As a tool of institutional action, planning creates and provides opportunities to put ideas and ideologies into practice. As a spatial imaginary seen through the lens of ideology, planning is an indirect tool of geopolitics. The first two addresses distinguish Italian spatial planning from the mid-1970s until COVID-19, creating a profound dualism with policy making. Between 1998 and 2008, the latter, under the European impetus of the ESDP, had made it possible to share cohesive spatial development principles and overcome the rhetoric opposing space and territory, making planning a means to build distinctive development in Europe. The third address has gradually imposed itself since 2016 and aims to transform Italy into an adaptive-attractive country on the global investment market, as always starting from the city (i.e., Milan, Naples, Venice, Trieste, Rome, Reggio Calabria-Messina) and special events (i.e., Winter Olympic Games, Expo candidacy, Jubilee). The change that had affected the historicized categories of Italian town planning between 1980 and 2000 is illustrated in this chapter: the project, the plan, the programme, opening to a long and not yet concluded crisis of the plan that is favouring the overcoming of planning through emergency regulations and deregulation processes (e.g. Sisma Bonus 2017; 110 Bonus; Rilancio Decree 2020; Salva Milano Decree 2024). Faced with the conflict between economy, environment, and society, the physical, environmental, and cultural fields of action of Italian planning – with which urban planning continues to be confused – have become secondary; complex phenomena, urban nodes and peripheries, centrality and marginality have been treated in variable geometry (Turin Plan 1999 and proposed Strategic Plan for Rome 2001; Inner Areas Programme 2014). The medium-long term time, a fundamental determinant to appreciate the cohesive effects of planning has lost consistency.

Come strumento dell’agire istituzionale, la pianificazione crea e offre opportunità per mettere in pratica idee e ideologie. Come immaginario spaziale visto attraverso le lenti dell’ideologia la pianificazione è uno strumento indiretto di geopolitica. I primi due indirizzi distinguono la pianificazione territoriale italiana dalla metà degli anni ’70 dello scorso secolo fino al COVID 19, creando un profondo dualismo con il ‘fare politica’. Quest’ultima, sotto la spinta europea dell’ESDP aveva reso possibile tra il 1998 e il 2008 condividere principi di sviluppo spaziale coesivi e superare la retorica che opponeva spazio e territorio, facendo della pianificazione un mezzo per costruire uno sviluppo distintivo in Europa. Il terzo indirizzo si impone progressivamente dal 2016 ad oggi e mira a trasformare l’Italia in un paese adattivo-attrattivo sul mercato globale degli investimenti, come sempre partendo dalla città (Milano, Napoli, Venezia, Trieste, Roma, Reggio Calabria-Messina) e da eventi speciali (Giochi Olimpici invernali, candidatura Expo, Giubileo). Il mutamento che aveva colpito le categorie storicizzate dell’urbanistica italiana tra il 1980 e il 2000 è illustrato in questo contributo: il progetto, il piano, il programma, aprendo ad una lunga e non ancora conclusa “crisi del piano” che sta favorendo il superamento della pianificazione attraverso normative emergenziali e processi di deregolamentazione (es. “Sisma Bonus” 2017, Decreto Rilancio “110 Bonus” 2020, Decreto “Salva Milano” 2024). Di fronte al conflitto tra economia, ambiente e società, i campi d’azione fisici, ambientali e culturali della pianificazione italiana – con cui continua a confondersi l’urbanistica– sono diventati secondari; i fenomeni complessi, nodi urbani e periferie, centralità e marginalità sono stati trattati a “geometria variabile” (Piano di Torino 1999 e proposta di Piano Strategico per Roma 2001; Programma aree interne 2014). Il tempo – di medio-lungo periodo, determinante fondamentale per apprezzare gli effetti coesivi della pianificazione – ha perso di consistenza.

Hague, C., Kunzmann, K., Giovanna Pedrazzini, L., Peter Schön, K., Strubelt, W., Bachtler, J., et al. (2026). The Value of Change in Italian Planning. In W.S. Detlef Briesen (a cura di), A Future for the European Patchwork. Cohesion through Spatial Planning since 1990 (pp. 137-164). Frankfurt/New York : Campus Verlag.

