The monograph essentially focuses on the analysis of a theoretical construction of subordination "as a complex unitary case". The research starts from the initial phase of labor law to critically retrace, in the thinking of the doctrine, the historical-systematic evolution of the distinction between self-employed and subordinate work. A reconstruction of the argumentative paths followed by the jurisprudence of merit and legitimacy in the context of the qualification of employment relationships is then proposed, proceeding, first of all, to a distinction of the techniques adopted, to then examine and classify the indices of subordination , in the use that jurisprudence is accustomed to make of it. Some considerations are reserved, then, to the relevance that the individual will has acquired, especially recently, in the context of classification operations and, in particular, to the institution of certification of employment relationships. In the face of the numerous questions posed regarding the crisis of subordination, it seems that a theoretical construction based on a different reading of art. 2094 of the Italian Civil Code and, in particular, the expression "employed by and under the direction". In fact, the idea that it refers to a broader notion than that taken into consideration up to now by operators and interpreters could provide a valid solution to the debated problem, in which the most qualifying profile, identified in the so-called subordination "Personal", must be identified in the subjection not to the executive power, but to the disciplinary power - and, indeed, limited to some of its manifestations, including that of control -, to which, therefore, it would be necessary to give priority importance in operations aimed at distinguish the autonomous from the subordinate nature of a work activity. The study, as a whole, is aimed at demonstrating the theoretical sustainability of this assumption and at verifying its stability from a legal point of view.

La monografia è incentrata essenzialmente sull’analisi di una costruzione teorica della subordinazione “come fattispecie unitaria complessa”, dai caratteri di originalità e di atipicità rispetto alla elaborazione dottrinale acquisita, con particolare riguardo alle teorie tradizionali ed agli studi più risalenti in argomento. L’esigenza avvertita è essenzialmente quella di ritornare sul tema della subordinazione per sviluppare ed approfondire alcuni nodi tematici relativi alla ipotesi teorica già a suo tempo prospettata. Anche alle parti formalmente più descrittive resta sottesa la volontà di dimostrare l’inadeguatezza delle conclusioni raggiunte, il difetto, sovente, di impostazione nei suoi corretti termini e, dunque, la necessità di fornire risposte nuove ed appaganti. La ricerca prende le mosse dalla fase iniziale del diritto del lavoro per ripercorrere criticamente, nel pensiero della dottrina, l’evoluzione storico-sistematica della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato. Si prospetta, poi, una ricostruzione dei percorsi argomentativi seguiti dalla giurisprudenza di merito e di legittimità nell’ambito della qualificazione dei rapporti di lavoro, procedendo, in primo luogo, ad una distinzione delle tecniche adottate, per poi esaminare e classificare gli indici della subordinazione, nell’uso che la giurisprudenza è solita farne. L’obiettivo è quello di mostrare come la disorganicità dell’apporto dottrinale finisca col riflettersi, in concreto, sull’operato dei giudici, già da tempo caratterizzato da un stato di estrema incertezza metodologica, proprio in relazione alla individuazione di criteri idonei a configurare la fattispecie del lavoro subordinato. Alcune considerazioni sono riservate, poi, alla rilevanza che la volontà individuale ha acquisito, specie di recente, nell’ambito delle operazioni classificatorie ed, in particolare, all’istituto della certificazione dei rapporti di lavoro. A fronte dei numerosi interrogativi posti riguardo alla crisi della subordinazione, sembra possa trovare adeguato riscontro nella realtà giuridica una costruzione teorica basata su una diversa lettura dell’art. 2094 c.c. e, segnatamente, dell’espressione “alle dipendenze e sotto la direzione”. Potrebbe fornire una valida soluzione al problema dibattuto, infatti, l’idea che essa rimandi ad una nozione più ampia di quella fino ad ora presa in considerazione da operatori ed interpreti, nella quale il profilo più qualificante, identificato nella subordinazione c.d. “personale”, debba essere individuato nella soggezione non già al potere direttivo, bensì al potere disciplinare - e, invero, limitatamente ad alcune sue manifestazioni, anche a quello di controllo -, cui, pertanto, sarebbe necessario attribuire prioritario rilievo nelle operazioni volte a distinguere la natura autonoma da quella subordinata di un’attività di lavoro. Auspicando che, in un futuro prossimo, l’ipotesi prospettata possa trovare ulteriori supporti argomentativi nella dottrina e, soprattutto, accoglimento nella esperienza applicativa, lo studio, nel suo complesso, si volge a dimostrare la sostenibilità teorica di tale assunto ed a verificarne la tenuta dal punto di vista giuridico.

