Al-Jahshiyari is generally presented as an akhbari from Kufa, which played a political role at the beginning of the 4th/10th century. He succeeded his father in the office of hajib of the vizier ‘Ali b. ‘Isa and also directed his personal guard in 306/918. Being a scholar in his own right, the vizier ‘Ali ibn ‘Isa liked to surround himself with scholars. Some were fellow katibs , like his chamberlain and historian al- Jahshiyari . Being involved in various court matters, as a supporter of Ibn Muqla, he helped him to become vizier and protected him when he was disgraced. He died in 331/942. Well-known mostly for his Kitab al-wuzara’ wa’l-kuttab, of which only a part remains, he wrote a long chronicle of the caliphate of al-Muqtadir bi-llah, of which only a few passages have survived, and a seemingly lost collection of stories. In my opinion, the Kitab al-Wuzara wa’l-kuttab may be considered a different way of writing the past, that is, in the context of bureaucratic tradition. Written at a time when the position of katibs was weakened due to the economic decadence of Iraq and the growing threat of military control over the Abbasid state, it should be considered a monument to bureaucratic traditions and culture. This paper will concentrate on how and by which conceptual references al- Jahshiyari represents the wisdom of Yahya ibn Khalid al-Barmaki. The meaningfulness of this representation rises if one considers that the history of the Barmakids, which evolved through the first fifty years of the ‘Abbasid caliphate, echoed throughout centuries of Arab and Persian history and literature.

al- Jahshiyari viene generalmente presentato come un akhbari, originario di Kufa, che svolse un ruolo politico all’inizio del 4°/10° secolo. Era successo al padre nella carica di hajib del visìr ‘Ali b. ‘Isa del quale comandava la guardia personale 306/918. Essendo egli stesso uno studioso, il visìr ‘Ali ibn ‘Isa amava circondarsi di studiosi. Alcuni erano dei kuttab, come il suo ciambellano e storico al- Jahshiyari. Coinvolto in varie vicende di corte, fu tra i partigiani di Ibn Muqla, che aiutò a diventare visìr e che protesse al momento della disgrazia . Morì nel 331/942. Noto principalmente per il Kitab al-Wuzara wa’l-kuttab , di cui ci è giunta solo una parte, aveva scritto una lunga cronaca del califfato di al-Muqtadir bi-llah, di cui sono stati ritrovati alcuni passi, e una raccolta di racconti apparentemente perduta. A mio avviso, il Kitab al-Wuzara wa’l-kuttab può essere considerato come un diverso modo di scrivere il passato, cioè nel contesto della tradizione burocratica. Scritta in un periodo in cui la posizione dei kuttab era indebolita a causa della decadenza economica dell’Iraq e della crescente minaccia del controllo militare sullo stato ‘abbaside, l’opera potrebbe essere considerata un monumento alle tradizioni e alla cultura della élite amministrativa e cortigiana. Nel presente contributo si tenterà di illustrare come e con quali riferimenti concettuali al- Jahshiyari ha rappresentato la saggezza di Yahya ibn Khalid al-Barmaki. Questa rappresentazione può risultare tanto più interessante se si considera che la storia dei Barmecidi, svoltasi attraverso i primi cinquant’anni del califfato ‘abbaside, ha avuto un’eco vastissima attraverso secoli di storia e di letteratura sia araba che persiana.

Stasolla, M.g. (2015). Al-Giahshiyari e la saggezza del visìr. STUDI MAGREBINI, nuova serie XII-XIII, 565-588.

Al-Giahshiyari e la saggezza del visìr

STASOLLA, MARIA GIOVANNA
2015

Abstract

al- Jahshiyari viene generalmente presentato come un akhbari, originario di Kufa, che svolse un ruolo politico all’inizio del 4°/10° secolo. Era successo al padre nella carica di hajib del visìr ‘Ali b. ‘Isa del quale comandava la guardia personale 306/918. Essendo egli stesso uno studioso, il visìr ‘Ali ibn ‘Isa amava circondarsi di studiosi. Alcuni erano dei kuttab, come il suo ciambellano e storico al- Jahshiyari. Coinvolto in varie vicende di corte, fu tra i partigiani di Ibn Muqla, che aiutò a diventare visìr e che protesse al momento della disgrazia . Morì nel 331/942. Noto principalmente per il Kitab al-Wuzara wa’l-kuttab , di cui ci è giunta solo una parte, aveva scritto una lunga cronaca del califfato di al-Muqtadir bi-llah, di cui sono stati ritrovati alcuni passi, e una raccolta di racconti apparentemente perduta. A mio avviso, il Kitab al-Wuzara wa’l-kuttab può essere considerato come un diverso modo di scrivere il passato, cioè nel contesto della tradizione burocratica. Scritta in un periodo in cui la posizione dei kuttab era indebolita a causa della decadenza economica dell’Iraq e della crescente minaccia del controllo militare sullo stato ‘abbaside, l’opera potrebbe essere considerata un monumento alle tradizioni e alla cultura della élite amministrativa e cortigiana. Nel presente contributo si tenterà di illustrare come e con quali riferimenti concettuali al- Jahshiyari ha rappresentato la saggezza di Yahya ibn Khalid al-Barmaki. Questa rappresentazione può risultare tanto più interessante se si considera che la storia dei Barmecidi, svoltasi attraverso i primi cinquant’anni del califfato ‘abbaside, ha avuto un’eco vastissima attraverso secoli di storia e di letteratura sia araba che persiana.
Pubblicato
Rilevanza internazionale
Articolo
Comitato scientifico
Settore L-OR/10 - Storia dei Paesi Islamici
Italian
Con Impact Factor ISI
Al-Jahshiyari is generally presented as an akhbari from Kufa, which played a political role at the beginning of the 4th/10th century. He succeeded his father in the office of hajib of the vizier ‘Ali b. ‘Isa and also directed his personal guard in 306/918. Being a scholar in his own right, the vizier ‘Ali ibn ‘Isa liked to surround himself with scholars. Some were fellow katibs , like his chamberlain and historian al- Jahshiyari . Being involved in various court matters, as a supporter of Ibn Muqla, he helped him to become vizier and protected him when he was disgraced. He died in 331/942. Well-known mostly for his Kitab al-wuzara’ wa’l-kuttab, of which only a part remains, he wrote a long chronicle of the caliphate of al-Muqtadir bi-llah, of which only a few passages have survived, and a seemingly lost collection of stories. In my opinion, the Kitab al-Wuzara wa’l-kuttab may be considered a different way of writing the past, that is, in the context of bureaucratic tradition. Written at a time when the position of katibs was weakened due to the economic decadence of Iraq and the growing threat of military control over the Abbasid state, it should be considered a monument to bureaucratic traditions and culture. This paper will concentrate on how and by which conceptual references al- Jahshiyari represents the wisdom of Yahya ibn Khalid al-Barmaki. The meaningfulness of this representation rises if one considers that the history of the Barmakids, which evolved through the first fifty years of the ‘Abbasid caliphate, echoed throughout centuries of Arab and Persian history and literature.
Medieval Islam; Abbasid Caliphate; kuttab and viziers; court culture
islam medievale; califfato abbaside; kuttab e visir; cultura di corte
Stasolla, M.g. (2015). Al-Giahshiyari e la saggezza del visìr. STUDI MAGREBINI, nuova serie XII-XIII, 565-588.
Stasolla, Mg
Articolo su rivista
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2108/173342
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