Our goal is to sum up the various features of the electoral system’s reform at the regional level – so far studied mainly in the shadow of the regional form of government – and to go deeper not only in terms of performance (as the political science would do), rather trying to underline the most controversial legal problems. The legislation in the electoral subject has been analyzed in the introduction, with a special focus on the weave between national competences and regional competences as defined by art. 122 Cost., State law n. 165/2004 and new regional legislations. The second chapter is about the substantial regulation: firstly, has been analyzed the regional electoral law adopted by the National Parliament in 1968 (and then modified in 1995 and 1999), not only because it is still in force in some Regions – the ones who has not jet adopted their own legislation – but also because it’s interesting to understand what of this first regulation has not been changed by the first-coming regional laws. Secondly, has been taking in account the “system of election” under the art. 122 Cost., in particular, identifying the wideness or strictness of its notion. Above all, the lack of coordination with the following art. 123 Cost. has been investigated. The third chapter has been dedicated to the “new” electoral systems. On the one hand, the different steps of the electoral moment have been studied analytically. On the other hand, different elements for each of these steps have been indentified: the gaps from the State legislation, the effects (expected or not) of the first (end only) consultations in which have been experimented different solutions from the national legislation. In conclusion, in the fourth and last chapter, the focus has been made on some features of the part of the electoral legislation not directly concerning the transformation of votes in seats, but other collateral aspects. Three are the main topics: first of all, the disqualification; secondly, the problem of gender representation; finally, the selection of candidates, and especially through primary elections.

La nostra ricerca ha l’approccio di una sorta di ricognizione su un “cantiere ancora aperto”, per capire “a che punto” stanno le Regioni nell’attuazione dell’articolo 122 della Costituzione: ovvero, quali sono le linee di tendenza e quali i problemi più evidenti e complessi che le Regioni stanno incontrando nell’adozione delle discipline elettorali. L’obiettivo del nostro lavoro è, dunque, anzitutto quello di mettere insieme i vari aspetti che interessano il tema della riforma elettorale a livello regionale (e che finora hanno trovato collocazione, prevalentemente, negli interstizi degli studi dedicati alla forma di governo regionale) e di studiarli non tanto (o non solo) in termini di rendimento dei sistemi elettorali (aspetto che, peraltro, attiene più direttamente alla scienza politica), quanto piuttosto provando a metterne in evidenza i profili giuridici più controversi. Ecco, allora, che in primo luogo ci siamo dedicati – nel capitolo introduttivo – ad analizzare le fonti competenti in materia elettorale, soffermandoci sull’«intreccio» normativo che il riparto di competenze comporta: l’articolo 122 della Costituzione (che affida la competenza in materia elettorale alle Regioni, nel rispetto dei principi fondamentali), la legge n. 165 del 2004 (che detta i principi in materia elettorale) e le cinque nuove discipline regionali (Calabria, Lazio, Marche, Puglia e Toscana). Nel capitolo secondo, poi, ci siamo soffermati sull’anali della disciplina materiale: preliminarmente abbiamo esaminato la legge elettorale regionale adottata a livello statale (ossia la legge n. 108 del 1968, come successivamente modificata dalla legge n. 43 del 1995 e l’articolo 5 della legge costituzionale n. 1 del 1999), non solo perché si tratta della disciplina ancora in vigore nelle Regioni che non hanno disciplinato direttamente la materia elettorale, ma anche perché ci sembra interessante capire quali aspetti di questo sistema siano stati conservati dalle Regioni. Nella seconda parte del secondo capitolo, invece, ci siamo soffermati sulla nozione di «sistema di elezione», utilizzata dall’articolo 122 della Costituzione, provando a capire se si tratta di una nozione “restrittiva” o “ampia” e, soprattutto, provando a mettere ordine nella confusione creata dal «mancato coordinamento» fra l’articolo 122 (che rinvia alla competenza ripartita di Stato e Regioni la disciplina del sistema di elezione) e il successivo articolo 123 (ai sensi del quale la determinazione della forma di governo è affidata allo statuto). Successivamente, abbiamo dedicato il terzo capitolo all’analisi dei «nuovi» sistemi elettorali. Da un lato, abbiamo provato ad individuare e studiare analiticamente le diverse fasi di cui il momento elettorale è composto. Parallelamente, abbiamo cercato di individuare per ognuno di tali momenti: gli scostamenti rispetto alla normativa statale, gli effetti (desiderati o indiretti) prodotti nelle prime (e uniche) consultazioni in cui sono stati utilizzati e (ove possibile) eventuali profili di difformità rispetto ai principi dettati dalla legge cornice. Infine, nel quarto, ed ultimo, capitolo ci siamo soffermati sulla disamina di alcuni aspetti della cosiddetta disciplina «di contorno», ossia di quella parte di legislazione elettorale che non attiene direttamente alla trasformazione dei voti in seggi e al procedimento, ma che rappresenta un aspetto a questi complementare. Tre, in particolare, gli aspetti sui quali abbiamo deciso di soffermarci: anzitutto, la disciplina dell’ineleggibilità e dell’incompatibilità; in secondo luogo, la questione delle cosiddette «quote rosa»; ed, infine la selezione delle candidature, e in particolare la disciplina delle primarie.

Perniciaro, G. (2008). Le nuove leggi elettorali delle Regioni ordinarie.

