Il lavoro di tesi sui temi della Green Economy, dal titolo ‘La dimensione geografica della green economy: applicaizoni, prospettive, sviluppo territoriale. Il caso della Regione Sardegna’, ha l’obiettivo di analizzare le opportunità di sviluppo territoriale rappresentate dalla green economy. Partendo dall’analisi della letteratura di livello nazionale, europea ed internazionale guardando, oltre a quanto prodotto dalle discipline prevalentemente geografiche, anche quanto suggerito dall’Unione Europea in termini di competitività territoriale (Agenda di Lisbona, 2000 e sue rivisitazioni) e di sostenibilità (Agenda di Gothenbourg, 2001, Rio+20, 2012, Europe 2020 Strategy, ecc), il lavoro si è concentrato nello studiare le politiche energetiche a livello europeo e nazionale soffermandosi in particolare sul paradigma della Green Economy. Dal confronto dei documenti prodotti (nazionali, europei ed internazionali), si è scelto di applicare alla tesi di dottorato, un approccio di tipo territoriale delle scelte di policy, preferendolo ad un approccio "spatial". Un approccio di tipo territoriale applicato alle questioni della sostenibilità delle attività umane mette al centro delle osservazioni il territorio e i suoi rapporti con le attività umane, rapporti che oltre all’occupazione di suolo includono lo sfruttamento delle risorse naturali locali, che eventualmente producono degrado, inquinamento, perdita di biodiversità ecc., ma che comprendono anche le relazioni economiche e sociali delle comunità insediate e le relative esigenze di sviluppo. Una chiave di lettura territorialista propone il territorio come un insieme di relazioni materiali ed immateriali complesse che non appartengono alla sola sfera socio economica (non si esauriscono solo nelle reti tra attori sociali) ma interessano anche le relazioni con l’ambiente e con gli ecosistemi (Capitolo 1). Nell’ambito dei nuovi indirizzi comunitari, la green economy è stata posta in relazione alla politica di coesione europea, valutandone la coerenza, il supporto e le opportunità che da essa ne scaturiscono. Essa appare infatti come uno strumento di sviluppo territoriale in grado di favorire il raggiungimento del livello di coesione, intesa come mezzo, strumento e obiettivo di misura delle diverse opportunità di sviluppo dei territori riducendo gli squilibri economico-sociali, ambientali e culturali (Capitolo 2). La transizione verso uno sviluppo sostenibile richiede l’elaborazione di criteri quantitativi e qualitativi per misurare la capacità dei sistemi ambientali di supportare la pressione attuale e potenziale delle attività umane. Si tratta in pratica di stabilire i livelli di uso di risorse ambientali in rapporto alla capacità dell’ambiente di ripristinare condizioni di integrità e produttività, stabilire quindi la c.d. capacità di carico dell’ambiente (carrying capacity) che, applicata allo sviluppo sostenibile intende uno sviluppo la cui domanda di risorse e la cui pressione esercitata attraverso l’emissione di sostanze inquinanti non supera la capacità di assorbimento e riproduttiva dell’ambiente. Tuttavia è chiaro che transitare verso un nuovo modello economico richiede un'evoluzione anche degli strumenti attuativi e delle valutazioni delle policy. Il tenere in considerazione la dimensione territoriale di fianco a quella ambientale, sociale ed economica è un primo importante passo nello stabilire le basi di un nuovo modello di sviluppo territoriale. Si evince quindi l'inadeguatezza dei tradizionali indicatori di tipo esclusivamente quantitativo ed il bisogno di un nuovo approccio alle scelte economiche, sociali ed ambientali che richiede anche l'utilizzo di nuovi strumenti di valutazione delle policy. L’attuale crisi energetica, ambientale, finanziaria ed economica ha sostenuto il bisogno di ricorrere a nuovi indicatori di performarce economica ed ambientale che siano in grado di guidare i decisori politici nella definizione delle politiche territoriali di sviluppo. Diventa sempre più importante l’individuazione dei cosiddetti sistemi di “indicatori di sviluppo sostenibile”, ossia l’insieme di indicatori ambientali, economici e sociali il cui utilizzo congiunto rende visibili i processi e le complesse interazioni tra le diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile alle diverse scale e, in ultima analisi, tra sistema antropico e sistema ambientale al fine di stimare la distanza che separa la società da una reale sostenibilità ambientale. Lo studio evidenzia il bisogno sempre maggiore di raggiungere una crescita economica sostenibile, che tuteli il patrimonio naturale affinché esso possa fornirci le risorse e i servizi ambientali sui quali si basa il nostro attuale benessere. Al fine di misurare, quantitativamente e qualitativamente, le opportunità provenienti dalla green economy, attraverso un’attenta selezione/costruzione degli indicatori relativi al cambiamento climatico, al rischio energetico e potenzialità energetiche, alla qualità della vita, e indicatori economici più tradizionali, è risultato opportuno lavorare a livello di policy ricorrendo quindi al Territorial Impact Assessment. Tra le varie metodologie nazionali ed internazionali sviluppate per la valutazione ex ante e misurazione ex post degli impatti delle scelte di policy sullo sviluppo territoriale locale, regionale e nazionale, si è scelto il Sustainable Territorial environmental Management Approach – SteMA (Prezioso, 2001) per la valutazione delle potenzialità offerte dalla green economy per la Regione Sardegna (Capitolo 3). Attraverso un confronto tra la situazione ex ante (territorializzate) e quella ex post (territorializzata) verificatesi a seguito dell’applicazione di politiche coerenti con la Europe 2020 strategy, si sono misurati gli impatti territoriali delle scelte di policy green oriented. La metodologia è stata applicata al caso studio della Regione Sardegna (Capitolo 4).

