Il contributo prende in esame un corpus di lettere di area cassinese vergate tra il 1393 e il 1394, selezionate tra i documenti pubblicati nel 1938 da Mario Inguanez, con l’obiettivo di fornire un contributo alla conoscenza della composita situazione linguistica che inizia ad articolarsi alla fine del Trecento nel Lazio meridionale. A questo scopo il saggio si concentra su una selezione di tratti presenti nelle lettere cassinesi, comparandoli con quanto emerge in due documenti pressoché coevi prodotti da scriventi dell’area laziale meridionale situata sul versante occidentale del confine tra Stato e Regno: una lettera che Galicia Calamita, originario della papalina Terracina (LT), inviò da Sessa Aurunca, e un inventario di beni mobili della sacrestia di S. Pietro, nella regnicola Fondi (LT), redatto dal presbitero e canonico Antonio de Petrone, originario del luogo. Dall’insieme dei dati emerge con chiarezza un quadro linguistico in movimento, nel quale l’antica compattezza dello spazio cultural-linguistico mediano individuato da Vignuzzi e Baldelli è ormai incrinata e si va costituendo, piuttosto, un diasistema mediano-meridionale intermedio. Nell’ultimo paragrafo, il saggio focalizza l’attenzione su due lettere del corpus, vergate dal medesimo scrivente, proponendo l’emendamento dell’edizione Inguanez per la forma linguoru, priva in realtà del dittongo.
Capotosto, S. (2025). Lettere cassinesi e volgari di frontiera nel Lazio meridionale alla fine del Trecento. CONTRIBUTI DI FILOLOGIA DELL'ITALIA MEDIANA, 245-264.
Lettere cassinesi e volgari di frontiera nel Lazio meridionale alla fine del Trecento
Capotosto
2025-12-01
Abstract
Il contributo prende in esame un corpus di lettere di area cassinese vergate tra il 1393 e il 1394, selezionate tra i documenti pubblicati nel 1938 da Mario Inguanez, con l’obiettivo di fornire un contributo alla conoscenza della composita situazione linguistica che inizia ad articolarsi alla fine del Trecento nel Lazio meridionale. A questo scopo il saggio si concentra su una selezione di tratti presenti nelle lettere cassinesi, comparandoli con quanto emerge in due documenti pressoché coevi prodotti da scriventi dell’area laziale meridionale situata sul versante occidentale del confine tra Stato e Regno: una lettera che Galicia Calamita, originario della papalina Terracina (LT), inviò da Sessa Aurunca, e un inventario di beni mobili della sacrestia di S. Pietro, nella regnicola Fondi (LT), redatto dal presbitero e canonico Antonio de Petrone, originario del luogo. Dall’insieme dei dati emerge con chiarezza un quadro linguistico in movimento, nel quale l’antica compattezza dello spazio cultural-linguistico mediano individuato da Vignuzzi e Baldelli è ormai incrinata e si va costituendo, piuttosto, un diasistema mediano-meridionale intermedio. Nell’ultimo paragrafo, il saggio focalizza l’attenzione su due lettere del corpus, vergate dal medesimo scrivente, proponendo l’emendamento dell’edizione Inguanez per la forma linguoru, priva in realtà del dittongo.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Capotosto_CoFIM 2025.pdf
solo utenti autorizzati
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Copyright dell'editore
Dimensione
880.74 kB
Formato
Adobe PDF
|
880.74 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri Richiedi una copia |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


