Traditional full-time employment has evolved into various types of occupational situations, and, nowadays, new work organization strategies have been developed. Previously overlooked risk factors have emerged, such as traffic accidents while commuting or during work hours, poor work organization, and detrimental lifestyles (like alcohol and substance abuse, although recent statistics seem to show a declining trend for the latter). The global scenario shows greater attention to occupational risks, but also, to the reduced degree of protection. Moreover, the elevated costs, the unacceptably high fatal accident rates in some sectors, the complexity of the prevention systems, the lack of prevention training, the inadequate controls (despite the numerous independent supervisory bodies) and the obsolescence of certain precepts, call for a prompt review of the regulatory system. This is especially needed for general simplification, streamlining certification bodies and minimizing references to other provisions in the legislation that make it difficult for Italian and foreign workers to read and understand the rules “without legal interpreters”. “New” occupational diseases and occupational risk factors have also been reported in addition to pollution. There are concerns for continued economic and social destabilization, unemployment, commuting, temporary and precarious contracts. All of these contribute to the lack of wellbeing in the working population. Thus, the timing, duration, and types of prevention training should be carefully assessed, making prevention more appealing by evaluating costs and benefits with a widespread use of indicators that make appropriate actions for health promotion “visible”, thus encouraging awareness. Although reducing prevention is never justified, it should still be “sustainable” economically in order to avoid waste of resources. It is also essential to have laws which are easily and consistently interpreted and to work on the ethics of employers and employees to ensure that they conform to the standards of other European countries that currently operate with greater effectiveness and lower costs.

Il lavoro subordinato full-time, prevalente tipologia del passato, oggi è mutato in variegate forme di lavoro e sono comparse nuove tipologie organizzative di produzione. Concorrono rischi in precedenza sottovalutati come gli incidenti stradali in itinere, le discrasie dell’organizzazione del lavoro e gli errati stili di vita (come il consumo di alcol e di sostanze d’abuso che recenti statistiche avrebbero mostrato comunque essere in calo nei consumi). Lo scenario globale fa intravedere maggiore attenzione ai rischi, ma anche ai casi di ridotta tutela. Inoltre, i costi elevati, gli infortuni mortali (a livello ancora non accettabile in molti settori), l’elevata complessità “globale” del sistema prevenzione, l’assenza di preformazione scolastica, l’inadeguata vigilanza (pur con numerosi organi autonomi), l’obsolescenza di alcuni precetti, impongono ormai una verifica dell’impianto normativo. Questo si rende particolarmente necessario anche per quanto riguarda le istanze di semplificazione, le istituzioni di asseverazione, i continui rimandi nei testi di legge alle disposizioni che rendono difficile la lettura e la comprensione delle norme a lavoratori, italiani e stranieri, “senza interpreti giuridici”. Si registrano anche “nuove” malattie professionali e agenti causali professionali che si aggiungono ai fattori di inquinamento. Ci sono preoccupazioni per la continua destabilizzazione economica e sociale, cassa integrazione, pendolarismo, temporaneità, precarietà, che concorrono alla determinazione di stati di disagio. Si dovrebbero allora monitorare con accuratezza i tempi e le modalità della formazione, rendere appetibili le misure di prevenzione valutandone costi e benefici e utilizzando in modo diffuso indicatori che rendano “visibili” e parametrabili i processi virtuosi di promozione della salute, cosi come conoscenza e pianificazione dei costi dei programmi di prevenzione ed i corretti effetti. Se indebolire le attività di prevenzione non è mai giustificato, la prevenzione deve pur sempre essere “sostenibile” nel contesto economico evitando sprechi di risorse. È necessario anche agire sull’etica degli operatori e rendere efficaci gli interventi, omogenizzando le norme sullo standard operativo ed interpretativo di altri paesi europei che operano con forse maggior efficacia e minor costo.

Messineo, A., Cattaruzza, M., Prestigiacomo, C., Giordano, F., & Marsella, L.t. (2017). Sustainability of prevention practices at the workplace: safety, simplification, productivity and effectiveness. ANNALI DI IGIENE MEDICINA PREVENTIVA E DI COMUNITÀ, 29(5), 407-421.

