale cercherò di comprendere l’evoluzione dell’azione popolare nel sistema giuridico romanistico. Nella prima parte della tesi, cercherò di analizzare tutte le azioni previste nel diritto romano, alle quali qualsiasi cittadino ha diritto di far riferimento per difendere gli interessi generali. Nel diritto romano, l’azione popolare è quella che tutela il diritto del popolo, questo tipo di azione esisteva già in epoca repubblicana ed è esistita fino all’epoca giustinianea, prevista sia dalla legge che dal diritto pretorio. Nel Digesto i compilatori hanno riportato numerosi paragrafi riguardanti l’azione popolare: in particolare, hanno dedicato un capitolo intero (D.47,23) a tale azione proprio per evidenziarla e distinguerla dalle altre azioni private. Oltre all’azione, esiste peraltro anche un tipo di intervento di carattere popolare attraverso il quale è consentito a qualsiasi cittadino di appellarsi al pretore per difendere un interesse generale. Tra le diverse opinioni dei giuristi moderni relative alla natura dell’azione popolare, due risultano le principali: da un lato si sostiene che essa sia un’azione procuratoria, dall’altro, invece, si sostiene che tale azione sia azione di carattere privato. La prima corrente di pensiero ritiene che l’azione popolare è sempre procuratoria: l’attore popolare non fa valere un diritto proprio, ma un diritto della comunità, anche quando la condanna torna a suo esclusivo vantaggio. Si tratta di una teoria fortemente contestata. Secondo l’altra impostazione, nell’azione popolare l’attore che faccia valere il proprio interesse per difendere il proprio diritto, non fungerebbe come procuratore della res publica. È popolare solo l’azione in cui la sentenza è a favore dell’attore, procuratoria invece quella in cui il cittadino fa valere un diritto della comunità. Bruns ha dato vita ad una teoria sull’azione popolare molto importante che ha indotto persino Scialoja a dire che “chi non abbia conoscenza di questo, non può giungere ad intendere pienamente neppur gli altri". Bruns ha distinto le azioni popolari previste dalla legge da quelle previste dall’Editto del pretore, osservando che solo le seconde sono vere e proprie azioni popolari: le prime sono azioni procuratorie, il cui provento è versato nelle casse pubbliche e nelle quali l’attore vale quale strumento della comunità; nelle seconde, invece, previste dall’Editto, il provento va a favore dell’attore, il quale fonda l’azione sul proprio diritto. Egli sostiene che nell’azione popolare creata dall’Editto il cittadino non si presenterebbe come procuratore, rappresentante della res publica, ma agirebbe semplicemente ed immediatamente in base al suo proprio diritto soggettivo, spettantegli come cittadino. Si potrebbe parlare dunque di vere e proprie azioni popolari. In tal senso, nella prima parte della tesi, seguendo la definizione dell’azione popolare fornita da Bruns, con la distinzione tra legge e diritto pretorio, non discuto la loro natura, ma cerco piuttosto di chiarire, sia per la legge romana che per il diritto pretorio, se nell’azione popolare la legittimazione sia diffusa e la tutela dell’azione popolare sia rivolta ad un interesse generale, e cerco di analizzare le regola generale applicate nell’azione popolare. Nella seconda parte della tesi, la ricerca si propone di analizzare le numerose e diverse dottrine e legislazioni che hanno affrontato il problema della tutela degli interessi diffusi in Italia e nei Paesi latinoamericani e gli effetti in ciascuno di questi Paesi. In particolare, svolgo una ricerca sull’ordinamento italiano, brasiliano e colombiano che rappresentano i diversi orientamenti su tale tutela. Poi, mi propongo di individuare anche le linee comuni ai singoli ordinamenti e le caratteristiche del Codigo Modelo de Procesos colectivos per Ibero America al fine di elaborare proposte adatte alla situazione cinese rispetto alle attuali forme di tutela. Lo studio delle singole esperienze dei vari Paesi costituisce un punto importante: attraverso l’analisi del sistema processuale dei singolari Paesi, cercherò di individuare gli aspetti positivi e negativi per la Cina. L’analisi dei diversi ordinamenti affronta principalmente i seguenti elementi: • analisi dello sviluppo dell’azione popolare nei diversi Paesi e la sua caratteristica nel diritto moderno; il rapporto fra l’azione popolare e l’azione per tutela degli interessi diffusi; rilevanza dell’actio poplaris romana come base dell’azione popolare moderna; • esame sui diversi significati degli “interessi diffusi ” e degli “interessi collettivi”; analisi della distinzione e della tipologia dei strumenti di tutela degli interessi diffusi nei vari Paesi; • valutazione delle regole processuali dell’azione per tutela degli interessi diffusi nei vari Paesi, con particolare riguardo alle regole della legittimazione attiva, ai contenuti del provvedimento giurisdizionale dei giudici ed all’efficacia della cosa giudicata. In tale ambito, una specifica analisi sarà effettuata con riguardo alla tutela dei consumatori e dell’ambiente. L’ultima parte della tesi sarà dedicata al problema della tutela degli interessi diffusi in Cina, con la presentazione della relativa elaborazione fornita dalla dottrina cinese e con un’analisi delle lacune legislative e dottrinali su tale tema. Verrà, inoltre, valutata la possibilità di utilizzare le esperienze maturate in altri Paesi, appartenenti al sistema giuridico romanistico, in cui si applica l’azione popolare e si sviluppa la teoria dell’azione per tutela degli interessi diffusi. In tal senso, il fine ultimo di questa ricostruzione è quello di integrare una lacuna dell’ordinamento giuridico cinese e di offrire delle proposte applicabili ad esso facendo richiamo alla appartenenza di tale ordinamento giuridico ad un più ampio sistema. Il legislatore cinese potrà utilizzare le soluzioni proposte per migliorare l'efficienza del sistema, il quale con l’introduzione di tale azione nel ordinamento cinese sarà più significativo e pregnante. In particolare si dà la legittimazione al singolo cittadino per la tutela degli interessi diffusi, la quale realizza la disposizione della Costituzione che sancisce: “Il popolo amministra gli affari dello Stato, amministra l'economia e la cultura, amministra gli affari sociali, in conformità alle norme di legge, attraverso vari canali e varie forme.” (l’art. 2)
29-lug-2009
2006/2007
Sistema giuridico romanistico, unificazione del diritto e diritto dell'integrazione
19.
azione popolare; digesto;
Settore IUS/02 - DIRITTO PRIVATO COMPARATO
Settore GIUR-11/A - Diritto privato comparato
Italian
Tesi di dottorato
Luo, Z. (2009). L’azione popolare e l’azione per tutela degli interessi diffusi: dal diritto romano al diritto moderno [10.58015/luo-zhimin_phd2009-07-29].
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