The Value of Change in Italian Planning

Maria Prezioso
;
2026-02-05

Abstract

As a tool of institutional action, planning creates and provides opportunities to put ideas and ideologies into practice. As a spatial imaginary seen through the lens of ideology, planning is an indirect tool of geopolitics. The first two addresses distinguish Italian spatial planning from the mid-1970s until COVID-19, creating a profound dualism with policy making. Between 1998 and 2008, the latter, under the European impetus of the ESDP, had made it possible to share cohesive spatial development principles and overcome the rhetoric opposing space and territory, making planning a means to build distinctive development in Europe. The third address has gradually imposed itself since 2016 and aims to transform Italy into an adaptive-attractive country on the global investment market, as always starting from the city (i.e., Milan, Naples, Venice, Trieste, Rome, Reggio Calabria-Messina) and special events (i.e., Winter Olympic Games, Expo candidacy, Jubilee). The change that had affected the historicized categories of Italian town planning between 1980 and 2000 is illustrated in this chapter: the project, the plan, the programme, opening to a long and not yet concluded crisis of the plan that is favouring the overcoming of planning through emergency regulations and deregulation processes (e.g. Sisma Bonus 2017; 110 Bonus; Rilancio Decree 2020; Salva Milano Decree 2024). Faced with the conflict between economy, environment, and society, the physical, environmental, and cultural fields of action of Italian planning – with which urban planning continues to be confused – have become secondary; complex phenomena, urban nodes and peripheries, centrality and marginality have been treated in variable geometry (Turin Plan 1999 and proposed Strategic Plan for Rome 2001; Inner Areas Programme 2014). The medium-long term time, a fundamental determinant to appreciate the cohesive effects of planning has lost consistency.
5-feb-2026
Settore M-GGR/02
Settore GEOG-01/B - Geografia economico-politica
English
Rilevanza internazionale
Capitolo o saggio
Come strumento dell’agire istituzionale, la pianificazione crea e offre opportunità per mettere in pratica idee e ideologie. Come immaginario spaziale visto attraverso le lenti dell’ideologia la pianificazione è uno strumento indiretto di geopolitica. I primi due indirizzi distinguono la pianificazione territoriale italiana dalla metà degli anni ’70 dello scorso secolo fino al COVID 19, creando un profondo dualismo con il ‘fare politica’. Quest’ultima, sotto la spinta europea dell’ESDP aveva reso possibile tra il 1998 e il 2008 condividere principi di sviluppo spaziale coesivi e superare la retorica che opponeva spazio e territorio, facendo della pianificazione un mezzo per costruire uno sviluppo distintivo in Europa. Il terzo indirizzo si impone progressivamente dal 2016 ad oggi e mira a trasformare l’Italia in un paese adattivo-attrattivo sul mercato globale degli investimenti, come sempre partendo dalla città (Milano, Napoli, Venezia, Trieste, Roma, Reggio Calabria-Messina) e da eventi speciali (Giochi Olimpici invernali, candidatura Expo, Giubileo). Il mutamento che aveva colpito le categorie storicizzate dell’urbanistica italiana tra il 1980 e il 2000 è illustrato in questo contributo: il progetto, il piano, il programma, aprendo ad una lunga e non ancora conclusa “crisi del piano” che sta favorendo il superamento della pianificazione attraverso normative emergenziali e processi di deregolamentazione (es. “Sisma Bonus” 2017, Decreto Rilancio “110 Bonus” 2020, Decreto “Salva Milano” 2024). Di fronte al conflitto tra economia, ambiente e società, i campi d’azione fisici, ambientali e culturali della pianificazione italiana – con cui continua a confondersi l’urbanistica– sono diventati secondari; i fenomeni complessi, nodi urbani e periferie, centralità e marginalità sono stati trattati a “geometria variabile” (Piano di Torino 1999 e proposta di Piano Strategico per Roma 2001; Programma aree interne 2014). Il tempo – di medio-lungo periodo, determinante fondamentale per apprezzare gli effetti coesivi della pianificazione – ha perso di consistenza.
Territorial planning, Italy Socioeconomic changes
Il volume raccoglie i contributi e le discussioni emersi nella International Conference che si è svolta a Roma il10-11 Ottobre 2024 organizzata da ARL e Università di Roma Tor Vergata
https://www.campus.de/buecher-campus-verlag/wissenschaft/a_future_for_the_european_patchwork-18922.html?srsltid=AfmBOoquSHo8c2FqXtS8z06dWNjpvaWywlywrTFxUxYZp2Anv9zoNXC6
Hague, C., Kunzmann, K., Giovanna Pedrazzini, L., Peter Schön, K., Strubelt, W., Bachtler, J., et al. (2026). The Value of Change in Italian Planning. In W.S. Detlef Briesen (a cura di), A Future for the European Patchwork. Cohesion through Spatial Planning since 1990 (pp. 137-164). Frankfurt/New York : Campus Verlag.
Hague, C; Kunzmann, K; Giovanna Pedrazzini, L; Peter Schön, K; Strubelt, W; Bachtler, J; Mendez, C; Downes, R; Prezioso, M; Baudelle Victoria Grau, G...espandi
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