Sustainability of prevention practices at the workplace: safety, simplification, productivity and effectiveness

MARSELLA, LUIGI TONINO
2017

Abstract

Il lavoro subordinato full-time, prevalente tipologia del passato, oggi è mutato in variegate forme di lavoro e sono comparse nuove tipologie organizzative di produzione. Concorrono rischi in precedenza sottovalutati come gli incidenti stradali in itinere, le discrasie dell’organizzazione del lavoro e gli errati stili di vita (come il consumo di alcol e di sostanze d’abuso che recenti statistiche avrebbero mostrato comunque essere in calo nei consumi). Lo scenario globale fa intravedere maggiore attenzione ai rischi, ma anche ai casi di ridotta tutela. Inoltre, i costi elevati, gli infortuni mortali (a livello ancora non accettabile in molti settori), l’elevata complessità “globale” del sistema prevenzione, l’assenza di preformazione scolastica, l’inadeguata vigilanza (pur con numerosi organi autonomi), l’obsolescenza di alcuni precetti, impongono ormai una verifica dell’impianto normativo. Questo si rende particolarmente necessario anche per quanto riguarda le istanze di semplificazione, le istituzioni di asseverazione, i continui rimandi nei testi di legge alle disposizioni che rendono difficile la lettura e la comprensione delle norme a lavoratori, italiani e stranieri, “senza interpreti giuridici”. Si registrano anche “nuove” malattie professionali e agenti causali professionali che si aggiungono ai fattori di inquinamento. Ci sono preoccupazioni per la continua destabilizzazione economica e sociale, cassa integrazione, pendolarismo, temporaneità, precarietà, che concorrono alla determinazione di stati di disagio. Si dovrebbero allora monitorare con accuratezza i tempi e le modalità della formazione, rendere appetibili le misure di prevenzione valutandone costi e benefici e utilizzando in modo diffuso indicatori che rendano “visibili” e parametrabili i processi virtuosi di promozione della salute, cosi come conoscenza e pianificazione dei costi dei programmi di prevenzione ed i corretti effetti. Se indebolire le attività di prevenzione non è mai giustificato, la prevenzione deve pur sempre essere “sostenibile” nel contesto economico evitando sprechi di risorse. È necessario anche agire sull’etica degli operatori e rendere efficaci gli interventi, omogenizzando le norme sullo standard operativo ed interpretativo di altri paesi europei che operano con forse maggior efficacia e minor costo.
Pubblicato
Rilevanza internazionale
Articolo
Nessuno
Settore MED/43 - Medicina Legale
English
Italian
Traditional full-time employment has evolved into various types of occupational situations, and, nowadays, new work organization strategies have been developed. Previously overlooked risk factors have emerged, such as traffic accidents while commuting or during work hours, poor work organization, and detrimental lifestyles (like alcohol and substance abuse, although recent statistics seem to show a declining trend for the latter). The global scenario shows greater attention to occupational risks, but also, to the reduced degree of protection. Moreover, the elevated costs, the unacceptably high fatal accident rates in some sectors, the complexity of the prevention systems, the lack of prevention training, the inadequate controls (despite the numerous independent supervisory bodies) and the obsolescence of certain precepts, call for a prompt review of the regulatory system. This is especially needed for general simplification, streamlining certification bodies and minimizing references to other provisions in the legislation that make it difficult for Italian and foreign workers to read and understand the rules “without legal interpreters”. “New” occupational diseases and occupational risk factors have also been reported in addition to pollution. There are concerns for continued economic and social destabilization, unemployment, commuting, temporary and precarious contracts. All of these contribute to the lack of wellbeing in the working population. Thus, the timing, duration, and types of prevention training should be carefully assessed, making prevention more appealing by evaluating costs and benefits with a widespread use of indicators that make appropriate actions for health promotion “visible”, thus encouraging awareness. Although reducing prevention is never justified, it should still be “sustainable” economically in order to avoid waste of resources. It is also essential to have laws which are easily and consistently interpreted and to work on the ethics of employers and employees to ensure that they conform to the standards of other European countries that currently operate with greater effectiveness and lower costs.
Prevention costs, productivity, safety, simplification, effectiveness
Costi della Prevenzione, produttività, sicurezza, semplificazione, efficacia
Messineo, A., Cattaruzza, M., Prestigiacomo, C., Giordano, F., & Marsella, L.t. (2017). Sustainability of prevention practices at the workplace: safety, simplification, productivity and effectiveness. ANNALI DI IGIENE MEDICINA PREVENTIVA E DI COMUNITÀ, 29(5), 407-421.
Messineo, A; Cattaruzza, M; Prestigiacomo, C; Giordano, F; Marsella, Lt
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