My paper will focus on some issues related to photographic image and its language, starting with the analysis of a photographic work created in 1937 by Bruno Munari for Almanacco letterario Bompiani of that year. The title of the insert is Udite, Udite!, it is a sixteenth note created by mounting quotations from Mussolini's speeches, photographs of the regime, and the portrait of the Duce inserted at the top of each page perforated as a “telescope", a graphic expedient that makes him 'physically' present. The description and commentary on Munari's work will be linked to issues, such as: the visual, cultural and psychological strategies of fascism, all focused on the image and 'corporeality' of Mussolini, also through photography; the 'resistance' action of Munari's photography and graphics given the author's awareness of the subtle power of visual communication, the ability of photography to strengthen opinions and positions and, as already experienced by Dadaism, “to turn poisons into an antidote"; the exploitation of the photographic medium, by propaganda and satire, in the exaltation of the physical, direct and multiple dimension to which the medium gives access. In the years of fascism, photography was, together with cinema, the regime's main communication tool, aimed mainly at enhancing the figure of Mussolini, his body, his resolute face. Munari, who since the Thirties has distinguished himself in graphics and advertising for his modern style, in Udite, Udite! shows a full awareness of the strategies of fascism, subjecting them to a skilful make-up operation. Using the same language of the regime, Munari bends it to a different meaning through the grammar of modernist collage and the enhancement of the conceptual component of the photographic image. He carries out an operation of ideological cosmetics, telling a different story, soliciting, without further verbal declarations, the critical sense of those who look and read.

Il contributo sarà incentrato su alcuni temi legati all’immagine fotografica e al suo linguaggio a partire dall’analisi del fascicolo fotografico realizzato nel 1937 da Bruno Munari all’interno dell’Almanacco Bompiani di quell’anno. Il titolo dell’inserto è Udite, Udite!, si tratta di un sedicesimo creato montando citazioni dei discorsi di Mussolini, fotografie del regime, e il ritratto del Duce inserito in alto in ogni pagina bucata “a cannocchiale”, secondo un espediente grafico che lo rende ‘fisicamente’ presente. Alla descrizione e al commento del lavoro di Munari, si unirà la riflessione su alcuni temi quali: l’approfondimento delle strategie visive, culturali e psicologiche del fascismo, tutte concentrate sull’immagine e la ‘corporeità’ del capo, anche attraverso la fotografia; l’azione ‘di resistenza’ della fotografia e della grafica di Munari in virtù della consapevolezza dell’autore circa il sottile potere della comunicazione visiva, della capacità della fotografia di rafforzare opinioni e posizioni, e quella, già sperimentata dal dadaismo, di “trasformare i veleni in antidoto”; lo sfruttamento del medium fotografico, da parte della propaganda e della satira, nell’esaltazione della dimensione fisica, diretta e plurima a cui il mezzo da accesso. Negli anni del fascismo la fotografia è, con il cinema, il principale strumento di comunicazione del regime, diretta soprattutto ad esaltare la figura di Mussolini, il suo corpo, il suo volto risoluto. Munari, che proprio dagli anni Trenta si distingue in campo grafico e pubblicitario per la modernità dello stile, in Udite, Udite! mostra una piena consapevolezza delle strategie del fascismo, sottoponendole a una sapiente operazione di maquillage. Utilizzando lo stesso linguaggio del regime, Munari lo piega a un senso differente attraverso la grammatica del collage modernista e la valorizzazione della componente concettuale dell’immagine fotografica. Egli compie un’operazione di cosmesi ideologica, raccontando una storia diversa, sollecitando, senza ulteriori dichiarazioni verbali, il senso critico di chi guarda e legge.

SYLOS CALO', C. (2022). Udite! Udite! Mussolini nel buco. PIANO B.

