L’articolo esamina il rapporto tra scrittura e intelligenza artificiale generativa adottando una prospettiva storico-mediologica e pedagogica. Attraverso una ricostruzione delle trasformazioni della scrittura come tecnologia culturale – dalla tradizione orale alla stampa, fino all’ipertesto – il contributo mostra come ogni innovazione riorganizzi i regimi di mediazione, l’autorialità e le pratiche educative. L’introduzione dei modelli linguistici contemporanei è letta come ulteriore passaggio in questa genealogia: una forma di co-abitazione cognitiva che solleva questioni di autenticità, responsabilità epistemica e ridefinizione dei processi di apprendimento. I dati empirici raccolti in un corso universitario fungono da lente interpretativa per comprendere tensioni, oscillazioni e immaginari che emergono nell’uso dell’intelligenza artificiale (IA), a conferma della necessità di una mediazione educativa capace di orientare pratiche, significati e rischi nel nuovo ecosistema scrittorio. Alla luce di queste argomentazioni l’articolo propone di educare la distanza riflessiva come capacità di interagire in modo generativo, consapevole e trasparente con i Large Language Model (LLM).
Spinelli, A. (2026). Educare la distanza riflessiva: la scrittura accademica come artefatto cognitivo mediato dall’intelligenza artificiale. MIZAR, 177-187.
Educare la distanza riflessiva: la scrittura accademica come artefatto cognitivo mediato dall’intelligenza artificiale
Angela Spinelli
2026-06-01
Abstract
L’articolo esamina il rapporto tra scrittura e intelligenza artificiale generativa adottando una prospettiva storico-mediologica e pedagogica. Attraverso una ricostruzione delle trasformazioni della scrittura come tecnologia culturale – dalla tradizione orale alla stampa, fino all’ipertesto – il contributo mostra come ogni innovazione riorganizzi i regimi di mediazione, l’autorialità e le pratiche educative. L’introduzione dei modelli linguistici contemporanei è letta come ulteriore passaggio in questa genealogia: una forma di co-abitazione cognitiva che solleva questioni di autenticità, responsabilità epistemica e ridefinizione dei processi di apprendimento. I dati empirici raccolti in un corso universitario fungono da lente interpretativa per comprendere tensioni, oscillazioni e immaginari che emergono nell’uso dell’intelligenza artificiale (IA), a conferma della necessità di una mediazione educativa capace di orientare pratiche, significati e rischi nel nuovo ecosistema scrittorio. Alla luce di queste argomentazioni l’articolo propone di educare la distanza riflessiva come capacità di interagire in modo generativo, consapevole e trasparente con i Large Language Model (LLM).| File | Dimensione | Formato | |
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