Il polo universitario di Nicolosi, a Perugia, si configura come un pezzo di città che, pur mantenendo una netta gerarchia tra il fronte principale terrazzato verso il nucleo storico e quello retrostante, rivolto al quartiere medievale di Sant’Angelo e al contiguo di Elce, si imposta su una bifrontalità urbana che sfrutta le pendenze orografiche per creare una permeabilità capillare data dall’orditura secondaria di passaggi e intersezioni. La duplice fisicità è alla base delle prime osservazioni antecedenti il processo ideativo. Da un alto la presenza del verde come interfaccia testuale di una realtà naturale emergente e difficilmente penetrabile, la consistenza arborea del versante sud dei platani e della collina allusiva di un ordine naturale nel quale fruttifica la misurata monumentalità del complesso di San Francesco; dall’altro la coesistenza del compatto insieme architettonico dei Dipartimenti e della mensa dell’Università con spazi aperti generici e imprecisi nella loro funzione. Il progetto sceglie di scrivere una nuova narrazione, consegnando alla comunità accademica e cittadina un sistema aperto di spazi comunicanti e proliferanti di occasioni per lo stare. La sua sostanza proiettiva sottende ad una logica che si interroga sulle mutazioni prefigurabili a partire dalla configurazione originaria non negandola nelle sue oggettive criticità.
Falzetti, A., Fiorelli, A., Minuto, G., Ramazzotti, L. (2025). Conca/tenazioni. In Eliana Martinelli, Giovanna Ramaccini, Monica Battistoni, Camilla Sorignani (a cura di), Studium 2030: la città degli studenti (pp. 194-197). Melfi : Libria.
Conca/tenazioni
Antonella, Falzetti;Angela, Fiorelli;Giulio, Minuto;Luigi, Ramazzotti
2025-01-01
Abstract
Il polo universitario di Nicolosi, a Perugia, si configura come un pezzo di città che, pur mantenendo una netta gerarchia tra il fronte principale terrazzato verso il nucleo storico e quello retrostante, rivolto al quartiere medievale di Sant’Angelo e al contiguo di Elce, si imposta su una bifrontalità urbana che sfrutta le pendenze orografiche per creare una permeabilità capillare data dall’orditura secondaria di passaggi e intersezioni. La duplice fisicità è alla base delle prime osservazioni antecedenti il processo ideativo. Da un alto la presenza del verde come interfaccia testuale di una realtà naturale emergente e difficilmente penetrabile, la consistenza arborea del versante sud dei platani e della collina allusiva di un ordine naturale nel quale fruttifica la misurata monumentalità del complesso di San Francesco; dall’altro la coesistenza del compatto insieme architettonico dei Dipartimenti e della mensa dell’Università con spazi aperti generici e imprecisi nella loro funzione. Il progetto sceglie di scrivere una nuova narrazione, consegnando alla comunità accademica e cittadina un sistema aperto di spazi comunicanti e proliferanti di occasioni per lo stare. La sua sostanza proiettiva sottende ad una logica che si interroga sulle mutazioni prefigurabili a partire dalla configurazione originaria non negandola nelle sue oggettive criticità.| File | Dimensione | Formato | |
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