Il lavoro agile, disciplinato dalla legge n. 81/2017, ha progressivamente assunto un ruolo chiave non solo come strumento di flessibilità organizzativa, ma anche come leva per l’inclusione lavorativa, in particolare delle persone con disabilità. In tale ottica, il contributo dando conto dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale dell’istituto in relazione alla disabilità, sottolinea il passaggio da una concezione emergenziale del lavoro agile a una sua valorizzazione strutturale, funzionale alla rimozione delle barriere – fisiche, organizzative e tecnologiche – che ostacolano la piena partecipazione delle persone con disabilità al mondo del lavoro. In questa prospettiva, il lavoro agile viene analizzato come misura di accomodamento ragionevole, in linea con i principi antidiscriminatori e con il principio di eguaglianza sostanziale, da cui derivano per il datore di lavoro obblighi proattivi di adattamento anche in assenza di specifiche previsioni contrattuali. La recente riforma della normativa in materia di disabilità (d.lgs. n. 62/2024) rafforza tale impostazione, attribuendo rilievo alla personalizzazione degli strumenti di tutela e alla necessità di soluzioni individualizzate. Il contributo si conclude auspicando un intervento normativo organico e coerente, capace di coniugare in modo equilibrato le esigenze di inclusione con i principi di sostenibilità e autonomia dell’organizzazione del lavoro.
Cassar, S. (2025). Disabilità e lavoro agile: il quadro normativo e gli sviluppi giurisprudenziali. LAVORO, DIRITTI, EUROPA(2).
Disabilità e lavoro agile: il quadro normativo e gli sviluppi giurisprudenziali
cassar
2025-01-01
Abstract
Il lavoro agile, disciplinato dalla legge n. 81/2017, ha progressivamente assunto un ruolo chiave non solo come strumento di flessibilità organizzativa, ma anche come leva per l’inclusione lavorativa, in particolare delle persone con disabilità. In tale ottica, il contributo dando conto dell'evoluzione normativa e giurisprudenziale dell’istituto in relazione alla disabilità, sottolinea il passaggio da una concezione emergenziale del lavoro agile a una sua valorizzazione strutturale, funzionale alla rimozione delle barriere – fisiche, organizzative e tecnologiche – che ostacolano la piena partecipazione delle persone con disabilità al mondo del lavoro. In questa prospettiva, il lavoro agile viene analizzato come misura di accomodamento ragionevole, in linea con i principi antidiscriminatori e con il principio di eguaglianza sostanziale, da cui derivano per il datore di lavoro obblighi proattivi di adattamento anche in assenza di specifiche previsioni contrattuali. La recente riforma della normativa in materia di disabilità (d.lgs. n. 62/2024) rafforza tale impostazione, attribuendo rilievo alla personalizzazione degli strumenti di tutela e alla necessità di soluzioni individualizzate. Il contributo si conclude auspicando un intervento normativo organico e coerente, capace di coniugare in modo equilibrato le esigenze di inclusione con i principi di sostenibilità e autonomia dell’organizzazione del lavoro.| File | Dimensione | Formato | |
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