The essay traces the evolution of European Union labor law from its initial economic foundation toward a progressively stronger social dimension. Originally focused on the free movement of workers and market harmonization, EU law has evolved into a framework of fundamental labor rights, consolidated through the Charter of Fundamental Rights of the European Union. The study examines the EU concept of “worker”, as developed by the Court of Justice, distinguishing its various functions in free movement, social security coordination, and the implementation of directives. This evolution has led to the extension of protection to non-standard and atypical work, emphasizing the worker’s personal rights over the contractual form. The paper explores recent trends - notably the European Pillar of Social Rights and the new directives on working conditions and digital platform work - which reaffirm the EU’s commitment to a social market economy and signal a gradual move toward a unified European framework for workers’ rights. In this context, the aspect of spirituality in the workplace is then specifically explored, highlighting its dual reference to both the European Union's “strong” competence on the free movement of workers and the complex legal parameters of the European Union on human rights. It should be noted that two fundamental aspects can now be considered as legally established at European Union level with regard to the prohibition of discrimination on grounds of religion or personal beliefs. The first relates to the fact that the spiritual dimension of the individual is explicitly taken into account in the European legal system, both in its religious sense and in a sense that could be broadly defined as “secular”. The second aspect relates to the fact that the scope of religion and personal beliefs referred to in Article 1 of Directive 2000/78/EC includes both the “internal forum”, i.e. having an intimate belief, whether religious or not, and the “external forum”, i.e. the public manifestation of that belief. In this regard, the most recent European legislative and case law practice is discussed, with particular reference to employers' religious neutrality policies in the light of European legislation on direct and indirect discrimination.

Il saggio ripercorre l’evoluzione del diritto del lavoro nell’Unione europea, dal carattere prevalentemente economico dei Trattati istitutivi alla progressiva affermazione della dimensione sociale dell’integrazione. Inizialmente centrato sulla libera circolazione dei lavoratori e sull’armonizzazione delle condizioni di concorrenza, il diritto eurounitario ha gradualmente sviluppato un sistema di tutela dei diritti fondamentali del lavoratore, culminato nel riconoscimento giuridico della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Particolare attenzione è dedicata alla nozione eurounitaria di lavoratore, elaborata dalla Corte di giustizia e articolata in diverse accezioni (libertà di circolazione, coordinamento della sicurezza sociale, applicazione delle direttive). Tale evoluzione ha favorito un ampliamento delle garanzie anche verso le forme di lavoro non standard, rafforzando la tutela della persona indipendentemente dalla qualificazione formale del rapporto. L’analisi si concentra poi sulle nuove tendenze del diritto del lavoro europeo, segnate dal Pilastro europeo dei diritti sociali e dalle più recenti direttive sulle condizioni di lavoro e sulle piattaforme digitali, che confermano la crescente vocazione sociale dell’Unione e la tendenza verso uno statuto comune dei diritti del lavoratore. In tale contesto, viene specificamente approfondito l’aspetto della spiritualità sull’ambiente di lavoro, evidenziando il suo duplice riferimento sia alla competenza “forte” dell’Unione europea sulla libertà di circolazione dei lavoratori, sia ai complessi parametri giuridici dell’Unione europea in materia di diritti umani. Si rileva che due aspetti di fondo possono essere colti quali ormai definiti a livello giuridico dell’Unione europea in materia di divieto di discriminazione per motivi di religione o convinzioni personali. Il primo è relativo al fatto che la dimensione spirituale della persona è esplicitamente presa in considerazione, nell’ordinamento giuridico europeo, sia nella sua accezione religiosa, sia in un’accezione che si potrebbe definire genericamente «laica». Il secondo è relativo al fatto che l’ambito della religione e delle convinzioni personali a cui si riferisce l’art. 1 della Direttiva 2000/78/CE include sia il «foro interno», ossia l’avere intimamente una convinzione – che essa sia o meno di carattere religioso, – sia il «foro esterno», ossia la manifestazione pubblica di tale convinzione. A tal proposito, viene commentata la più recente prassi legislativa e giurisprudenziale europea, in particolare con riferimento alle politiche di neutralità religiosa dei datori di lavoro lette alla luce della disciplina europea in materia di discriminazioni dirette e indirette.

Mucci, F., D'Andrea, A. (2024). Lavoro, lavoratore e spiritualità nel Diritto dell'Unione europea. In A. Annarilli (a cura di), Lavoro e spiritualità: storia, diritto, culture e religioni (pp. 27-72). Brienza : Le Penseur.

