Il contributo esamina un canto devozionale della tradizione popolare siciliana, U cavaleri, incentrato su un miracolo attribuito a sant’Antonino e diffuso in diverse aree dell’isola sin dall’Ottocento. Attraverso l’analisi del testo narrativo, della struttura poetico-musicale e del contesto rituale di esecuzione, il contributo mette in luce le modalità con cui la devozione popolare costruisce e trasmette la memoria agiografica dei santi locali. Particolare attenzione è rivolta alla pratica della Tredicina celebrata a Porticello, nel Palermitano, dove il canto è ancora oggi eseguito dalle donne della comunità all’interno delle abitazioni, in un quadro rituale che integra preghiera, canto e allestimento domestico dello spazio sacro. L’analisi formale evidenzia una struttura strofica flessibile e un impianto melodico basato su frasi discendenti ripetitive, tipiche del repertorio devozionale orale. Il lavoro sottolinea infine come la trasmissione orale favorisca processi di rielaborazione continua, nei quali narrazioni agiografiche, leggende e pratiche locali si fondono, dando origine a prodotti culturali che riflettono i valori, l’immaginario simbolico e l’identità delle comunità che li producono e li tramandano. Tramite un QR-Code è possibile accedere al documento sonoro originale, raccolto dall’autore.
Giordano, G. (2025). U Cavaleri. Storia cantata. In V.V.C. Alessandro Cosentino, Giuseppe Giordano (a cura di), Florilegio musicale. Raccolta di registrazioni indite in onore di Serena Facci (pp. 65-68). Roma : NeoClassica.
U Cavaleri. Storia cantata
Giuseppe Giordano
2025-10-01
Abstract
Il contributo esamina un canto devozionale della tradizione popolare siciliana, U cavaleri, incentrato su un miracolo attribuito a sant’Antonino e diffuso in diverse aree dell’isola sin dall’Ottocento. Attraverso l’analisi del testo narrativo, della struttura poetico-musicale e del contesto rituale di esecuzione, il contributo mette in luce le modalità con cui la devozione popolare costruisce e trasmette la memoria agiografica dei santi locali. Particolare attenzione è rivolta alla pratica della Tredicina celebrata a Porticello, nel Palermitano, dove il canto è ancora oggi eseguito dalle donne della comunità all’interno delle abitazioni, in un quadro rituale che integra preghiera, canto e allestimento domestico dello spazio sacro. L’analisi formale evidenzia una struttura strofica flessibile e un impianto melodico basato su frasi discendenti ripetitive, tipiche del repertorio devozionale orale. Il lavoro sottolinea infine come la trasmissione orale favorisca processi di rielaborazione continua, nei quali narrazioni agiografiche, leggende e pratiche locali si fondono, dando origine a prodotti culturali che riflettono i valori, l’immaginario simbolico e l’identità delle comunità che li producono e li tramandano. Tramite un QR-Code è possibile accedere al documento sonoro originale, raccolto dall’autore.| File | Dimensione | Formato | |
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