(2015). La Dimensione geografica della Green economy: dimensione, prospettive e sviluppo territoriale. Il caso della Regione Sardegna.

La Dimensione geografica della Green economy: dimensione, prospettive e sviluppo territoriale. Il caso della Regione Sardegna

CORONATO, MARIA
2015

Abstract

Il lavoro di tesi sui temi della Green Economy, dal titolo ‘La dimensione geografica della green economy: applicaizoni, prospettive, sviluppo territoriale. Il caso della Regione Sardegna’, ha l’obiettivo di analizzare le opportunità di sviluppo territoriale rappresentate dalla green economy. Partendo dall’analisi della letteratura di livello nazionale, europea ed internazionale guardando, oltre a quanto prodotto dalle discipline prevalentemente geografiche, anche quanto suggerito dall’Unione Europea in termini di competitività territoriale (Agenda di Lisbona, 2000 e sue rivisitazioni) e di sostenibilità (Agenda di Gothenbourg, 2001, Rio+20, 2012, Europe 2020 Strategy, ecc), il lavoro si è concentrato nello studiare le politiche energetiche a livello europeo e nazionale soffermandosi in particolare sul paradigma della Green Economy. Dal confronto dei documenti prodotti (nazionali, europei ed internazionali), si è scelto di applicare alla tesi di dottorato, un approccio di tipo territoriale delle scelte di policy, preferendolo ad un approccio "spatial". Un approccio di tipo territoriale applicato alle questioni della sostenibilità delle attività umane mette al centro delle osservazioni il territorio e i suoi rapporti con le attività umane, rapporti che oltre all’occupazione di suolo includono lo sfruttamento delle risorse naturali locali, che eventualmente producono degrado, inquinamento, perdita di biodiversità ecc., ma che comprendono anche le relazioni economiche e sociali delle comunità insediate e le relative esigenze di sviluppo. Una chiave di lettura territorialista propone il territorio come un insieme di relazioni materiali ed immateriali complesse che non appartengono alla sola sfera socio economica (non si esauriscono solo nelle reti tra attori sociali) ma interessano anche le relazioni con l’ambiente e con gli ecosistemi (Capitolo 1). Nell’ambito dei nuovi indirizzi comunitari, la green economy è stata posta in relazione alla politica di coesione europea, valutandone la coerenza, il supporto e le opportunità che da essa ne scaturiscono. Essa appare infatti come uno strumento di sviluppo territoriale in grado di favorire il raggiungimento del livello di coesione, intesa come mezzo, strumento e obiettivo di misura delle diverse opportunità di sviluppo dei territori riducendo gli squilibri economico-sociali, ambientali e culturali (Capitolo 2). La transizione verso uno sviluppo sostenibile richiede l’elaborazione di criteri quantitativi e qualitativi per misurare la capacità dei sistemi ambientali di supportare la pressione attuale e potenziale delle attività umane. Si tratta in pratica di stabilire i livelli di uso di risorse ambientali in rapporto alla capacità dell’ambiente di ripristinare condizioni di integrità e produttività, stabilire quindi la c.d. capacità di carico dell’ambiente (carrying capacity) che, applicata allo sviluppo sostenibile intende uno sviluppo la cui domanda di risorse e la cui pressione esercitata