Following the adoption of the new capital adequacy and requirements rules, banks currently have two options in order to calculate the minimum capital requirements for credit risk: the standardised approach, supported by external credit assessments, and the internal ratings-based (IRB) approach, relied on banks’ own internal estimates. While banks have been implementing (not quite reliable yet) internal methodologies to estimate corporate ratings long ago, there are not many banks which currently assess state and local governments, and also literature investigates this theme not much. So the research aims analyzing Agencies’ methodologies to identify which are the economic and financial determinants of Italian local government ratings, so as to transfer Agencies’ experience inside banks. Consequently, this analysis applies a multinomial ordered probit model to more than 310 Italian sub-sovereign ratings, as overall assigned by Moody’s, Standard & Poor’s and Fitch Ratings in the period 2004-2008. The results of pooled analysis allow to partially confirm theoretical expectations, and highlight differences of valuation among Agencies as shown in literature. So, only the local GDP per capita is statistically significant and has the expected sign, while other structural and behavioural variables are significant just for two Agencies, but sometimes have the unexpected sign. Instead, contrary to theoretical expectations and empirical evidences from literature, both local debt per capita and borrowing needs are never statistically significant. So this study contributes to improve the literature on public finance pointing out relevant managerial and operational implications too.

In seguito al recepimento della nuova disciplina di vigilanza prudenziale, le banche possono optare per due metodi alternativi per il calcolo dei requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio di credito: il metodo standardizzato, che prevede il ricorso ai rating esterni forniti da Agenzie specializzate, ed il metodo dei rating interni, basato su modelli testati internamente dalle banche. Mentre da tempo sono state implementate metodologie interne per il calcolo del rating del segmento imprese (peraltro, ancora non del tutto affidabili), sono poche le banche che hanno sviluppato una valutazione interna delle amministrazioni statali e locali e non si trova, inoltre, adeguato supporto teorico da parte della letteratura scientifica. Partendo da tale premessa, il presente lavoro di ricerca si propone di analizzare le metodologie di valutazione adottate dalle Agenzie di rating per individuare quali fattori economico-finanziari incidono in maggior misura sui sub-sovereign credit rating assegnati agli Enti Locali italiani, anche allo scopo di poter mutuare tali metodologie nei processi di valutazione del merito di credito delle banche. A tal fine, è stato applicato un modello probit ordinato multinomiale ad oltre 310 rating assegnati da Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch Ratings ad un campione di Province e Comuni capoluogo italiani tra il 2004 e il 2008. I risultati dell’analisi aggregata consentono di confermare in parte le attese teoriche, evidenziando altresì le divergenze di valutazione tra Agenzie riscontrate in letteratura. In particolare, solo l’indicatore macro-economico rappresentativo del PIL locale pro-capite appare statisticamente significativo e di segno atteso, mentre le variabili di natura strutturale e comportamentale degli Enti sono significative solo per due Agenzie, ma non sempre rispettano il segno atteso. Contrariamente alle attese teoriche e alle evidenze empiriche emergenti in letteratura, il livello di indebitamento locale pro-capite nonché l’indicatore del fabbisogno finanziario non risultano essere statisticamente significativi. Alla luce di tali evidenze, lo studio contribuisce ad arricchire lo stato dell’arte sulla c.d. public finance con spunti di ricerca che offrono importanti implicazioni anche di carattere operativo.

Venneri, A.V. (2010). Le banche e il processo di valutazione del merito di credito degli Enti Locali italiani: dal rating esterno ad un modello di analisi interno.

Le banche e il processo di valutazione del merito di credito degli Enti Locali italiani: dal rating esterno ad un modello di analisi interno

VENNERI, ANNA VALERIA
2010-05-03

Abstract

In seguito al recepimento della nuova disciplina di vigilanza prudenziale, le banche possono optare per due metodi alternativi per il calcolo dei requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio di credito: il metodo standardizzato, che prevede il ricorso ai rating esterni forniti da Agenzie specializzate, ed il metodo dei rating interni, basato su modelli testati internamente dalle banche. Mentre da tempo sono state implementate metodologie interne per il calcolo del rating del segmento imprese (peraltro, ancora non del tutto affidabili), sono poche le banche che hanno sviluppato una valutazione interna delle amministrazioni statali e locali e non si trova, inoltre, adeguato supporto teorico da parte della letteratura scientifica. Partendo da tale premessa, il presente lavoro di ricerca si propone di analizzare le metodologie di valutazione adottate dalle Agenzie di rating per individuare quali fattori economico-finanziari incidono in maggior misura sui sub-sovereign credit rating assegnati agli Enti Locali italiani, anche allo scopo di poter mutuare tali metodologie nei processi di valutazione del merito di credito delle banche. A tal fine, è stato applicato un modello probit ordinato multinomiale ad oltre 310 rating assegnati da Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch Ratings ad un campione di Province e Comuni capoluogo italiani tra il 2004 e il 2008. I risultati dell’analisi aggregata consentono di confermare in parte le attese teoriche, evidenziando altresì le divergenze di valutazione tra Agenzie riscontrate in letteratura. In particolare, solo l’indicatore macro-economico rappresentativo del PIL locale pro-capite appare statisticamente significativo e di segno atteso, mentre le variabili di natura strutturale e comportamentale degli Enti sono significative solo per due Agenzie, ma non sempre rispettano il segno atteso. Contrariamente alle attese teoriche e alle evidenze empiriche emergenti in letteratura, il livello di indebitamento locale pro-capite nonché l’indicatore del fabbisogno finanziario non risultano essere statisticamente significativi. Alla luce di tali evidenze, lo studio contribuisce ad arricchire lo stato dell’arte sulla c.d. public finance con spunti di ricerca che offrono importanti implicazioni anche di carattere operativo.
A.A. 2009/2010
Banca e finanza
22.
Following the adoption of the new capital adequacy and requirements rules, banks currently have two options in order to calculate the minimum capital requirements for credit risk: the standardised approach, supported by external credit assessments, and the internal ratings-based (IRB) approach, relied on banks’ own internal estimates. While banks have been implementing (not quite reliable yet) internal methodologies to estimate corporate ratings long ago, there are not many banks which currently assess state and local governments, and also literature investigates this theme not much. So the research aims analyzing Agencies’ methodologies to identify which are the economic and financial determinants of Italian local government ratings, so as to transfer Agencies’ experience inside banks. Consequently, this analysis applies a multinomial ordered probit model to more than 310 Italian sub-sovereign ratings, as overall assigned by Moody’s, Standard & Poor’s and Fitch Ratings in the period 2004-2008. The results of pooled analysis allow to partially confirm theoretical expectations, and highlight differences of valuation among Agencies as shown in literature. So, only the local GDP per capita is statistically significant and has the expected sign, while other structural and behavioural variables are significant just for two Agencies, but sometimes have the unexpected sign. Instead, contrary to theoretical expectations and empirical evidences from literature, both local debt per capita and borrowing needs are never statistically significant. So this study contributes to improve the literature on public finance pointing out relevant managerial and operational implications too.
sub-sovereign ratings; public finance; banks; ordered probit model
rating sub-sovrani; banche; modello probit ordinato; finanza pubblica
Settore SECS-P/11 - Economia degli Intermediari Finanziari
Italian
Tesi di dottorato
Venneri, A.V. (2010). Le banche e il processo di valutazione del merito di credito degli Enti Locali italiani: dal rating esterno ad un modello di analisi interno.
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