La ratio che anima questo studio riguarda il tentativo di tratteggiare la fisionomia del linguaggio politico italiano di questo inizio Millennio, sotto il profilo storico e metodologico. In particolare, si è sottolineato come il linguaggio politico sia uno dei luoghi privilegiati dove la semiosi della lingua si manifesta, come spazio autonomo tra un conoscere e un agire insieme, in virtù della sua prospettiva retorica. Questa rappresenta non una tecnica, bensì un punto di vista in grado di soddisfare sia una funzione conoscitiva che pragmatica, senza identificarsi completamente né con l’una, né con l’altra, rivelandosi così come l’unica prospettiva metalinguistica idonea a operare un “discorso sul discorso”. L’assunzione della retorica come prospettiva globale sulla cultura autorizza il tentativo di definire una categoria, il discorso politico fondativo, espressa dagli esempi dei Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, pronunciati in occasione della presentazione dei due nuovi partiti da loro guidati: Forza Italia e Partito Democratico. L’analisi ha permesso di individuare le peculiarità delle strategie persuasive adottate dai due leaders politici e le loro diverse identità, grazie ad un impianto strutturale riconducibile ad una sorta di narrazione mitica. Infine, la dimensione retorica, nella sua accezione di linguaggio della modernità, consente di ricostruire gli stili espressivi della politica e quindi di proporre una storia del linguaggio politico italiano che, negli ultimi decenni, ha visto l’alternanza di forme dell’oscurità che si sono di volta in volta innestate su stili linguistici opposti: dal “politichese” al “gentese”.
Squarcione, M. (2009). Il linguaggio politico italiano: verso la Terza Repubblica e oltre: contributi per una storia del linguaggio politico nell’Italia del 2000 [10.58015/squarcione-maria_phd2009-09-03].
Il linguaggio politico italiano: verso la Terza Repubblica e oltre: contributi per una storia del linguaggio politico nell’Italia del 2000
SQUARCIONE, MARIA
2009-09-03
Abstract
La ratio che anima questo studio riguarda il tentativo di tratteggiare la fisionomia del linguaggio politico italiano di questo inizio Millennio, sotto il profilo storico e metodologico. In particolare, si è sottolineato come il linguaggio politico sia uno dei luoghi privilegiati dove la semiosi della lingua si manifesta, come spazio autonomo tra un conoscere e un agire insieme, in virtù della sua prospettiva retorica. Questa rappresenta non una tecnica, bensì un punto di vista in grado di soddisfare sia una funzione conoscitiva che pragmatica, senza identificarsi completamente né con l’una, né con l’altra, rivelandosi così come l’unica prospettiva metalinguistica idonea a operare un “discorso sul discorso”. L’assunzione della retorica come prospettiva globale sulla cultura autorizza il tentativo di definire una categoria, il discorso politico fondativo, espressa dagli esempi dei Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, pronunciati in occasione della presentazione dei due nuovi partiti da loro guidati: Forza Italia e Partito Democratico. L’analisi ha permesso di individuare le peculiarità delle strategie persuasive adottate dai due leaders politici e le loro diverse identità, grazie ad un impianto strutturale riconducibile ad una sorta di narrazione mitica. Infine, la dimensione retorica, nella sua accezione di linguaggio della modernità, consente di ricostruire gli stili espressivi della politica e quindi di proporre una storia del linguaggio politico italiano che, negli ultimi decenni, ha visto l’alternanza di forme dell’oscurità che si sono di volta in volta innestate su stili linguistici opposti: dal “politichese” al “gentese”.File | Dimensione | Formato | |
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