attraverso l’emissione di sostanze inquinanti non supera la capacità di assorbimento e riproduttiva dell’ambiente. Tuttavia è chiaro che transitare verso un nuovo modello economico richiede un'evoluzione anche degli strumenti attuativi e delle valutazioni delle policy. Il tenere in considerazione la dimensione territoriale di fianco a quella ambientale, sociale ed economica è un primo importante passo nello stabilire le basi di un nuovo modello di sviluppo territoriale. Si evince quindi l'inadeguatezza dei tradizionali indicatori di tipo esclusivamente quantitativo ed il bisogno di un nuovo approccio alle scelte economiche, sociali ed ambientali che richiede anche l'utilizzo di nuovi strumenti di valutazione delle policy. L’attuale crisi energetica, ambientale, finanziaria ed economica ha sostenuto il bisogno di ricorrere a nuovi indicatori di performarce economica ed ambientale che siano in grado di guidare i decisori politici nella definizione delle politiche territoriali di sviluppo. Diventa sempre più importante l’individuazione dei cosiddetti sistemi di “indicatori di sviluppo sostenibile”, ossia l’insieme di indicatori ambientali, economici e sociali il cui utilizzo congiunto rende visibili i processi e le complesse interazioni tra le diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile alle diverse scale e, in ultima analisi, tra sistema antropico e sistema ambientale al fine di stimare la distanza che separa la società da una reale sostenibilità ambientale. Lo studio evidenzia il bisogno sempre maggiore di raggiungere una crescita economica sostenibile, che tuteli il patrimonio naturale affinché esso possa fornirci le risorse e i servizi ambientali sui quali si basa il nostro attuale benessere. Al fine di misurare, quantitativamente e qualitativamente, le opportunità provenienti dalla green economy, attraverso un’attenta selezione/costruzione degli indicatori relativi al cambiamento climatico, al rischio energetico e potenzialità energetiche, alla qualità della vita, e indicatori economici più tradizionali, è risultato opportuno lavorare a livello di policy ricorrendo quindi al Territorial Impact Assessment. Tra le varie metodologie nazionali ed internazionali sviluppate per la valutazione ex ante e misurazione ex post degli impatti delle scelte di policy sullo sviluppo territoriale locale, regionale e nazionale, si è scelto il Sustainable Territorial environmental Management Approach – SteMA (Prezioso, 2001) per la valutazione delle potenzialità offerte dalla green economy per la Regione Sardegna (Capitolo 3). Attraverso un confronto tra la situazione ex ante (territorializzate) e quella ex post (territorializzata) verificatesi a seguito dell’applicazione di politiche coerenti con la Europe 2020 strategy, si sono misurati gli impatti territoriali delle scelte di policy green oriented. La metodologia è stata applicata al caso studio della Regione Sardegna (Capitolo 4).
2013-2014
Scienze dei sistemi culturali - Turismo, Ambiente, Economia
27.
Settore M-GGR/02 - Geografia Economico-Politica
Italian
Tesi di dottorato
(2015). La Dimensione geografica della Green economy: dimensione, prospettive e sviluppo territoriale. Il caso della Regione Sardegna.
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