Udite! Udite! Mussolini nel buco

Carlotta Sylos Calo'
2022-01-01

Abstract

My paper will focus on some issues related to photographic image and its language, starting with the analysis of a photographic work created in 1937 by Bruno Munari for Almanacco letterario Bompiani of that year. The title of the insert is Udite, Udite!, it is a sixteenth note created by mounting quotations from Mussolini's speeches, photographs of the regime, and the portrait of the Duce inserted at the top of each page perforated as a “telescope", a graphic expedient that makes him 'physically' present. The description and commentary on Munari's work will be linked to issues, such as: the visual, cultural and psychological strategies of fascism, all focused on the image and 'corporeality' of Mussolini, also through photography; the 'resistance' action of Munari's photography and graphics given the author's awareness of the subtle power of visual communication, the ability of photography to strengthen opinions and positions and, as already experienced by Dadaism, “to turn poisons into an antidote"; the exploitation of the photographic medium, by propaganda and satire, in the exaltation of the physical, direct and multiple dimension to which the medium gives access. In the years of fascism, photography was, together with cinema, the regime's main communication tool, aimed mainly at enhancing the figure of Mussolini, his body, his resolute face. Munari, who since the Thirties has distinguished himself in graphics and advertising for his modern style, in Udite, Udite! shows a full awareness of the strategies of fascism, subjecting them to a skilful make-up operation. Using the same language of the regime, Munari bends it to a different meaning through the grammar of modernist collage and the enhancement of the conceptual component of the photographic image. He carries out an operation of ideological cosmetics, telling a different story, soliciting, without further verbal declarations, the critical sense of those who look and read.
2022
Pubblicato
Rilevanza internazionale
Articolo
Esperti anonimi
Settore L-ART/03 - STORIA DELL'ARTE CONTEMPORANEA
English
Italian
Il contributo sarà incentrato su alcuni temi legati all’immagine fotografica e al suo linguaggio a partire dall’analisi del fascicolo fotografico realizzato nel 1937 da Bruno Munari all’interno dell’Almanacco Bompiani di quell’anno. Il titolo dell’inserto è Udite, Udite!, si tratta di un sedicesimo creato montando citazioni dei discorsi di Mussolini, fotografie del regime, e il ritratto del Duce inserito in alto in ogni pagina bucata “a cannocchiale”, secondo un espediente grafico che lo rende ‘fisicamente’ presente. Alla descrizione e al commento del lavoro di Munari, si unirà la riflessione su alcuni temi quali: l’approfondimento delle strategie visive, culturali e psicologiche del fascismo, tutte concentrate sull’immagine e la ‘corporeità’ del capo, anche attraverso la fotografia; l’azione ‘di resistenza’ della fotografia e della grafica di Munari in virtù della consapevolezza dell’autore circa il sottile potere della comunicazione visiva, della capacità della fotografia di rafforzare opinioni e posizioni, e quella, già sperimentata dal dadaismo, di “trasformare i veleni in antidoto”; lo sfruttamento del medium fotografico, da parte della propaganda e della satira, nell’esaltazione della dimensione fisica, diretta e plurima a cui il mezzo da accesso. Negli anni del fascismo la fotografia è, con il cinema, il principale strumento di comunicazione del regime, diretta soprattutto ad esaltare la figura di Mussolini, il suo corpo, il suo volto risoluto. Munari, che proprio dagli anni Trenta si distingue in campo grafico e pubblicitario per la modernità dello stile, in Udite, Udite! mostra una piena consapevolezza delle strategie del fascismo, sottoponendole a una sapiente operazione di maquillage. Utilizzando lo stesso linguaggio del regime, Munari lo piega a un senso differente attraverso la grammatica del collage modernista e la valorizzazione della componente concettuale dell’immagine fotografica. Egli compie un’operazione di cosmesi ideologica, raccontando una storia diversa, sollecitando, senza ulteriori dichiarazioni verbali, il senso critico di chi guarda e legge.
behavior, communication, body, ideology, montage
comportamento, comunicazione, corpo, ideologia, montaggio
https://pianob.unibo.it/article/view/16097
SYLOS CALO', C. (2022). Udite! Udite! Mussolini nel buco. PIANO B.
SYLOS CALO', C
Articolo su rivista
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2108/312720
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