Obiettivo: Confrontare le caratteristiche demografiche, fenotipiche oculari e gentiche, dei pazienti con Sindrome da Dispersione di Pigmento (PDS), Glaucoma Pigmentario (PG), glaucoma primario ad angolo aperto (POAG) e nei soggetti sani. Disegno: Trasversale osservazionale con gruppo di controllo. Materiali e metodi: Lo screening dei pazienti è stato effettuato presso l’ambulatorio del centro glaucoma del Policlinico di Tor Vergata, Roma. Dopo la raccolta dei dati anamnestici e demografici i pazienti sono stati sottoposti ad una visita oftalmologica completa e al prelievo di un campione di sangue periferico. La vista oculistica ha previsto la misurazione dell’acuità visiva naturale e corretta, della pressione intraoculare, della profondità della camera anteriore, dello spessore del cristallino e della lunghezza assiale del bulbo oculare. In aggiunta tutti i pazienti sono stati sottoposti ad esame oftalmoscopico del fondo oculare e gonioscopico dell’angolo iridocorneale al fine di identificare e stadiare la pigmentazione trabecolare e la concavità iridea. Tutti I soggetti sono stati sottoposti all’esame del campo visivo computerizzato. Il DNA è stato estratto dai linfociti periferici. L’analisi genetica ha incluso lo studio della frequenza del polimorfismo Myoc mt1 (-1000 C/G) nelle diverse popolazioni prese in esame ed il sequenziamento completo del gene LOXL1. Risultati: Il bulbo oculare è risultato significativamente più lungo nei casi di PG/PDS rispetto ai controlli. Il cristallino è risultato essere significativamente più spesso nei casi rispetto alla popolazione di controllo. Non sono state riscontrate differenze tra PDS e PG nell’incidenza di concavità e difetti di transilluminazione iridea. Un grado marcato di concavità iridea è stato trovato associato in maniera significativa ad uno spessore ridotto del cristallino (p=0,045), mentre non è stata dimostrata alcuna relazione tra il grado di pigmentazione trabecolare e la presenza di concavità iridea. Tuttavia un grado severo di pigmentazione trabecolare si è dimostrato significativamente associato con un danno funzionale maggiore. I risultati dell’indagine genetica hanno dimostrato che nei 59 casi di PDS/PG,la frequenza dell’allele G è risultata essere del 0.06 compatibile con una frequenza del genotipo C/G di 0.12; nei 177 casi di POAG la frequenza dell’allele G è risultata essere dello 0.07 compatibile con una frequenza del genotipo C/G di 0.14; nei 125 controlli la frequenza dell’allele G è risultata essere dello 0.116 compatibile con una frequenza del genotipo C/G di 0.23. Il sequenziamento dell’intero gene LOXL1 ha permesso di identificare un interessante SNPs, rs 2304722 C/T, localizzato nell’esone 6 del gene; l’allele C di tale variazione di sequenza sembra presentare una frequenza significativa diversa rispetto all’atteso solo nei casi di glaucoma pigmentario e non nelle altre due popolazioni in esame, POAG e controlli sani. Conclusioni. I pazienti affetti da PG/PDS sono caratterizzati da un bulbo oculare più lungo e da un cristallino più spesso. Il grado di concavità iridea non influenza la severità della pigmentazione trabecolare che risulta però associata allo stadio del danno funzionale. Non è stata osservata alcuna relazione significativa tra la presenza del fenotipo glaucomatoso e il polimorfismo al locus MYOC mentre è stato identificato un interessante SNP localizzato nell’esone 6 del gene LOXL1 la cui frequenza è risultata significativamente diversa nei casi di PG rispetto alla popolazione affetta da POAG e rispetto ai controlli.

Oddone, F. (2008). Variabilità genetica e fenotipica del glaucoma pigmentario.