Lavoro, lavoratore e spiritualità nel Diritto dell'Unione europea

Mucci, F;D'Andrea, Antonella
2024-09-01

Abstract

The essay traces the evolution of European Union labor law from its initial economic foundation toward a progressively stronger social dimension. Originally focused on the free movement of workers and market harmonization, EU law has evolved into a framework of fundamental labor rights, consolidated through the Charter of Fundamental Rights of the European Union. The study examines the EU concept of “worker”, as developed by the Court of Justice, distinguishing its various functions in free movement, social security coordination, and the implementation of directives. This evolution has led to the extension of protection to non-standard and atypical work, emphasizing the worker’s personal rights over the contractual form. The paper explores recent trends - notably the European Pillar of Social Rights and the new directives on working conditions and digital platform work - which reaffirm the EU’s commitment to a social market economy and signal a gradual move toward a unified European framework for workers’ rights. In this context, the aspect of spirituality in the workplace is then specifically explored, highlighting its dual reference to both the European Union's “strong” competence on the free movement of workers and the complex legal parameters of the European Union on human rights. It should be noted that two fundamental aspects can now be considered as legally established at European Union level with regard to the prohibition of discrimination on grounds of religion or personal beliefs. The first relates to the fact that the spiritual dimension of the individual is explicitly taken into account in the European legal system, both in its religious sense and in a sense that could be broadly defined as “secular”. The second aspect relates to the fact that the scope of religion and personal beliefs referred to in Article 1 of Directive 2000/78/EC includes both the “internal forum”, i.e. having an intimate belief, whether religious or not, and the “external forum”, i.e. the public manifestation of that belief. In this regard, the most recent European legislative and case law practice is discussed, with particular reference to employers' religious neutrality policies in the light of European legislation on direct and indirect discrimination.
set-2024
Settore IUS/07
Settore IUS/14
Settore GIUR-04/A - Diritto del lavoro
Settore GIUR-10/A - Diritto dell'unione europea
Italian
Rilevanza internazionale
Capitolo o saggio
Il saggio ripercorre l’evoluzione del diritto del lavoro nell’Unione europea, dal carattere prevalentemente economico dei Trattati istitutivi alla progressiva affermazione della dimensione sociale dell’integrazione. Inizialmente centrato sulla libera circolazione dei lavoratori e sull’armonizzazione delle condizioni di concorrenza, il diritto eurounitario ha gradualmente sviluppato un sistema di tutela dei diritti fondamentali del lavoratore, culminato nel riconoscimento giuridico della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Particolare attenzione è dedicata alla nozione eurounitaria di lavoratore, elaborata dalla Corte di giustizia e articolata in diverse accezioni (libertà di circolazione, coordinamento della sicurezza sociale, applicazione delle direttive). Tale evoluzione ha favorito un ampliamento delle garanzie anche verso le forme di lavoro non standard, rafforzando la tutela della persona indipendentemente dalla qualificazione formale del rapporto. L’analisi si concentra poi sulle nuove tendenze del diritto del lavoro europeo, segnate dal Pilastro europeo dei diritti sociali e dalle più recenti direttive sulle condizioni di lavoro e sulle piattaforme digitali, che confermano la crescente vocazione sociale dell’Unione e la tendenza verso uno statuto comune dei diritti del lavoratore. In tale contesto, viene specificamente approfondito l’aspetto della spiritualità sull’ambiente di lavoro, evidenziando il suo duplice riferimento sia alla competenza “forte” dell’Unione europea sulla libertà di circolazione dei lavoratori, sia ai complessi parametri giuridici dell’Unione europea in materia di diritti umani. Si rileva che due aspetti di fondo possono essere colti quali ormai definiti a livello giuridico dell’Unione europea in materia di divieto di discriminazione per motivi di religione o convinzioni personali. Il primo è relativo al fatto che la dimensione spirituale della persona è esplicitamente presa in considerazione, nell’ordinamento giuridico europeo, sia nella sua accezione religiosa, sia in un’accezione che si potrebbe definire genericamente «laica». Il secondo è relativo al fatto che l’ambito della religione e delle convinzioni personali a cui si riferisce l’art. 1 della Direttiva 2000/78/CE include sia il «foro interno», ossia l’avere intimamente una convinzione – che essa sia o meno di carattere religioso, – sia il «foro esterno», ossia la manifestazione pubblica di tale convinzione. A tal proposito, viene commentata la più recente prassi legislativa e giurisprudenziale europea, in particolare con riferimento alle politiche di neutralità religiosa dei datori di lavoro lette alla luce della disciplina europea in materia di discriminazioni dirette e indirette.
notion of worker; subordinate employment; individual worker rights; religious neutrality policies in European Union law
nozione lavoratore; lavoro subordinato; diritti individuali lavoratore; politiche di neutralità religiosa nel diritto dell'Unione europea
Antonella D'Andrea è l’autrice dei paragrafi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; Federica Mucci è l’autrice dei paragrafi 7, 8, 9 e 10. Procedura di Revisione: Double Blind Peer Review
Mucci, F., D'Andrea, A. (2024). Lavoro, lavoratore e spiritualità nel Diritto dell'Unione europea. In A. Annarilli (a cura di), Lavoro e spiritualità: storia, diritto, culture e religioni (pp. 27-72). Brienza : Le Penseur.
Mucci, F; D'Andrea, A
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