La presenza di disturbi cognitivi nei pazienti con Sclerosi Multipla (MS) era già stata descritta nel 1877 da Charcot; comunque solo negli ultimi 30 anni si è assistito ad una attenzione degli studiosi in merito alla comprensione delle compromissioni cognitive quantitative e qualitative presenti in questi pazienti. Circa il 45-65% dei pazienti con MS mostra disfunzioni cognitive di una certa entità, tali disturbi vanno da disturbi selettivi di specifiche funzioni a una compromissione grave e diffusa. Le disfunzioni cognitive frequentemente osservate nei pazienti con MS, sono associate con alterazioni della materia grigia, atrofia cerebrale e alterazioni della connettività e plasticità sinaptica. Recenti studi mostrano come anche l'infiammazione acuta può esacerbare i deficit cognitivi indipendentemente dal sistema funzionale primariamente coinvolto. In questo studio noi misuriamo i livelli di amiloide beta 1-42 e proteina tau in pazienti con MS e CIS (Clinical Isolated Syndrome), da sempre le due proteine sono state associate con il deterioramento cognitivo presente nei pazienti con malattia di Alzheimer (AD). Nella AD, l'amiloide beta 1-42 si accumula nel tessuto nervoso in placche extracellulari insolubili; questo fenomeno rende possibile la spiegazione del fatto che la forma solubile della beta 1-42 amiloide sia ridotta nel liquido cefalo rachidiano di questi pazienti. Nel nostro campione di pazienti affetti da MS, i livelli di amiloide beta 1-42 erano significativamente più bassi in pazienti con deficit cognitivi e erano inversamente correlati con il numero di lesioni GD+ alle immagini della risonanza magnetica (MRI). Sono state inoltre evidenziate correlazioni positive tra i livelli di amiloide beta 1-42 e i deficit di attenzione e concentrazione. Inoltre, l'anormale neuroplasticità della corteccia cerebrale è stata esplorata con TBS (theta brust magnetic stimulation). Da questa analisi è emerso che in pazienti con deficit cognitivi c'è una correlazione positiva tra i livelli di amiloide beta 1-42 presenti nel CSF e l'ampiezza dei long-term-potentiation (LPT) indotti dalla TBS. Nessuna correlazione è stata invece individuata tra la concentrazione della proteina tau, MRI, parametri cognitivi e gli effetti della TBS in questi pazienti. Insieme questi risultati indicano che nella MS l'infiammazione del SNC è capace di alterare il metabolismo della beta amiloide, riducendo la sua concentrazione nel liquido cerebro spinale e portando ad un danneggiamento della plasticità sinaptica e delle funzioni cognitive.

Centini, B. (2010). Correlazione tra deterioramento cognitivo, plasticità sinaptica corticale e livelli liquorali di amiloide-β1-42 nella sclerosi multipla [10.58015/centini-barbara_phd2010].

Correlazione tra deterioramento cognitivo, plasticità sinaptica corticale e livelli liquorali di amiloide-β1-42 nella sclerosi multipla

CENTINI, BARBARA
2010-01-01

Abstract

La presenza di disturbi cognitivi nei pazienti con Sclerosi Multipla (MS) era già stata descritta nel 1877 da Charcot; comunque solo negli ultimi 30 anni si è assistito ad una attenzione degli studiosi in merito alla comprensione delle compromissioni cognitive quantitative e qualitative presenti in questi pazienti. Circa il 45-65% dei pazienti con MS mostra disfunzioni cognitive di una certa entità, tali disturbi vanno da disturbi selettivi di specifiche funzioni a una compromissione grave e diffusa. Le disfunzioni cognitive frequentemente osservate nei pazienti con MS, sono associate con alterazioni della materia grigia, atrofia cerebrale e alterazioni della connettività e plasticità sinaptica. Recenti studi mostrano come anche l'infiammazione acuta può esacerbare i deficit cognitivi indipendentemente dal sistema funzionale primariamente coinvolto. In questo studio noi misuriamo i livelli di amiloide beta 1-42 e proteina tau in pazienti con MS e CIS (Clinical Isolated Syndrome), da sempre le due proteine sono state associate con il deterioramento cognitivo presente nei pazienti con malattia di Alzheimer (AD). Nella AD, l'amiloide beta 1-42 si accumula nel tessuto nervoso in placche extracellulari insolubili; questo fenomeno rende possibile la spiegazione del fatto che la forma solubile della beta 1-42 amiloide sia ridotta nel liquido cefalo rachidiano di questi pazienti. Nel nostro campione di pazienti affetti da MS, i livelli di amiloide beta 1-42 erano significativamente più bassi in pazienti con deficit cognitivi e erano inversamente correlati con il numero di lesioni GD+ alle immagini della risonanza magnetica (MRI). Sono state inoltre evidenziate correlazioni positive tra i livelli di amiloide beta 1-42 e i deficit di attenzione e concentrazione. Inoltre, l'anormale neuroplasticità della corteccia cerebrale è stata esplorata con TBS (theta brust magnetic stimulation). Da questa analisi è emerso che in pazienti con deficit cognitivi c'è una correlazione positiva tra i livelli di amiloide beta 1-42 presenti nel CSF e l'ampiezza dei long-term-potentiation (LPT) indotti dalla TBS. Nessuna correlazione è stata invece individuata tra la concentrazione della proteina tau, MRI, parametri cognitivi e gli effetti della TBS in questi pazienti. Insieme questi risultati indicano che nella MS l'infiammazione del SNC è capace di alterare il metabolismo della beta amiloide, riducendo la sua concentrazione nel liquido cerebro spinale e portando ad un danneggiamento della plasticità sinaptica e delle funzioni cognitive.
2010
2009/2010
Neuroscienze
23.
cognition; inflammation; LTP; amyloid-beta 1-42; tau protein; transcranial magnetic stimulation; neuropsychological assessment; multiple sclerosis
Settore MED/26 - NEUROLOGIA
Settore MEDS-12/A - Neurologia
Italian
Tesi di dottorato
Centini, B. (2010). Correlazione tra deterioramento cognitivo, plasticità sinaptica corticale e livelli liquorali di amiloide-β1-42 nella sclerosi multipla [10.58015/centini-barbara_phd2010].
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