La disponibilita' di informazioni tempestive, disaggregate ed esaustive sullo stato dell'economia e' diventata negli ultimi decenni un presupposto fondamentale per l'analisi economica. Fra le serie macroeconomiche di riferimento un ruolo di primo piano e' comunemente accordato al PIL, seppur i dati di Contabilita' Nazionale vengano pubblicati con notevole ritardo (60gg per l'Europa). Tale esigenza empirica e' sfociata nella produzione di molteplici tecniche econometriche, piu' o meno sofisticate, per ricavare una stima indiretta del PIL tramite l'utilizzo di indicatori ad alta frequenza. Tra le serie mensili di maggior utilizzo, assumono particolare rilievo le Indagini sulle imprese e sui consumatori pubblicate dalla Commissione Europea, alla fine di ogni mese con riferimento al mese in corso. A fronte di un indubbio vantaggio in termini di tempestivita', rimane da stabilire in che misura utlizzare per analisi quantitative i dati delle Surveys, raccolti sotto forma di variabili qualitative. In risposta a tale problematica, si presentano nel primo Capitolo due nuovi metodi di quantificazione: la Spectral envelope e un modello logit cumulato basato su un filtro di Kalman non lineare. L'indicatore quantitativo cosi' ottenuto per il livello di produzione in Italia mostra una elevata coherenza con il ciclo della produzione Industriale estratto esogenamente. Nel secondo Capitolo, si affronta la problematica del nowcasting del PIL dell'Area dell'Euro, tramite una procedura di disaggregazione temporale in un modello a frequenze miste, mensili e trimestrali. Il valore mensile del PIL viene ricavato tramite un set di indicatori ad alta frequenza seguendo un modello dynamico fattoriale alla Stock and Watson (1991) espresso in Spazio degli Stati seguendo l'esempio di Mariano e Murasawa (2003). Il modello viene stimato sia dal lato della domanda (componenti di spesa) che dell' offerta (settori di attivita' economica), combinando quindi i due risultati nella stima finale del PIL in ragione della loro precisione e tenendo conto del nuovo schema di concatenazione di Contabilita' Nazionale. Contrariamente ad alcuni recenti risultati in letteratura, in questa applicazione le Surveys non impattano sulla stima del PIL. Tale risultato empirico viene analizzato in maggior dettaglio nel terzo Capitolo, ove il modello di base proposto nel Capitolo precedente viene esteso includendo due fattori comuni e correzione della componente autoregressiva per cicli a bassa frequenza. Tramite alcuni esperimenti su dati in tempo reale con valutazione delle revisioni, si giunge alla conclusione che l'uso delle Surveys migliora la precisione delle stime e delle previsioni, specialmente per un orizzonte temporale medio-lungo (3 passi in avanti rispetto all'ultima release del PIL). In conclusione si presenta la stima di un indicatore di media-varianza per il PIL degli Stati Uniti. Esiste un generale consenso in letteratura nel ritenere che negli ultimi 20 anni le maggiori serie macroeconomiche americane siano divenute meno volatili. Pertanto, il modello sviluppato per l'Europa viene esteso considerando una varianza variabile nel tempo secondo un modello Garch-type a due regimi, che intende replicare il fenomeno noto in letteratura come ``great moderation". La flessibilita' di tale parametrizzazione permette di ottenere intervalli di confidenza piu' accurati in fase di stima come di previsione. Inoltre, la volatilita' stimata sembra esprimere mostrare come l'economia americana risponda a shocks negativi come guerre, crisi petrolifere e attacchi terroristici. In conclusione si osserva che, mentre il livello dell'economia risulta ancorato alla produzione Industriale, la sua incertezza dipende da altre serie, come il reddito e l'occupazione.

Frale, C. (2008). Essays on quantification and disaggregation of time series.

