In this chapter we bring data in favor of the hypothesis that the conception of urban space in the city of Rome as a magmatic and hyperdense environment, which limits mobility, depends on how the opposition between private and public space is conceived. Public space (that which is outside the sphere of space perceived as personal/domestic) is thought of as terra nullius subject exclusively to the control of chaos or the strongest. In the city of Rome, therefore, there is not an imaginative availability of common space, but a constant juxtaposition of private space and no one's space, so that some portions of public space are privatized in use and some portions of personal space are subjected to the expansive pressure of public nothingness, in a growing juxtaposition between domestic norm and public chaos. This formal framework will be concretized in a small case study, the analysis of a territorial social center in the neighborhood of Tor Bella Monaca, which for about three years has been proposed as a common space without finding particular willingness to recognize it as such by the inhabitants of the neighborhood.

In questo capitolo portiamo dati a favore dell’ipotesi che la concezione dello spazio urbano nella città di Roma come ambiente magmatico e iperdenso, che limita la mobilità, dipenda da come è concepita la contrapposizione tra spazio privato e pubblico. Lo spazio pubblico (ciò che è esterno alla sfera dello spazio percepito come personale/domestico) è pensato come terra nullius sottoposta esclusivamente al controllo del caos o del più forte. Nella città di Roma, quindi, non vi è una disponibilità immaginativa di spazio comune, ma una contrapposizione costante di spazio privato e spazio di nessuno, per cui alcune porzioni di spazio pubblico sono privatizzate nell’uso e alcune porzioni dello spazio personale subiscono la pressione espansiva del nulla pubblico, in una crescente contrapposizione tra norma domestica e caos pubblico. Questo quadro formale verrà concretizzato in un piccolo caso di studio, l’analisi di un centro sociale territoriale nel quartiere di Tor Bella Monaca, che da circa tre anni si propone come spazio comune senza trovare particolari disponibilità a riconoscerlo come tale da parte degli abitanti del quartiere.

Vereni, P., Giorgi, G., Cerulli, S. (2020). Il Centro e la Rete. L'inconcepibile spazio comune a Tor Bella Monaca. In F.P. Carlo Cellamare (a cura di), Periferia. Vivere a Tor Bella Monaca (pp. 191-208). Roma : Donzelli Editore.

Il Centro e la Rete. L'inconcepibile spazio comune a Tor Bella Monaca

Piero Vereni;
2020-01-01

Abstract

In this chapter we bring data in favor of the hypothesis that the conception of urban space in the city of Rome as a magmatic and hyperdense environment, which limits mobility, depends on how the opposition between private and public space is conceived. Public space (that which is outside the sphere of space perceived as personal/domestic) is thought of as terra nullius subject exclusively to the control of chaos or the strongest. In the city of Rome, therefore, there is not an imaginative availability of common space, but a constant juxtaposition of private space and no one's space, so that some portions of public space are privatized in use and some portions of personal space are subjected to the expansive pressure of public nothingness, in a growing juxtaposition between domestic norm and public chaos. This formal framework will be concretized in a small case study, the analysis of a territorial social center in the neighborhood of Tor Bella Monaca, which for about three years has been proposed as a common space without finding particular willingness to recognize it as such by the inhabitants of the neighborhood.
2020
Settore M-DEA/01 - DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE
Italian
Rilevanza nazionale
Capitolo o saggio
In questo capitolo portiamo dati a favore dell’ipotesi che la concezione dello spazio urbano nella città di Roma come ambiente magmatico e iperdenso, che limita la mobilità, dipenda da come è concepita la contrapposizione tra spazio privato e pubblico. Lo spazio pubblico (ciò che è esterno alla sfera dello spazio percepito come personale/domestico) è pensato come terra nullius sottoposta esclusivamente al controllo del caos o del più forte. Nella città di Roma, quindi, non vi è una disponibilità immaginativa di spazio comune, ma una contrapposizione costante di spazio privato e spazio di nessuno, per cui alcune porzioni di spazio pubblico sono privatizzate nell’uso e alcune porzioni dello spazio personale subiscono la pressione espansiva del nulla pubblico, in una crescente contrapposizione tra norma domestica e caos pubblico. Questo quadro formale verrà concretizzato in un piccolo caso di studio, l’analisi di un centro sociale territoriale nel quartiere di Tor Bella Monaca, che da circa tre anni si propone come spazio comune senza trovare particolari disponibilità a riconoscerlo come tale da parte degli abitanti del quartiere.
Periphery
Urban anthropology
Urban space
Vereni, P., Giorgi, G., Cerulli, S. (2020). Il Centro e la Rete. L'inconcepibile spazio comune a Tor Bella Monaca. In F.P. Carlo Cellamare (a cura di), Periferia. Vivere a Tor Bella Monaca (pp. 191-208). Roma : Donzelli Editore.
Vereni, P; Giorgi, G; Cerulli, S
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