Le nuove leggi elettorali delle Regioni ordinarie

PERNICIARO, GIOVANNA
2008-10-23

Abstract

La nostra ricerca ha l’approccio di una sorta di ricognizione su un “cantiere ancora aperto”, per capire “a che punto” stanno le Regioni nell’attuazione dell’articolo 122 della Costituzione: ovvero, quali sono le linee di tendenza e quali i problemi più evidenti e complessi che le Regioni stanno incontrando nell’adozione delle discipline elettorali. L’obiettivo del nostro lavoro è, dunque, anzitutto quello di mettere insieme i vari aspetti che interessano il tema della riforma elettorale a livello regionale (e che finora hanno trovato collocazione, prevalentemente, negli interstizi degli studi dedicati alla forma di governo regionale) e di studiarli non tanto (o non solo) in termini di rendimento dei sistemi elettorali (aspetto che, peraltro, attiene più direttamente alla scienza politica), quanto piuttosto provando a metterne in evidenza i profili giuridici più controversi. Ecco, allora, che in primo luogo ci siamo dedicati – nel capitolo introduttivo – ad analizzare le fonti competenti in materia elettorale, soffermandoci sull’«intreccio» normativo che il riparto di competenze comporta: l’articolo 122 della Costituzione (che affida la competenza in materia elettorale alle Regioni, nel rispetto dei principi fondamentali), la legge n. 165 del 2004 (che detta i principi in materia elettorale) e le cinque nuove discipline regionali (Calabria, Lazio, Marche, Puglia e Toscana). Nel capitolo secondo, poi, ci siamo soffermati sull’anali della disciplina materiale: preliminarmente abbiamo esaminato la legge elettorale regionale adottata a livello statale (ossia la legge n. 108 del 1968, come successivamente modificata dalla legge n. 43 del 1995 e l’articolo 5 della legge costituzionale n. 1 del 1999), non solo perché si tratta della disciplina ancora in vigore nelle Regioni che non hanno disciplinato direttamente la materia elettorale, ma anche perché ci sembra interessante capire quali aspetti di questo sistema siano stati conservati dalle Regioni. Nella seconda parte del secondo capitolo, invece, ci siamo soffermati sulla nozione di «sistema di elezione», utilizzata dall’articolo 122 della Costituzione, provando a capire se si tratta di una nozione “restrittiva” o “ampia” e, soprattutto, provando a mettere ordine nella confusione creata dal «mancato coordinamento» fra l’articolo 122 (che rinvia alla competenza ripartita di Stato e Regioni la disciplina del sistema di elezione) e il successivo articolo 123 (ai sensi del quale la determinazione della forma di governo è affidata allo statuto). Successivamente, abbiamo dedicato il terzo capitolo all’analisi dei «nuovi» sistemi elettorali. Da un lato, abbiamo provato ad individuare e studiare analiticamente le diverse fasi di cui il momento elettorale è composto. Parallelamente, abbiamo cercato di individuare per ognuno di tali momenti: gli scostamenti rispetto alla normativa statale, gli effetti (desiderati o indiretti) prodotti nelle prime (e uniche) consultazioni in cui sono stati utilizzati e (ove possibile) eventuali profili di difformità rispetto ai principi dettati dalla legge cornice. Infine, nel quarto, ed ultimo, capitolo ci siamo soffermati sulla disamina di alcuni aspetti della cosiddetta disciplina «di contorno», ossia di quella parte di legislazione elettorale che non attiene direttamente alla trasformazione dei voti in seggi e al procedimento, ma che rappresenta un aspetto a questi complementare. Tre, in particolare, gli aspetti sui quali abbiamo deciso di soffermarci: anzitutto, la disciplina dell’ineleggibilità e dell’incompatibilità; in secondo luogo, la questione delle cosiddette «quote rosa»; ed, infine la selezione delle candidature, e in particolare la disciplina delle primarie.
A.A. 2007/2008
Diritto pubblico
20.
Our goal is to sum up the various features of the electoral system’s reform at the regional level – so far studied mainly in the shadow of the regional form of government – and to go deeper not only in terms of performance (as the political science would do), rather trying to underline the most controversial legal problems. The legislation in the electoral subject has been analyzed in the introduction, with a special focus on the weave between national competences and regional competences as defined by art. 122 Cost., State law n. 165/2004 and new regional legislations. The second chapter is about the substantial regulation: firstly, has been analyzed the regional electoral law adopted by the National Parliament in 1968 (and then modified in 1995 and 1999), not only because it is still in force in some Regions – the ones who has not jet adopted their own legislation – but also because it’s interesting to understand what of this first regulation has not been changed by the first-coming regional laws. Secondly, has been taking in account the “system of election” under the art. 122 Cost., in particular, identifying the wideness or strictness of its notion. Above all, the lack of coordination with the following art. 123 Cost. has been investigated. The third chapter has been dedicated to the “new” electoral systems. On the one hand, the different steps of the electoral moment have been studied analytically. On the other hand, different elements for each of these steps have been indentified: the gaps from the State legislation, the effects (expected or not) of the first (end only) consultations in which have been experimented different solutions from the national legislation. In conclusion, in the fourth and last chapter, the focus has been made on some features of the part of the electoral legislation not directly concerning the transformation of votes in seats, but other collateral aspects. Three are the main topics: first of all, the disqualification; secondly, the problem of gender representation; finally, the selection of candidates, and especially through primary elections.
Regioni; leggi elettorali; legislazione elettorale; sistema elettorale; ineleggibilità; incompatibilità delle cariche; legge cornice; principi fondamentali
Settore IUS/09 - Istituzioni di Diritto Pubblico
Italian
Tesi di dottorato
Perniciaro, G. (2008). Le nuove leggi elettorali delle Regioni ordinarie.
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