L’ischemia cerebrale è una delle principali malattie che necessitano di prevenzione, ottimizzazione della gestione e sorveglianza. In Italia, così come nei Paesi industrializzati, l’ictus ischemico rappresenta la principale causa di invalidità1 , la seconda causa di demenza, e la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il 10-12% di tutti i decessi per anno. Come patologia debilitante, con rilevanti conseguenze a lungo termine, l’ictus ischemico comporta un significativo onere economico per la società: trattamento in urgenza, valutazioni diagnostiche, ospedalizzazione, riabilitazione, prevenzione di recidive, assistenza continuativa dei pazienti con deficit residuo. In Italia nella fascia di età tra i 65 e 85 anni (75% di tutta la popolazione affetta da ictus ischemico) il tasso di prevalenza è del 6,5%2 , mentre l’incidenza grezza oscilla tra i 144 e 293 pazienti/100.000/anno (7/100.000/anno in pazienti con età inferiore a 45 anni). Di tutti gli eventi, circa l’80% rappresenta il primo evento mentre il 20% le recidive. La mortalità si attesta al 20% a 30 giorni dall’evento e a circa il 10% ad un anno, con invalidità grave residua nel 30% dei sopravvissuti e lieve-moderata in un altro 30% (tali dati restano un indice impreciso della realtà della malattia cerebrovascolare dato che risentono molto del livello assistenziale, dell’affidabilità della certificazione di morte e della struttura della popolazione studiata3 ). Il rischio di sviluppare la patologia ischemica raddoppia ogni decade a partire dai 55 anni4,5 , con un tasso leggermente maggiore degli uomini rispetto alle donne (M = 7,4% e F = 5,9%). L’età resta uno dei più importanti fattori influenzanti l’outcome e l’incidenza di ictus6-7 tanto che, nonostante il miglioramento negli anni delle strategie di prevenzione e a causa dell’invecchiamento della popolazione, ci troviamo di fronte ad una crescita drammatica del carico assistenziale. 2 Ad oggi il più diffuso trattamento per i pazienti affetti da ictus ischemico acuto (AIS) da occlusione dei grandi vasi cerebrali (LVO) è la trombolisi endovenosa (IVT) con alteplase: efficace entro le prime 4.5 h dall’esordio dei sintomi e, recentemente dimostrato, anche sino a 9 h dall’esordio dei sintomi in pazienti accuratamente selezionati sulla base delle neuroimmagini. Nota la relativa scarsa efficacia dell’IVT nella ricanalizzazione di una occlusione prossimale arteriosa intracranica (33%)8 , la comunità scientifica ha identificato nell’ultima decade, la trombectomia meccanica (MT) quale trattamento con buon rapporto di sicurezza ed efficacia. La MT è risultata efficace sino a 24 ore dall’insorgenza dei sintomi9 e, quando controindicata la terapia con IVT, rappresenta il trattamento di prima linea. La MT permette infatti di aumentare i tassi di riperfusione, bassi con sola IVT, e migliorare l’esito funzionale a lungo termine, con una conseguente riduzione di mortalità e invalidità raggiungendo così obiettivi un tempo insperati. Sono dunque sorte domande sull’utilità dell’IVT prima della terapia endovascolare, perché se è dimostrata la superiorità della terapia combinata IVT+MT (attualmente gold standard nel trattamento dei pazienti affetti da AIS secondario a LVO) rispetto a sola IVT, è ancora materia di dibattito se quest’ultima aggiunga qualche beneficio al solo trattamento con MT in termini di costi ed efficacia. Il numero dei trattamenti endovascolari ad oggi è in aumento ed è destinato a crescere in maniera significativa anche grazie alla maggior efficienza della gestione pre- ed intraospedaliera del paziente con ictus, ed all’ampliamento della finestra terapeutica. Se consideriamo quindi l’alta incidenza ed i costi delle nuove procedure terapeutiche a disposizione è importante valutare l’efficacia ed i costi delle diverse strategie di ricanalizzazione al fine di ottimizzare il rapporto costo-efficacia.

Rocco, A. (2020). Safety, efficacy and cost analysis of direct mechanical thrombectomy vs thrombectomy following thrombolysis in acute ischemic stroke.

