A partire dal processo di Norimberga, questo articolo si propone di indagare la genealogia e l’evoluzione dell’idea di giustizia universale, così come si è delineata nel secondo dopoguerra. Norimberga non fu solo un evento giudiziario senza precedenti, ma un momento fondativo di una nuova concezione del diritto internazionale: per la prima volta, si affermava con forza il principio di responsabilità penale individuale anche per i crimini commessi da parte di funzionari statali, in nome di un’etica giuridica che travalicasse i confini nazionali. Tuttavia, fin dalle sue origini, questa giustizia si è confrontata con contraddizioni strutturali e tensioni irrisolte: il carattere politico del tribunale, la selettività dei crimini perseguiti e le critiche legate all’accusa di una “giustizia dei vincitori” hanno messo in discussione la sua legittimità e universalità. Ciononostante, Norimberga ha aperto un varco simbolico e normativo che ha reso possibile la costruzione, nel tempo, di una memoria universalistica delle tragedie del Novecento. L'articolo intende esplorare proprio questo passaggio: il legame tra giustizia e memoria, tra il diritto e la costruzione di una coscienza storica globale. In particolare, si analizzerà come le tragedie del Novecento, eventi-limite della modernità europea, siano divenuti progressivamente il paradigma di una memoria pubblica che aveva l'ambizione di essere condivisa e universale. Dalla dimensione penale del processo di Norimberga a quella simbolica e culturale come è stato il processo Eichmann e l'istituzione del Giorno della Memoria , la Shoah è diventata il punto focale intorno a cui si è articolata una nuova idea di giustizia fondata sulla responsabilità morale e sulla trasmissione intergenerazionale del trauma . Ma a che punto siamo oggi con quell’ambizioso progetto? Il presente sembra segnato da una duplice crisi. Da un lato, l’indebolimento dello stato di diritto, l’ascesa di democrazie illiberali e l’erosione dei diritti umani mettono in discussione i fondamenti stessi dell’universalismo giuridico; dall’altro, si assiste al declino dell’idea di una memoria universale e condivisa: al suo posto emergono memorie selettive, divise, spesso strumentalizzate da narrazioni identitarie, nazionaliste e illiberali. In questo contesto, la riflessione sul nesso tra giustizia e memoria non può che assumere un valore critico e politico. Interrogarsi su cosa resta oggi dell’ambizione universalistica nata da Norimberga significa anche chiedersi quale ruolo possa avere la memoria come strumento di consapevolezza, di responsabilità storica e di resistenza alle semplificazioni del presente. In chiusura, l’articolo si soffermerà sul presente, interrogandosi sulle trasformazioni che l’idea di giustizia e di memoria universale hanno subito nel contesto contemporaneo. In un’epoca segnata dalla crisi dello stato di diritto, dal riemergere di regimi autoritari e dall’affermarsi di memorie illiberali, sembra vacillare la fiducia nei principi universalistici che avevano animato il secondo dopoguerra. A fronte della proliferazione di narrazioni manipolate a fini politici, il progetto di una memoria critica e autocritica si trova oggi sotto attacco. Sarà dunque necessario domandarsi se e in che modo sia ancora possibile parlare di una giustizia della memoria in grado di promuovere una coscienza storica globale, oppure se stiamo assistendo al declino di quel paradigma etico e culturale nato all’indomani della Seconda guerra mondiale. A partire da questa domanda, questo articolo si propone dunque di tracciare un percorso che collega l’affermazione del principio di responsabilità individuale per crimini contro l’umanità all’emergere dell’idea di una giustizia universale e, parallelamente, di una memoria altrettanto universale. Tuttavia, il cuore di questa riflessione riguarda la crisi di quel progetto etico e politico nato dalle macerie del Novecento. Questi segnali inquietanti di regressione vengono individuati in tre punti, tre contingenze storiche, proprio perchè la storia non è lineare. Il primo riguarda la memoria universalistica, un tempo fondamento della costruzione dell’identità europea, che sembra oggi messa in discussione da memorie nazionali e rivendicazioni identitarie, il secondo elemento che pregna tutta la nostra vita sociale è la trasformazione della sfera pubblica digitale che alimenta una comunicazione polarizzata e favorisce la circolazione di contenuti di odio spesso normalizzati; il terzo punto riguarda l'avanzata di populismi illiberali che promuovono narrazioni storiche selettive e revisioniste, ostili alla pluralità democratica; infine a fare da sfondo e da detonatore a questo contesto ci sono i cambiamenti geopolitici in atto e le guerre che hanno sconvolto questa parte del secolo XXI.

Hassan, C. (2025). Il paradigma infranto. Norimberga, la giustizia universale e la sfida delle memorie illiberali.. In Giuseppe Acocella (a cura di), Materiali per una cultura della legalità. 2025 (pp. 133-150). Milano : Franco Angeli.

Il paradigma infranto. Norimberga, la giustizia universale e la sfida delle memorie illiberali.