Variabilità genetica e fenotipica del glaucoma pigmentario

2008-11-11

Abstract

Obiettivo: Confrontare le caratteristiche demografiche, fenotipiche oculari e gentiche, dei pazienti con Sindrome da Dispersione di Pigmento (PDS), Glaucoma Pigmentario (PG), glaucoma primario ad angolo aperto (POAG) e nei soggetti sani. Disegno: Trasversale osservazionale con gruppo di controllo. Materiali e metodi: Lo screening dei pazienti è stato effettuato presso l’ambulatorio del centro glaucoma del Policlinico di Tor Vergata, Roma. Dopo la raccolta dei dati anamnestici e demografici i pazienti sono stati sottoposti ad una visita oftalmologica completa e al prelievo di un campione di sangue periferico. La vista oculistica ha previsto la misurazione dell’acuità visiva naturale e corretta, della pressione intraoculare, della profondità della camera anteriore, dello spessore del cristallino e della lunghezza assiale del bulbo oculare. In aggiunta tutti i pazienti sono stati sottoposti ad esame oftalmoscopico del fondo oculare e gonioscopico dell’angolo iridocorneale al fine di identificare e stadiare la pigmentazione trabecolare e la concavità iridea. Tutti I soggetti sono stati sottoposti all’esame del campo visivo computerizzato. Il DNA è stato estratto dai linfociti periferici. L’analisi genetica ha incluso lo studio della frequenza del polimorfismo Myoc mt1 (-1000 C/G) nelle diverse popolazioni prese in esame ed il sequenziamento completo del gene LOXL1. Risultati: Il bulbo oculare è risultato significativamente più lungo nei casi di PG/PDS rispetto ai controlli. Il cristallino è risultato essere significativamente più spesso nei casi rispetto alla popolazione di controllo. Non sono state riscontrate differenze tra PDS e PG nell’incidenza di concavità e difetti di transilluminazione iridea. Un grado marcato di concavità iridea è stato trovato associato in maniera significativa ad uno spessore ridotto del cristallino (p=0,045), mentre non è stata dimostrata alcuna relazione tra il grado di pigmentazione trabecolare e la presenza di concavità iridea. Tuttavia un grado severo di pigmentazione trabecolare si è dimostrato significativamente associato con un danno funzionale maggiore. I risultati dell’indagine genetica hanno dimostrato che nei 59 casi di PDS/PG,la frequenza dell’allele G è risultata essere del 0.06 compatibile con una frequenza del genotipo C/G di 0.12; nei 177 casi di POAG la frequenza dell’allele G è risultata essere dello 0.07 compatibile con una frequenza del genotipo C/G di 0.14; nei 125 controlli la frequenza dell’allele G è risultata essere dello 0.116 compatibile con una frequenza del genotipo C/G di 0.23. Il sequenziamento dell’intero gene LOXL1 ha permesso di identificare un interessante SNPs, rs 2304722 C/T, localizzato nell’esone 6 del gene; l’allele C di tale variazione di sequenza sembra presentare una frequenza significativa diversa rispetto all’atteso solo nei casi di glaucoma pigmentario e non nelle altre due popolazioni in esame, POAG e controlli sani. Conclusioni. I pazienti affetti da PG/PDS sono caratterizzati da un bulbo oculare più lungo e da un cristallino più spesso. Il grado di concavità iridea non influenza la severità della pigmentazione trabecolare che risulta però associata allo stadio del danno funzionale. Non è stata osservata alcuna relazione significativa tra la presenza del fenotipo glaucomatoso e il polimorfismo al locus MYOC mentre è stato identificato un interessante SNP localizzato nell’esone 6 del gene LOXL1 la cui frequenza è risultata significativamente diversa nei casi di PG rispetto alla popolazione affetta da POAG e rispetto ai controlli.
A.A. 2007/2008
glaucoma pigmentario
myoc
loxl1
Settore MED/03 - Genetica Medica
it
Tesi di dottorato
Oddone, F. (2008). Variabilità genetica e fenotipica del glaucoma pigmentario.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2108/685
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