Safety, efficacy and cost analysis of direct mechanical thrombectomy vs thrombectomy following thrombolysis in acute ischemic stroke

ROCCO, ALESSANDRO
2020-01-01

Abstract

L’ischemia cerebrale è una delle principali malattie che necessitano di prevenzione, ottimizzazione della gestione e sorveglianza. In Italia, così come nei Paesi industrializzati, l’ictus ischemico rappresenta la principale causa di invalidità1 , la seconda causa di demenza, e la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, causando il 10-12% di tutti i decessi per anno. Come patologia debilitante, con rilevanti conseguenze a lungo termine, l’ictus ischemico comporta un significativo onere economico per la società: trattamento in urgenza, valutazioni diagnostiche, ospedalizzazione, riabilitazione, prevenzione di recidive, assistenza continuativa dei pazienti con deficit residuo. In Italia nella fascia di età tra i 65 e 85 anni (75% di tutta la popolazione affetta da ictus ischemico) il tasso di prevalenza è del 6,5%2 , mentre l’incidenza grezza oscilla tra i 144 e 293 pazienti/100.000/anno (7/100.000/anno in pazienti con età inferiore a 45 anni). Di tutti gli eventi, circa l’80% rappresenta il primo evento mentre il 20% le recidive. La mortalità si attesta al 20% a 30 giorni dall’evento e a circa il 10% ad un anno, con invalidità grave residua nel 30% dei sopravvissuti e lieve-moderata in un altro 30% (tali dati restano un indice impreciso della realtà della malattia cerebrovascolare dato che risentono molto del livello assistenziale, dell’affidabilità della certificazione di morte e della struttura della popolazione studiata3 ). Il rischio di sviluppare la patologia ischemica raddoppia ogni decade a partire dai 55 anni4,5 , con un tasso leggermente maggiore degli uomini rispetto alle donne (M = 7,4% e F = 5,9%). L’età resta uno dei più importanti fattori influenzanti l’outcome e l’incidenza di ictus6-7 tanto che, nonostante il miglioramento negli anni delle strategie di prevenzione e a causa dell’invecchiamento della popolazione, ci troviamo di fronte ad una crescita drammatica del carico assistenziale. 2 Ad oggi il più diffuso trattamento per i pazienti affetti da ictus ischemico acuto (AIS) da occlusione dei grandi vasi cerebrali (LVO) è la trombolisi endovenosa (IVT) con alteplase: efficace entro le prime 4.5 h dall’esordio dei sintomi e, recentemente dimostrato, anche sino a 9 h dall’esordio dei sintomi in pazienti accuratamente selezionati sulla base delle neuroimmagini. Nota la relativa scarsa efficacia dell’IVT nella ricanalizzazione di una occlusione prossimale arteriosa intracranica (33%)8 , la comunità scientifica ha identificato nell’ultima decade, la trombectomia meccanica (MT) quale trattamento con buon rapporto di sicurezza ed efficacia. La MT è risultata efficace sino a 24 ore dall’insorgenza dei sintomi9 e, quando controindicata la terapia con IVT, rappresenta il trattamento di prima linea. La MT permette infatti di aumentare i tassi di riperfusione, bassi con sola IVT, e migliorare l’esito funzionale a lungo termine, con una conseguente riduzione di mortalità e invalidità raggiungendo così obiettivi un tempo insperati. Sono dunque sorte domande sull’utilità dell’IVT prima della terapia endovascolare, perché se è dimostrata la superiorità della terapia combinata IVT+MT (attualmente gold standard nel trattamento dei pazienti affetti da AIS secondario a LVO) rispetto a sola IVT, è ancora materia di dibattito se quest’ultima aggiunga qualche beneficio al solo trattamento con MT in termini di costi ed efficacia. Il numero dei trattamenti endovascolari ad oggi è in aumento ed è destinato a crescere in maniera significativa anche grazie alla maggior efficienza della gestione pre- ed intraospedaliera del paziente con ictus, ed all’ampliamento della finestra terapeutica. Se consideriamo quindi l’alta incidenza ed i costi delle nuove procedure terapeutiche a disposizione è importante valutare l’efficacia ed i costi delle diverse strategie di ricanalizzazione al fine di ottimizzare il rapporto costo-efficacia.
2020
2019/2020
Neuroscienze
33.
Settore MEDS-12/A - Neurologia
Italian
Tesi di dottorato
Rocco, A. (2020). Safety, efficacy and cost analysis of direct mechanical thrombectomy vs thrombectomy following thrombolysis in acute ischemic stroke.
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