One hundred and fifty years after the birth of the nation, are the Italians healthier and more equal in health, and what determinants may share the responsibility of such results? The paper compares historical series of indicators of wellbeing (nutrition, height, life expectancy, education, income, inequalities, poverty) recently reviewed in the book by Giovanni Vecchi In ricchezza e in povertà. Il benessere degli italiani dall’Unità a oggi, Mulino, Bologna 2011). In 1861 Italy was ranking last among the largest European countries in terms of underdevelopment, poverty, inequality, illiteracy, undernutrition, short height, overmortality. At the end of the 2010s it ranks very high in survival and nutrition, halfway in income and education and at bottom as for inequalities and protection from the risk of poverty. Life expectancy at birth is the only indicator for which Italy has been able to reach both the highest result potentially achievable and the best geographical distribution. It is plausible that advances in medicine and in public health care have played an exogenous role in this story, in addition to the general progress in material and human capital showed by the rest of indicators of wellbeing. Unluckily, during the last 20 years the divide between North and South, traditionally confined to socio-economic indicators, has started to affect also health indicators, making decentralization in health care more problematic.

L’appuntamento dei 150 anni dall’unità d’Italia stimola anche l’epidemiologia a chiedersi quali risultati di salute abbia prodotto questa storia, se questi risultati siano stati equamente distribuiti su tutto il territorio, se la storia della salute sia stata di maggiore o minore successo rispetto alle altre dimensioni del benessere e quale merito abbiano avuto le politiche sanitarie in questa storia. Il contributo passa in rassegna e rilegge in chiave comparativa le serie storiche dei principali indicatori di benessere ricostruiti da Giovanni Vecchi In ricchezza e in povertà. Il benessere degli italiani dall’Unità a oggi, edito dal Mulino nell’estate del 2011: statura, nutrizione, speranza di vita, istruzione, reddito, disuguaglianza, povertà, vulnerabilità. L’unità d’Italia eredita un Paese che, nel quadro europeo, si colloca agli ultimi posti per arretratezza economica, disuguaglianza, povertà, analfabetismo, malnutrizione, bassa sopravvivenza e indifferenza alla protezione per la vulnerabilità, e lo lascia invece ai primi posti per sopravvivenza, nutrizione e protezione per il rischio della salute, ai posti intermedi per sviluppo economico, povertà e istruzione, e in posizione non molto lusinghiera per disuguaglianza e protezione dei rischi di povertà. La speranza di vita alla nascita è l’indicatore che più si è avvicinato sia al risultato massimo potenzialmente raggiungibile in questo periodo storico sia al maggior livello di integrazione e uguaglianza nel Paese. E’ verosimile che a questo risultato non siano estranei da un lato i progressi della medicina, soprattutto dal secondo dopoguerra in poi, che sono un fattore esogeno del benessere, e dall’altro il ruolo dell’assistenza sanitaria pubblica che si iscrive tra le trasformazioni della capacità di protezione dalla vulnerabilità che sono in maggiore progressione nel secondo dopoguerra. Purtroppo questo primato nei risultati di salute potrebbe essere minacciato negli ultimi vent’anni da una tendenza a una nuova divergenza Nord-Sud, parallela all’aumento delle disuguaglianze di reddito e di istruzione, che potrebbe rendere più difficile il processo di decentramento sanitario previsto dal federalismo.

Costa, G., & Vecchi, G. (2011). Storie parallele: la salute e le altre dimensioni del benessere a confronto in 150 anni di differenze geografiche in Italia. EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE, 35(5), 2-12.

Storie parallele: la salute e le altre dimensioni del benessere a confronto in 150 anni di differenze geografiche in Italia

VECCHI, GIOVANNI
2011

Abstract

L’appuntamento dei 150 anni dall’unità d’Italia stimola anche l’epidemiologia a chiedersi quali risultati di salute abbia prodotto questa storia, se questi risultati siano stati equamente distribuiti su tutto il territorio, se la storia della salute sia stata di maggiore o minore successo rispetto alle altre dimensioni del benessere e quale merito abbiano avuto le politiche sanitarie in questa storia. Il contributo passa in rassegna e rilegge in chiave comparativa le serie storiche dei principali indicatori di benessere ricostruiti da Giovanni Vecchi In ricchezza e in povertà. Il benessere degli italiani dall’Unità a oggi, edito dal Mulino nell’estate del 2011: statura, nutrizione, speranza di vita, istruzione, reddito, disuguaglianza, povertà, vulnerabilità. L’unità d’Italia eredita un Paese che, nel quadro europeo, si colloca agli ultimi posti per arretratezza economica, disuguaglianza, povertà, analfabetismo, malnutrizione, bassa sopravvivenza e indifferenza alla protezione per la vulnerabilità, e lo lascia invece ai primi posti per sopravvivenza, nutrizione e protezione per il rischio della salute, ai posti intermedi per sviluppo economico, povertà e istruzione, e in posizione non molto lusinghiera per disuguaglianza e protezione dei rischi di povertà. La speranza di vita alla nascita è l’indicatore che più si è avvicinato sia al risultato massimo potenzialmente raggiungibile in questo periodo storico sia al maggior livello di integrazione e uguaglianza nel Paese. E’ verosimile che a questo risultato non siano estranei da un lato i progressi della medicina, soprattutto dal secondo dopoguerra in poi, che sono un fattore esogeno del benessere, e dall’altro il ruolo dell’assistenza sanitaria pubblica che si iscrive tra le trasformazioni della capacità di protezione dalla vulnerabilità che sono in maggiore progressione nel secondo dopoguerra. Purtroppo questo primato nei risultati di salute potrebbe essere minacciato negli ultimi vent’anni da una tendenza a una nuova divergenza Nord-Sud, parallela all’aumento delle disuguaglianze di reddito e di istruzione, che potrebbe rendere più difficile il processo di decentramento sanitario previsto dal federalismo.
Pubblicato
Rilevanza nazionale
Articolo
Sì, ma tipo non specificato
Settore SECS-P/01 - Economia Politica
Italian
One hundred and fifty years after the birth of the nation, are the Italians healthier and more equal in health, and what determinants may share the responsibility of such results? The paper compares historical series of indicators of wellbeing (nutrition, height, life expectancy, education, income, inequalities, poverty) recently reviewed in the book by Giovanni Vecchi In ricchezza e in povertà. Il benessere degli italiani dall’Unità a oggi, Mulino, Bologna 2011). In 1861 Italy was ranking last among the largest European countries in terms of underdevelopment, poverty, inequality, illiteracy, undernutrition, short height, overmortality. At the end of the 2010s it ranks very high in survival and nutrition, halfway in income and education and at bottom as for inequalities and protection from the risk of poverty. Life expectancy at birth is the only indicator for which Italy has been able to reach both the highest result potentially achievable and the best geographical distribution. It is plausible that advances in medicine and in public health care have played an exogenous role in this story, in addition to the general progress in material and human capital showed by the rest of indicators of wellbeing. Unluckily, during the last 20 years the divide between North and South, traditionally confined to socio-economic indicators, has started to affect also health indicators, making decentralization in health care more problematic.
welfare
health
mortality
Costa, G., & Vecchi, G. (2011). Storie parallele: la salute e le altre dimensioni del benessere a confronto in 150 anni di differenze geografiche in Italia. EPIDEMIOLOGIA E PREVENZIONE, 35(5), 2-12.
Costa, G; Vecchi, G
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