Il presente lavoro nasce dall’esigenza di fornire un'edizione dei Graega Praesciani de VIII partibus et constructione, contenuti nel ms. Laon, Bibliothèque municipale, 444 di cui possediamo soltanto una trascrizione di Emmanuel Miller1 del 1880. Questo glossario greco latino, assemblato nel IX secolo da Martino di Laon, occupa dal f. 276r al f. 287v del manoscritto laonense e presenta alcuni dei termini greci contenuti nell’Ars Prisciani Caesariensis2, l’opera maggiore di Prisciano di Cesarea. A fianco di ogni termine greco viene fornita la corrispondente traduzione latina (spesso errata) o una spiegazione semantica (a volte anche grammaticale) più dettagliata in latino del termine greco. Raramente i termini glossati sono termini greci traslitterati in latino o termini latini a cui viene affiancato un sinonimo, una spiegazione o di cui si dà la presunta etimologia greca. Inoltre, in qualche caso, prendendo spunto da un lemma trovato in Prisciano e riportato nel glossario, viene introdotta qualche breve sezione morfologica (ad esempio un elenco di pronomi o di forme verbali). Ogni folio, recto e verso, presenta due colonne di circa 30-35 righe ciascuna. Ogni riga ospita un termine (a volte due), con la relativa traduzione/spiegazione (che in alcuni casi prosegue in una o più righe successive), per un totale di circa 1500-1600 termini contenuti nell’intero glossario. La quasi interezza delle glosse presenti, di sicuro non originali ma tratte con buona probabilità da un codice di Prisciano che le presentava già3, spesso identiche o comunque molto simili nella forma e nel contenuto (con a volte gli stessi errori di traduzione o le stesse corrutele4), sono presenti, inserite fra le linee o nei margini laterali, in altri due manoscritti di IX secolo che contengono l’Ars di Prisciano: il codice Paris, Bibliothèque nationale de France, lat. 75015 e il codice Leiden, Universiteitsbibliotheek, BPL 67. I Graega Praesciani nella forma propria di glossario, hanno dunque un unico testimone: il glossario assemblato da Martino e contenuto nel Laon 444. Piuttosto che realizzare un'edizione critica "tradizionale", quindi, in questo lavoro si è dovuto procedere con un altro metodo, fornendo la trascrizione diplomatica completa dei Graega contenuti nel codice di Laon ed il confronto di ogni singola glossa col termine contenuto in Prisciano a cui fa riferimento la glossa stessa e con le eventuali glosse simili o uguali presenti nei due manoscritti di confronto. Questa ricerca vuole costituire un punto di partenza, una base da cui partire per cercare di risalire alla fonte comune di queste glosse, stabilendo dei punti fermi circa i rapporti fra i tre manoscritti presi in esame. Per completare il quadro sarebbe auspicabile, poi, un confronto con altre glosse al greco in Prisciano più o meno simili a quelle presenti nel codice di Laon, presenti in altri codici6, non presi in considerazione in questa sede.
Calabrese, S. (2019). I Graega Praesciani (mss. Laon 444, BPL 67, BNF 7501) [10.58015/calabrese-sonia_phd2019-05-24].
I Graega Praesciani (mss. Laon 444, BPL 67, BNF 7501)
CALABRESE, SONIA
2019-05-24
Abstract
Il presente lavoro nasce dall’esigenza di fornire un'edizione dei Graega Praesciani de VIII partibus et constructione, contenuti nel ms. Laon, Bibliothèque municipale, 444 di cui possediamo soltanto una trascrizione di Emmanuel Miller1 del 1880. Questo glossario greco latino, assemblato nel IX secolo da Martino di Laon, occupa dal f. 276r al f. 287v del manoscritto laonense e presenta alcuni dei termini greci contenuti nell’Ars Prisciani Caesariensis2, l’opera maggiore di Prisciano di Cesarea. A fianco di ogni termine greco viene fornita la corrispondente traduzione latina (spesso errata) o una spiegazione semantica (a volte anche grammaticale) più dettagliata in latino del termine greco. Raramente i termini glossati sono termini greci traslitterati in latino o termini latini a cui viene affiancato un sinonimo, una spiegazione o di cui si dà la presunta etimologia greca. Inoltre, in qualche caso, prendendo spunto da un lemma trovato in Prisciano e riportato nel glossario, viene introdotta qualche breve sezione morfologica (ad esempio un elenco di pronomi o di forme verbali). Ogni folio, recto e verso, presenta due colonne di circa 30-35 righe ciascuna. Ogni riga ospita un termine (a volte due), con la relativa traduzione/spiegazione (che in alcuni casi prosegue in una o più righe successive), per un totale di circa 1500-1600 termini contenuti nell’intero glossario. La quasi interezza delle glosse presenti, di sicuro non originali ma tratte con buona probabilità da un codice di Prisciano che le presentava già3, spesso identiche o comunque molto simili nella forma e nel contenuto (con a volte gli stessi errori di traduzione o le stesse corrutele4), sono presenti, inserite fra le linee o nei margini laterali, in altri due manoscritti di IX secolo che contengono l’Ars di Prisciano: il codice Paris, Bibliothèque nationale de France, lat. 75015 e il codice Leiden, Universiteitsbibliotheek, BPL 67. I Graega Praesciani nella forma propria di glossario, hanno dunque un unico testimone: il glossario assemblato da Martino e contenuto nel Laon 444. Piuttosto che realizzare un'edizione critica "tradizionale", quindi, in questo lavoro si è dovuto procedere con un altro metodo, fornendo la trascrizione diplomatica completa dei Graega contenuti nel codice di Laon ed il confronto di ogni singola glossa col termine contenuto in Prisciano a cui fa riferimento la glossa stessa e con le eventuali glosse simili o uguali presenti nei due manoscritti di confronto. Questa ricerca vuole costituire un punto di partenza, una base da cui partire per cercare di risalire alla fonte comune di queste glosse, stabilendo dei punti fermi circa i rapporti fra i tre manoscritti presi in esame. Per completare il quadro sarebbe auspicabile, poi, un confronto con altre glosse al greco in Prisciano più o meno simili a quelle presenti nel codice di Laon, presenti in altri codici6, non presi in considerazione in questa sede.| File | Dimensione | Formato | |
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