The paper examines Tangier as a historical laboratory of coexistence and international competition between the nineteenth and twentieth centuries. Owing to its strategic position between the Atlantic and the Mediterranean, the city assumed a central role in global diplomatic and commercial balances, eventually becoming, under the 1923 Statute, an International Zone jointly administered by several European powers. This “Interzone,” characterized by legal pluralism, neutrality, and economic liberalism, represented an unprecedented form of cosmopolitanism, alternative to traditional colonial models and anticipatory of future multilevel structures. The text reconstructs the political, economic, and cultural dynamics of the city, highlighting the tensions among foreign powers, the marginalized role of the Moroccan majority, and the evolution of the Italian presence within the Tangier context. The experience of the administrator Nicola Catalano provides an interpretative bridge between Tangier’s international experiment and the early processes of European integration, revealing continuities between supranational governance, the negotiated limitation of sovereignties, and the valorization of diversity. With the end of the international regime in 1956, Tangier brought its autonomous experience to a close just as anticolonial movements and Arab nationalisms were emerging. Nevertheless, the city remains a privileged case study for rethinking the relationship between law, the city, and global coexistence, as well as an anticipatory model for the challenges of contemporary Europe.

Il contributo analizza Tangeri come laboratorio storico di convivenza e competizione internazionale tra XIX e XX secolo. Grazie alla sua posizione strategica tra Atlantico e Mediterraneo, la città assunse un ruolo centrale negli equilibri diplomatici e commerciali globali, fino a diventare, con lo Statuto del 1923, una Zona internazionale amministrata congiuntamente da più potenze europee. Questa “Interzone”, caratterizzata da pluralismo giuridico, neutralità e liberalismo economico, rappresentò una forma inedita di cosmopolitismo, alternativa ai modelli coloniali tradizionali e anticipatrice di future strutture multilivello. Il testo ricostruisce le dinamiche politiche, economiche e culturali della città, evidenziando le tensioni tra le potenze straniere, il ruolo marginalizzato della maggioranza marocchina e l’evoluzione della presenza italiana nel contesto tangerino. La vicenda dell’amministratore Nicola Catalano offre un ponte interpretativo tra l’esperimento internazionale di Tangeri e i primi processi di integrazione europea, mostrando continuità tra governance sovranazionale, limitazione negoziata delle sovranità e valorizzazione della diversità. Con la fine del regime internazionale nel 1956, Tangeri conclude la propria esperienza autonoma proprio mentre emergono i movimenti anticoloniali e i nazionalismi arabi. La città rimane tuttavia un caso di studio privilegiato per ripensare il rapporto tra diritto, città e coesistenza globale, nonché un modello anticipatore delle sfide dell’Europa contemporanea.

Fioravanti, M. (2026). Tangeri e le geografie della convivenza: diritti e conflitti in un contesto urbano internazionale. In Geografie della convivenza. Forme, memorie e diritti dell'abitare urbano (pp. 303-315). Colitti.

Tangeri e le geografie della convivenza: diritti e conflitti in un contesto urbano internazionale

Fioravanti, M
2026-01-01

Abstract

The paper examines Tangier as a historical laboratory of coexistence and international competition between the nineteenth and twentieth centuries. Owing to its strategic position between the Atlantic and the Mediterranean, the city assumed a central role in global diplomatic and commercial balances, eventually becoming, under the 1923 Statute, an International Zone jointly administered by several European powers. This “Interzone,” characterized by legal pluralism, neutrality, and economic liberalism, represented an unprecedented form of cosmopolitanism, alternative to traditional colonial models and anticipatory of future multilevel structures. The text reconstructs the political, economic, and cultural dynamics of the city, highlighting the tensions among foreign powers, the marginalized role of the Moroccan majority, and the evolution of the Italian presence within the Tangier context. The experience of the administrator Nicola Catalano provides an interpretative bridge between Tangier’s international experiment and the early processes of European integration, revealing continuities between supranational governance, the negotiated limitation of sovereignties, and the valorization of diversity. With the end of the international regime in 1956, Tangier brought its autonomous experience to a close just as anticolonial movements and Arab nationalisms were emerging. Nevertheless, the city remains a privileged case study for rethinking the relationship between law, the city, and global coexistence, as well as an anticipatory model for the challenges of contemporary Europe.
2026
Settore GIUR-16/A - Storia del diritto medievale e moderno
Italian
Rilevanza internazionale
Capitolo o saggio
Il contributo analizza Tangeri come laboratorio storico di convivenza e competizione internazionale tra XIX e XX secolo. Grazie alla sua posizione strategica tra Atlantico e Mediterraneo, la città assunse un ruolo centrale negli equilibri diplomatici e commerciali globali, fino a diventare, con lo Statuto del 1923, una Zona internazionale amministrata congiuntamente da più potenze europee. Questa “Interzone”, caratterizzata da pluralismo giuridico, neutralità e liberalismo economico, rappresentò una forma inedita di cosmopolitismo, alternativa ai modelli coloniali tradizionali e anticipatrice di future strutture multilivello. Il testo ricostruisce le dinamiche politiche, economiche e culturali della città, evidenziando le tensioni tra le potenze straniere, il ruolo marginalizzato della maggioranza marocchina e l’evoluzione della presenza italiana nel contesto tangerino. La vicenda dell’amministratore Nicola Catalano offre un ponte interpretativo tra l’esperimento internazionale di Tangeri e i primi processi di integrazione europea, mostrando continuità tra governance sovranazionale, limitazione negoziata delle sovranità e valorizzazione della diversità. Con la fine del regime internazionale nel 1956, Tangeri conclude la propria esperienza autonoma proprio mentre emergono i movimenti anticoloniali e i nazionalismi arabi. La città rimane tuttavia un caso di studio privilegiato per ripensare il rapporto tra diritto, città e coesistenza globale, nonché un modello anticipatore delle sfide dell’Europa contemporanea.
Fioravanti, M. (2026). Tangeri e le geografie della convivenza: diritti e conflitti in un contesto urbano internazionale. In Geografie della convivenza. Forme, memorie e diritti dell'abitare urbano (pp. 303-315). Colitti.
Fioravanti, M
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