Il saggio analizza la pluralità dei sistemi giuridici attraverso uno sguardo storico-comparativo sull’istituzionalismo francese e italiano, mettendo in relazione le sue origini ottocentesche con le trasformazioni contemporanee dell’ordine giuridico globale. A partire dalle critiche al costituzionalismo borghese formulate da autori come Proudhon e Saint-Simon, emerge l’idea di una rappresentanza degli interessi alternativa al modello statuale liberale, fondata su forme di auto-organizzazione sociale e su un diritto “vivente” generato dal basso. Tali istanze trovano una più compiuta elaborazione giuridica nel primo Novecento con l’istituzionalismo di Hauriou, Tarde, Romano e Cesarini Sforza, che mettono in discussione il primato esclusivo dello Stato e la concezione gerarchica e monistica dell’ordinamento, valorizzando il pluralismo istituzionale e i corpi intermedi. Il contributo evidenzia tuttavia le ambiguità di queste teorie, in particolare la persistente centralità dello Stato come coordinatore ultimo degli ordinamenti e la sottovalutazione del conflitto sociale quale motore dell’innovazione giuridica. Nella seconda parte, il saggio collega tali riflessioni alla crisi contemporanea della sovranità statale e del costituzionalismo moderno, segnata dalla globalizzazione economica, dall’emergere di una lex mercatoria transnazionale e dalla moltiplicazione dei centri di produzione normativa. Il dibattito sul “costituzionalismo senza Stato”, sul pluralismo ordinato e sulla ridefinizione dei rapporti tra governance e sovranità mostra come il diritto si sia progressivamente emancipato dal territorio e dalla statualità, pur senza che la sovranità sia scomparsa. In questo scenario post-vestfaliano, caratterizzato da tensioni tra universalizzazione ed esclusione, tra frammentazione e nuove forme di comando globale, il recupero critico dell’istituzionalismo consente di interrogare le possibilità di un ordinamento plurale e orizzontale, capace di limitare tanto il neo-assolutismo dei poteri economici quanto le derive sovraniste, riaprendo la questione di una democrazia fondata su pratiche istituenti e sull’auto-organizzazione giuridica della società.

Fioravanti, M. (2025). La pluralidad de sistemas jurídicos: una mirada histórica al institucionalismo francés e italiano. In J.A. Pérez, J.S. Moreno Tejada (a cura di), Modelos de Territorio y gobernanza en Europa. Un estudio comparado (pp. 55-64). Madrid : Dykinson.

La pluralidad de sistemas jurídicos: una mirada histórica al institucionalismo francés e italiano

Fioravanti, M
2025-01-01

Abstract

Il saggio analizza la pluralità dei sistemi giuridici attraverso uno sguardo storico-comparativo sull’istituzionalismo francese e italiano, mettendo in relazione le sue origini ottocentesche con le trasformazioni contemporanee dell’ordine giuridico globale. A partire dalle critiche al costituzionalismo borghese formulate da autori come Proudhon e Saint-Simon, emerge l’idea di una rappresentanza degli interessi alternativa al modello statuale liberale, fondata su forme di auto-organizzazione sociale e su un diritto “vivente” generato dal basso. Tali istanze trovano una più compiuta elaborazione giuridica nel primo Novecento con l’istituzionalismo di Hauriou, Tarde, Romano e Cesarini Sforza, che mettono in discussione il primato esclusivo dello Stato e la concezione gerarchica e monistica dell’ordinamento, valorizzando il pluralismo istituzionale e i corpi intermedi. Il contributo evidenzia tuttavia le ambiguità di queste teorie, in particolare la persistente centralità dello Stato come coordinatore ultimo degli ordinamenti e la sottovalutazione del conflitto sociale quale motore dell’innovazione giuridica. Nella seconda parte, il saggio collega tali riflessioni alla crisi contemporanea della sovranità statale e del costituzionalismo moderno, segnata dalla globalizzazione economica, dall’emergere di una lex mercatoria transnazionale e dalla moltiplicazione dei centri di produzione normativa. Il dibattito sul “costituzionalismo senza Stato”, sul pluralismo ordinato e sulla ridefinizione dei rapporti tra governance e sovranità mostra come il diritto si sia progressivamente emancipato dal territorio e dalla statualità, pur senza che la sovranità sia scomparsa. In questo scenario post-vestfaliano, caratterizzato da tensioni tra universalizzazione ed esclusione, tra frammentazione e nuove forme di comando globale, il recupero critico dell’istituzionalismo consente di interrogare le possibilità di un ordinamento plurale e orizzontale, capace di limitare tanto il neo-assolutismo dei poteri economici quanto le derive sovraniste, riaprendo la questione di una democrazia fondata su pratiche istituenti e sull’auto-organizzazione giuridica della società.
2025
Settore GIUR-16/A - Storia del diritto medievale e moderno
Spanish; Castilian
Rilevanza internazionale
Capitolo o saggio
El ensayo analiza la pluralidad de los sistemas jurídicos a través de una perspectiva histórico-comparativa sobre el institucionalismo francés e italiano, poniendo en relación sus orígenes decimonónicos con las transformaciones contemporáneas del orden jurídico global. A partir de las críticas al constitucionalismo burgués formuladas por autores como Proudhon y Saint-Simon, emerge la idea de una representación de los intereses alternativa al modelo estatal liberal, basada en formas de autoorganización social y en un derecho “viviente” generado desde abajo. Estas instancias encuentran una elaboración jurídica más acabada a comienzos del siglo XX con el institucionalismo de Hauriou, Tarde, Romano y Cesarini Sforza, quienes cuestionan la primacía exclusiva del Estado y la concepción jerárquica y monista del ordenamiento, valorizando el pluralismo institucional y los cuerpos intermedios. El trabajo subraya, sin embargo, las ambigüedades de estas teorías, en particular la persistente centralidad del Estado como coordinador último de los ordenamientos y la subestimación del conflicto social como motor de la innovación jurídica. En la segunda parte, el ensayo vincula estas reflexiones con la crisis contemporánea de la soberanía estatal y del constitucionalismo moderno, marcada por la globalización económica, el surgimiento de una lex mercatoria transnacional y la multiplicación de los centros de producción normativa. El debate sobre un “constitucionalismo sin Estado”, sobre el pluralismo ordenado y sobre la redefinición de las relaciones entre gobernanza y soberanía muestra cómo el derecho se ha emancipado progresivamente del territorio y de la estatalidad, aunque la soberanía no haya desaparecido. En este escenario poswestfaliano, caracterizado por tensiones entre universalización y exclusión, entre fragmentación y nuevas formas de mando global, la recuperación crítica del institucionalismo permite interrogar las posibilidades de un ordenamiento plural y horizontal, capaz de limitar tanto el neoabsolutismo de los poderes económicos como las derivas soberanistas, reabriendo la cuestión de una democracia fundada en prácticas instituyentes y en la autoorganización jurídica de la sociedad.
Fioravanti, M. (2025). La pluralidad de sistemas jurídicos: una mirada histórica al institucionalismo francés e italiano. In J.A. Pérez, J.S. Moreno Tejada (a cura di), Modelos de Territorio y gobernanza en Europa. Un estudio comparado (pp. 55-64). Madrid : Dykinson.
Fioravanti, M
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2108/450343
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