Il contributo propone una rilettura complessiva dell’opera di Romain Gary come spazio di intersezione tra letteratura, diritto e diplomazia, mettendo in luce la continuità etica che attraversa una produzione segnata dalla metamorfosi identitaria, dall’esperienza della Resistenza e dalla difesa dei diritti umani. Autore “proteiforme”, Gary costruisce un’opera che sfida ogni classificazione, abolendo i confini tra vita e finzione, autore e doppio, fino alla strategia dei pseudonimi culminata nella figura di Émile Ajar. Tale pluralità non è un semplice gioco letterario, ma una risposta narrativa e morale alla crisi dell’umanesimo europeo nel Novecento. A partire da Éducation européenne, interpretato come un manifesto fondativo di un’Europa post-nazionale e come una precoce pedagogia dei diritti dell’uomo, l’articolo analizza la Resistenza come categoria etica e non soltanto storica: luogo di formazione dell’individuo, rifiuto del nazionalismo, affermazione della dignità e dell’onore dell’essere umano. Musica, arte e diritto assumono una funzione performativa e salvifica, opponendosi alla barbarie e al “materialismo integrale” del secolo. Questa tensione ideale si prolunga nei romanzi successivi, dalla critica del razzismo e delle discriminazioni (Tulipe, Chien blanc) alla difesa dei diritti della natura in Les racines du ciel, dove la lotta per gli elefanti diventa metafora della Resistenza e anticipazione di un pensiero ecologico e giuridico innovativo. Centrale è anche il ruolo della figura femminile, intesa come incarnazione della debolezza da proteggere e come principio di salvezza dell’umanità. Nel romanzo testamentario Les cerfs-volants, memoria e utopia si intrecciano in una riflessione sul doppio volto dei diritti dell’uomo, capaci tanto di ispirare emancipazione quanto di mascherare violenza. L’opera di Gary emerge così come una meditazione coerente sul dovere di scegliere, sul rifiuto del manicheismo e sull’impossibilità di rinunciare alla speranza, facendo della Resistenza una categoria esistenziale e dei diritti umani una vera e propria professione di fede.
Fioravanti, M. (2025). Défense de désespérer. Droits de l’homme, diplomatie et littérature chez Romain Gary. In C. Baron, A. Lauba, D. Salles (a cura di), Les diplomates littérateurs (pp. 168-188). Presses Universitaires de Poitiers.
Défense de désespérer. Droits de l’homme, diplomatie et littérature chez Romain Gary
Fioravanti, M
2025-01-01
Abstract
Il contributo propone una rilettura complessiva dell’opera di Romain Gary come spazio di intersezione tra letteratura, diritto e diplomazia, mettendo in luce la continuità etica che attraversa una produzione segnata dalla metamorfosi identitaria, dall’esperienza della Resistenza e dalla difesa dei diritti umani. Autore “proteiforme”, Gary costruisce un’opera che sfida ogni classificazione, abolendo i confini tra vita e finzione, autore e doppio, fino alla strategia dei pseudonimi culminata nella figura di Émile Ajar. Tale pluralità non è un semplice gioco letterario, ma una risposta narrativa e morale alla crisi dell’umanesimo europeo nel Novecento. A partire da Éducation européenne, interpretato come un manifesto fondativo di un’Europa post-nazionale e come una precoce pedagogia dei diritti dell’uomo, l’articolo analizza la Resistenza come categoria etica e non soltanto storica: luogo di formazione dell’individuo, rifiuto del nazionalismo, affermazione della dignità e dell’onore dell’essere umano. Musica, arte e diritto assumono una funzione performativa e salvifica, opponendosi alla barbarie e al “materialismo integrale” del secolo. Questa tensione ideale si prolunga nei romanzi successivi, dalla critica del razzismo e delle discriminazioni (Tulipe, Chien blanc) alla difesa dei diritti della natura in Les racines du ciel, dove la lotta per gli elefanti diventa metafora della Resistenza e anticipazione di un pensiero ecologico e giuridico innovativo. Centrale è anche il ruolo della figura femminile, intesa come incarnazione della debolezza da proteggere e come principio di salvezza dell’umanità. Nel romanzo testamentario Les cerfs-volants, memoria e utopia si intrecciano in una riflessione sul doppio volto dei diritti dell’uomo, capaci tanto di ispirare emancipazione quanto di mascherare violenza. L’opera di Gary emerge così come una meditazione coerente sul dovere di scegliere, sul rifiuto del manicheismo e sull’impossibilità di rinunciare alla speranza, facendo della Resistenza una categoria esistenziale e dei diritti umani una vera e propria professione di fede.| File | Dimensione | Formato | |
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