Connections between hagiography and archaeology are very interesting and open to significant developments. Comparing hagiographical data drawn from literary sources to those evident in ancient monuments, it’s indeed possible to resolve doubts about the origins and evolutions of many different cults. This research focuses on the cult of Saint Felicita and Her Seven Sons, known in Rome since the 4th century. It shows how, combining hagiographical and archaeological sources, they both contribute significantly to an accurate reconstruction of the traditions of such cult. According to hagiographical sources, it was possible to define the evolution of Saint Felicita’s cult and to shed light on the dynamics leading to the development of this hagiographical tradition. The archaeological sources, on the other hand, suggested interesting information, crucial for understanding the most peculiar features of this cult since the 4th century (when the “Peace of the Church” led to significant transformations) since the 8th century (when the remains of the martyrs were moved to urban churches and previous cult and burial places fell into desuse).

Nell'ambito delle problematiche connesse all'agiografia, un settore molto interessante e suscettibile di approfondimenti nuovi è quello che si articola nel rapporto con la scienza archeologica. Mettendo, infatti, a confronto i dati agiografici ricostruibili sulla base delle fonti letterarie e quelli monumentali, è possibile, per l'età tardoantica, ricucire sia le difficili questioni sulla genesi sia lo sviluppo di diversi culti. Il caso particolare rappresentato dal culto di Felicita e dei sette figli, attestato a Roma fin dal IV secolo, mostra come fonti agiografiche ed evidenze archeologiche possano contribuire in uguale misura ad una corretta e puntuale ricostruzione della tradizione cultuale. Sulla base delle fonti agiografiche è stato possibile definire le linee evolutive del culto e mettere in luce gli elementi complessivi per comprendere, con chiarezza, le dinamiche che hanno portato alla formazione della tradizione agiografica. Le evidenze archeologiche hanno invece fornito interessanti dati, indispensabile per comprendere i tratti peculiari del culto in oggetto dal IV secolo, cioè dalla pace della Chiesa, che attiva fenomeni consistenti di trasformazione, all’VIII secolo, ai decenni quindi che introducono le massicce traslazioni delle spoglie dei martiri nelle chiese urbane e il conseguente disuso degli originali luoghi di sepoltura e di culto.

Salvatori, F. (2009). Il gruppo agiografico di Felicita e i sette figli: genesi ed evoluzione del culto e i suoi riflessi monumentali.

Il gruppo agiografico di Felicita e i sette figli: genesi ed evoluzione del culto e i suoi riflessi monumentali

SALVATORI, FLAVIA
2009-07-13

Abstract

Nell'ambito delle problematiche connesse all'agiografia, un settore molto interessante e suscettibile di approfondimenti nuovi è quello che si articola nel rapporto con la scienza archeologica. Mettendo, infatti, a confronto i dati agiografici ricostruibili sulla base delle fonti letterarie e quelli monumentali, è possibile, per l'età tardoantica, ricucire sia le difficili questioni sulla genesi sia lo sviluppo di diversi culti. Il caso particolare rappresentato dal culto di Felicita e dei sette figli, attestato a Roma fin dal IV secolo, mostra come fonti agiografiche ed evidenze archeologiche possano contribuire in uguale misura ad una corretta e puntuale ricostruzione della tradizione cultuale. Sulla base delle fonti agiografiche è stato possibile definire le linee evolutive del culto e mettere in luce gli elementi complessivi per comprendere, con chiarezza, le dinamiche che hanno portato alla formazione della tradizione agiografica. Le evidenze archeologiche hanno invece fornito interessanti dati, indispensabile per comprendere i tratti peculiari del culto in oggetto dal IV secolo, cioè dalla pace della Chiesa, che attiva fenomeni consistenti di trasformazione, all’VIII secolo, ai decenni quindi che introducono le massicce traslazioni delle spoglie dei martiri nelle chiese urbane e il conseguente disuso degli originali luoghi di sepoltura e di culto.
A.A. 2008/2009
Storia del cristianesimo e delle chiese
20.
Connections between hagiography and archaeology are very interesting and open to significant developments. Comparing hagiographical data drawn from literary sources to those evident in ancient monuments, it’s indeed possible to resolve doubts about the origins and evolutions of many different cults. This research focuses on the cult of Saint Felicita and Her Seven Sons, known in Rome since the 4th century. It shows how, combining hagiographical and archaeological sources, they both contribute significantly to an accurate reconstruction of the traditions of such cult. According to hagiographical sources, it was possible to define the evolution of Saint Felicita’s cult and to shed light on the dynamics leading to the development of this hagiographical tradition. The archaeological sources, on the other hand, suggested interesting information, crucial for understanding the most peculiar features of this cult since the 4th century (when the “Peace of the Church” led to significant transformations) since the 8th century (when the remains of the martyrs were moved to urban churches and previous cult and burial places fell into desuse).
catacombe; Felicita; martiri; storia del culto; agiografia; santuari; iconografia; archeologia cristiana; basilica; sette figli
Settore M-STO/07 - Storia del Cristianesimo e delle Chiese
Italian
Tesi di dottorato
Salvatori, F. (2009). Il gruppo agiografico di Felicita e i sette figli: genesi ed evoluzione del culto e i suoi riflessi monumentali.
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