Il saggio analizza la relazione tra diritto e colonialismo italiano a partire dalla dicotomia fondamentale tra civiltà e barbarie, concepita come giustificazione ideologica della conquista coloniale. Attraverso una ricostruzione storico-giuridica che va dalla presa della baia di Assab (1882) all’annessione dell’Etiopia (1936), l’autore mostra come il diritto coloniale italiano sia stato segnato da un regime giuridico differenziale, fondato sul principio medievale della personalità delle leggi, che consentiva il mantenimento di norme consuetudinarie locali, purché non contrarie all’“ordine pubblico” e ai “principi della civiltà”. Il saggio esamina inoltre la genesi teorica del diritto coloniale italiano, a partire dagli scritti di Umberto Borsi ed Emanuele Ghersi, per i quali il diritto indigeno era irrilevante nel sistema coloniale. In chiave comparata, viene messo a fuoco il rapporto con la dottrina coloniale francese, in particolare attraverso la figura dell’economista Paul Leroy-Beaulieu e il costituzionalista italiano Attilio Brunialti. Quest’ultimo tradusse nel 1897 l’opera De la colonisation chez les peuples modernes, corredandola di un ampio saggio introduttivo volto a legittimare il progetto coloniale italiano come prosecuzione della missione civilizzatrice dell’Europa moderna. Attraverso il confronto tra le teorie francesi e italiane, l’articolo mette in luce le ambivalenze del colonialismo giuridico italiano: da un lato l’adozione selettiva di istituzioni giuridiche indigene, dall’altro l’imposizione di un sistema normativo volto a “civilizzare” e subordinare le popolazioni colonizzate, spesso trattate come minori giuridici. In conclusione, l’autore riflette sul nesso tra diritto coloniale, ideologie del progresso e retoriche di legittimazione storica, evidenziando il peso delle rappresentazioni eurocentriche nella costruzione del “fardello della civiltà”.
Fioravanti, M. (2025). Civilisation et barbarie. Regards croisés sur le droit colonial italien. In E. Gojosso (a cura di), La terre au-delà des mers (situation coloniale et postcoloniale) (pp. 1-8). Poitiers : Presses Universitaires Juridiques de Poitiers.
Civilisation et barbarie. Regards croisés sur le droit colonial italien
Fioravanti, M
2025-01-01
Abstract
Il saggio analizza la relazione tra diritto e colonialismo italiano a partire dalla dicotomia fondamentale tra civiltà e barbarie, concepita come giustificazione ideologica della conquista coloniale. Attraverso una ricostruzione storico-giuridica che va dalla presa della baia di Assab (1882) all’annessione dell’Etiopia (1936), l’autore mostra come il diritto coloniale italiano sia stato segnato da un regime giuridico differenziale, fondato sul principio medievale della personalità delle leggi, che consentiva il mantenimento di norme consuetudinarie locali, purché non contrarie all’“ordine pubblico” e ai “principi della civiltà”. Il saggio esamina inoltre la genesi teorica del diritto coloniale italiano, a partire dagli scritti di Umberto Borsi ed Emanuele Ghersi, per i quali il diritto indigeno era irrilevante nel sistema coloniale. In chiave comparata, viene messo a fuoco il rapporto con la dottrina coloniale francese, in particolare attraverso la figura dell’economista Paul Leroy-Beaulieu e il costituzionalista italiano Attilio Brunialti. Quest’ultimo tradusse nel 1897 l’opera De la colonisation chez les peuples modernes, corredandola di un ampio saggio introduttivo volto a legittimare il progetto coloniale italiano come prosecuzione della missione civilizzatrice dell’Europa moderna. Attraverso il confronto tra le teorie francesi e italiane, l’articolo mette in luce le ambivalenze del colonialismo giuridico italiano: da un lato l’adozione selettiva di istituzioni giuridiche indigene, dall’altro l’imposizione di un sistema normativo volto a “civilizzare” e subordinare le popolazioni colonizzate, spesso trattate come minori giuridici. In conclusione, l’autore riflette sul nesso tra diritto coloniale, ideologie del progresso e retoriche di legittimazione storica, evidenziando il peso delle rappresentazioni eurocentriche nella costruzione del “fardello della civiltà”.| File | Dimensione | Formato | |
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