Essays on quantification and disaggregation of time series

2008-07-14

Abstract

La disponibilita' di informazioni tempestive, disaggregate ed esaustive sullo stato dell'economia e' diventata negli ultimi decenni un presupposto fondamentale per l'analisi economica. Fra le serie macroeconomiche di riferimento un ruolo di primo piano e' comunemente accordato al PIL, seppur i dati di Contabilita' Nazionale vengano pubblicati con notevole ritardo (60gg per l'Europa). Tale esigenza empirica e' sfociata nella produzione di molteplici tecniche econometriche, piu' o meno sofisticate, per ricavare una stima indiretta del PIL tramite l'utilizzo di indicatori ad alta frequenza. Tra le serie mensili di maggior utilizzo, assumono particolare rilievo le Indagini sulle imprese e sui consumatori pubblicate dalla Commissione Europea, alla fine di ogni mese con riferimento al mese in corso. A fronte di un indubbio vantaggio in termini di tempestivita', rimane da stabilire in che misura utlizzare per analisi quantitative i dati delle Surveys, raccolti sotto forma di variabili qualitative. In risposta a tale problematica, si presentano nel primo Capitolo due nuovi metodi di quantificazione: la Spectral envelope e un modello logit cumulato basato su un filtro di Kalman non lineare. L'indicatore quantitativo cosi' ottenuto per il livello di produzione in Italia mostra una elevata coherenza con il ciclo della produzione Industriale estratto esogenamente. Nel secondo Capitolo, si affronta la problematica del nowcasting del PIL dell'Area dell'Euro, tramite una procedura di disaggregazione temporale in un modello a frequenze miste, mensili e trimestrali. Il valore mensile del PIL viene ricavato tramite un set di indicatori ad alta frequenza seguendo un modello dynamico fattoriale alla Stock and Watson (1991) espresso in Spazio degli Stati seguendo l'esempio di Mariano e Murasawa (2003). Il modello viene stimato sia dal lato della domanda (componenti di spesa) che dell' offerta (settori di attivita' economica), combinando quindi i due risultati nella stima finale del PIL in ragione della loro precisione e tenendo conto del nuovo schema di concatenazione di Contabilita' Nazionale. Contrariamente ad alcuni recenti risultati in letteratura, in questa applicazione le Surveys non impattano sulla stima del PIL. Tale risultato empirico viene analizzato in maggior dettaglio nel terzo Capitolo, ove il modello di base proposto nel Capitolo precedente viene esteso includendo due fattori comuni e correzione della componente autoregressiva per cicli a bassa frequenza. Tramite alcuni esperimenti su dati in tempo reale con valutazione delle revisioni, si giunge alla conclusione che l'uso delle Surveys migliora la precisione delle stime e delle previsioni, specialmente per un orizzonte temporale medio-lungo (3 passi in avanti rispetto all'ultima release del PIL). In conclusione si presenta la stima di un indicatore di media-varianza per il PIL degli Stati Uniti. Esiste un generale consenso in letteratura nel ritenere che negli ultimi 20 anni le maggiori serie macroeconomiche americane siano divenute meno volatili. Pertanto, il modello sviluppato per l'Europa viene esteso considerando una varianza variabile nel tempo secondo un modello Garch-type a due regimi, che intende replicare il fenomeno noto in letteratura come ``great moderation". La flessibilita' di tale parametrizzazione permette di ottenere intervalli di confidenza piu' accurati in fase di stima come di previsione. Inoltre, la volatilita' stimata sembra esprimere mostrare come l'economia americana risponda a shocks negativi come guerre, crisi petrolifere e attacchi terroristici. In conclusione si osserva che, mentre il livello dell'economia risulta ancorato alla produzione Industriale, la sua incertezza dipende da altre serie, come il reddito e l'occupazione.
A.A. 2007/2008
spectral envelop
seasonality
cumulative logit model
temporal disaggregation
multivariate state space models
Kalman filter and smoother
survey data
Garch-model
chain-linking
dynamic factor models
Settore SECS-P/05 - Econometria
en
Ministero dell'economia e delle finanze
Tesi di dottorato
Frale, C. (2008). Essays on quantification and disaggregation of time series.
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