Il contributo analizza la recente trasformazione semantica del termine remigrazione nel discorso politico europeo contemporaneo, interpretandola come dispositivo di produzione spaziale e di ridefinizione dei confini della cittadinanza. Nato negli studi migratori per indicare il ritorno volontario dei migranti nei Paesi d’origine, il concetto è stato progressivamente risemantizzato dai movimenti nazionalisti e illiberali come strumento retorico volto a legittimare pratiche di esclusione, controllo selettivo della mobilità e rafforzamento dei confini. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia geografia politica, border studies e analisi critica del discorso, l’articolo mostra come la remigrazione sia divenuta parte di una più ampia geopolitica del contenimento migratorio. L’analisi qualitativa delle retoriche politiche è integrata da un’indagine empirica basata su Google Trends, utile a ricostruire la diffusione geografica e temporale del termine nello spazio pubblico europeo. Il contributo sostiene che la remigrazione non rappresenti più una semplice categoria tecnico-amministrativa, ma una tecnologia politica di bordering capace di ridefinire le relazioni tra territorio, appartenenza e sovranità nell’attuale fase post-trumpiana.
Manni, J. (2025). REMIGRAZIONE: SPAZIO POLITICO E MUTAMENTI SEMANTICI NELLA COSTRUZIONE DI UNA GEOGRAFIA POST-TRUMPIANA. DOCUMENTI GEOGRAFICI, 2(1), 597-603 [10.19246/DOCUGEO2281-7549/202501_53].
REMIGRAZIONE: SPAZIO POLITICO E MUTAMENTI SEMANTICI NELLA COSTRUZIONE DI UNA GEOGRAFIA POST-TRUMPIANA
Manni J.
2025-01-01
Abstract
Il contributo analizza la recente trasformazione semantica del termine remigrazione nel discorso politico europeo contemporaneo, interpretandola come dispositivo di produzione spaziale e di ridefinizione dei confini della cittadinanza. Nato negli studi migratori per indicare il ritorno volontario dei migranti nei Paesi d’origine, il concetto è stato progressivamente risemantizzato dai movimenti nazionalisti e illiberali come strumento retorico volto a legittimare pratiche di esclusione, controllo selettivo della mobilità e rafforzamento dei confini. Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia geografia politica, border studies e analisi critica del discorso, l’articolo mostra come la remigrazione sia divenuta parte di una più ampia geopolitica del contenimento migratorio. L’analisi qualitativa delle retoriche politiche è integrata da un’indagine empirica basata su Google Trends, utile a ricostruire la diffusione geografica e temporale del termine nello spazio pubblico europeo. Il contributo sostiene che la remigrazione non rappresenti più una semplice categoria tecnico-amministrativa, ma una tecnologia politica di bordering capace di ridefinire le relazioni tra territorio, appartenenza e sovranità nell’attuale fase post-trumpiana.| File | Dimensione | Formato | |
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