Claudia Hassan
2025-01-01

Abstract

A partire dal processo di Norimberga, questo articolo si propone di indagare la genealogia e l’evoluzione dell’idea di giustizia universale, così come si è delineata nel secondo dopoguerra. Norimberga non fu solo un evento giudiziario senza precedenti, ma un momento fondativo di una nuova concezione del diritto internazionale: per la prima volta, si affermava con forza il principio di responsabilità penale individuale anche per i crimini commessi da parte di funzionari statali, in nome di un’etica giuridica che travalicasse i confini nazionali. Tuttavia, fin dalle sue origini, questa giustizia si è confrontata con contraddizioni strutturali e tensioni irrisolte: il carattere politico del tribunale, la selettività dei crimini perseguiti e le critiche legate all’accusa di una “giustizia dei vincitori” hanno messo in discussione la sua legittimità e universalità. Ciononostante, Norimberga ha aperto un varco simbolico e normativo che ha reso possibile la costruzione, nel tempo, di una memoria universalistica delle tragedie del Novecento. L'articolo intende esplorare proprio questo passaggio: il legame tra giustizia e memoria, tra il diritto e la costruzione di una coscienza storica globale. In particolare, si analizzerà come le tragedie del Novecento, eventi-limite della modernità europea, siano divenuti progressivamente il paradigma di una memoria pubblica che aveva l'ambizione di essere condivisa e universale. Dalla dimensione penale del processo di Norimberga a quella simbolica e culturale come è stato il processo Eichmann e l'istituzione del Giorno della Memoria , la Shoah è diventata il punto focale intorno a cui si è articolata una nuova idea di giustizia fondata sulla responsabilità morale e sulla trasmissione intergenerazionale del trauma . Ma a che punto siamo oggi con quell’ambizioso progetto? Il presente sembra segnato da una duplice crisi. Da un lato, l’indebolimento dello stato di diritto, l’ascesa di democrazie illiberali e l’erosione dei diritti umani mettono in discussione i fondamenti stessi dell’universalismo giuridico; dall’altro, si assiste al declino dell’idea di una memoria universale e condivisa: al suo posto emergono memorie selettive, divise, spesso strumentalizzate da narrazioni identitarie, nazionaliste e illiberali. In questo contesto, la riflessione sul nesso tra giustizia e memoria non può che assumere un valore critico e politico. Interrogarsi su cosa resta oggi dell’ambizione universalistica nata da Norimberga significa anche chiedersi quale ruolo possa avere la memoria come strumento di consapevolezza, di responsabilità storica e di resistenza alle semplificazioni del presente. In chiusura, l’articolo si soffermerà sul presente, interrogandosi sulle trasformazioni che l’idea di giustizia e di memoria universale hanno subito nel contesto contemporaneo. In un’epoca segnata dalla crisi dello stato di diritto, dal riemergere di regimi autoritari e dall’affermarsi di memorie illiberali, sembra vacillare la fiducia nei principi universalistici che avevano animato il secondo dopoguerra. A fronte della proliferazione di narrazioni manipolate a fini politici, il progetto di una memoria critica e autocritica si trova oggi sotto attacco. Sarà dunque necessario domandarsi se e in che modo sia ancora possibile parlare di una giustizia della memoria in grado di promuovere una coscienza storica globale, oppure se stiamo assistendo al declino di quel paradigma etico e culturale nato all’indomani della Seconda guerra mondiale. A partire da questa domanda, questo articolo si propone dunque di tracciare un percorso che collega l’affermazione del principio di responsabilità individuale per crimini contro l’umanità all’emergere dell’idea di una giustizia universale e, parallelamente, di una memoria altrettanto universale. Tuttavia, il cuore di questa riflessione riguarda la crisi di quel progetto etico e politico nato dalle macerie del Novecento. Questi segnali inquietanti di regressione vengono individuati in tre punti, tre contingenze storiche, proprio perchè la storia non è lineare. Il primo riguarda la memoria universalistica, un tempo fondamento della costruzione dell’identità europea, che sembra oggi messa in discussione da memorie nazionali e rivendicazioni identitarie, il secondo elemento che pregna tutta la nostra vita sociale è la trasformazione della sfera pubblica digitale che alimenta una comunicazione polarizzata e favorisce la circolazione di contenuti di odio spesso normalizzati; il terzo punto riguarda l'avanzata di populismi illiberali che promuovono narrazioni storiche selettive e revisioniste, ostili alla pluralità democratica; infine a fare da sfondo e da detonatore a questo contesto ci sono i cambiamenti geopolitici in atto e le guerre che hanno sconvolto questa parte del secolo XXI.
2025
Settore GSPS-06/A - Sociologia dei processi culturali e comunicativi
Italian
Rilevanza nazionale
Capitolo o saggio
Norimberga; memoria universale; memoria illiberale; ecosistema digitale
Hassan, C. (2025). Il paradigma infranto. Norimberga, la giustizia universale e la sfida delle memorie illiberali.. In Giuseppe Acocella (a cura di), Materiali per una cultura della legalità. 2025 (pp. 133-150). Milano : Franco Angeli.
Hassan, C
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