Sciotti, R. (2014). La subordinazione come fattispecie unitaria complessa. Torino : Giappichelli.

La subordinazione come fattispecie unitaria complessa

Sciotti, R
2014-01-01

Abstract

La monografia è incentrata essenzialmente sull’analisi di una costruzione teorica della subordinazione “come fattispecie unitaria complessa”, dai caratteri di originalità e di atipicità rispetto alla elaborazione dottrinale acquisita, con particolare riguardo alle teorie tradizionali ed agli studi più risalenti in argomento. L’esigenza avvertita è essenzialmente quella di ritornare sul tema della subordinazione per sviluppare ed approfondire alcuni nodi tematici relativi alla ipotesi teorica già a suo tempo prospettata. Anche alle parti formalmente più descrittive resta sottesa la volontà di dimostrare l’inadeguatezza delle conclusioni raggiunte, il difetto, sovente, di impostazione nei suoi corretti termini e, dunque, la necessità di fornire risposte nuove ed appaganti. La ricerca prende le mosse dalla fase iniziale del diritto del lavoro per ripercorrere criticamente, nel pensiero della dottrina, l’evoluzione storico-sistematica della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato. Si prospetta, poi, una ricostruzione dei percorsi argomentativi seguiti dalla giurisprudenza di merito e di legittimità nell’ambito della qualificazione dei rapporti di lavoro, procedendo, in primo luogo, ad una distinzione delle tecniche adottate, per poi esaminare e classificare gli indici della subordinazione, nell’uso che la giurisprudenza è solita farne. L’obiettivo è quello di mostrare come la disorganicità dell’apporto dottrinale finisca col riflettersi, in concreto, sull’operato dei giudici, già da tempo caratterizzato da un stato di estrema incertezza metodologica, proprio in relazione alla individuazione di criteri idonei a configurare la fattispecie del lavoro subordinato. Alcune considerazioni sono riservate, poi, alla rilevanza che la volontà individuale ha acquisito, specie di recente, nell’ambito delle operazioni classificatorie ed, in particolare, all’istituto della certificazione dei rapporti di lavoro. A fronte dei numerosi interrogativi posti riguardo alla crisi della subordinazione, sembra possa trovare adeguato riscontro nella realtà giuridica una costruzione teorica basata su una diversa lettura dell’art. 2094 c.c. e, segnatamente, dell’espressione “alle dipendenze e sotto la direzione”. Potrebbe fornire una valida soluzione al problema dibattuto, infatti, l’idea che essa rimandi ad una nozione più ampia di quella fino ad ora presa in considerazione da operatori ed interpreti, nella quale il profilo più qualificante, identificato nella subordinazione c.d. “personale”, debba essere individuato nella soggezione non già al potere direttivo, bensì al potere disciplinare - e, invero, limitatamente ad alcune sue manifestazioni, anche a quello di controllo -, cui, pertanto, sarebbe necessario attribuire prioritario rilievo nelle operazioni volte a distinguere la natura autonoma da quella subordinata di un’attività di lavoro. Auspicando che, in un futuro prossimo, l’ipotesi prospettata possa trovare ulteriori supporti argomentativi nella dottrina e, soprattutto, accoglimento nella esperienza applicativa, lo studio, nel suo complesso, si volge a dimostrare la sostenibilità teorica di tale assunto ed a verificarne la tenuta dal punto di vista giuridico.
Settore IUS/07 - Diritto del Lavoro
Italian
Rilevanza nazionale
Monografia
The monograph essentially focuses on the analysis of a theoretical construction of subordination "as a complex unitary case". The research starts from the initial phase of labor law to critically retrace, in the thinking of the doctrine, the historical-systematic evolution of the distinction between self-employed and subordinate work. A reconstruction of the argumentative paths followed by the jurisprudence of merit and legitimacy in the context of the qualification of employment relationships is then proposed, proceeding, first of all, to a distinction of the techniques adopted, to then examine and classify the indices of subordination , in the use that jurisprudence is accustomed to make of it. Some considerations are reserved, then, to the relevance that the individual will has acquired, especially recently, in the context of classification operations and, in particular, to the institution of certification of employment relationships. In the face of the numerous questions posed regarding the crisis of subordination, it seems that a theoretical construction based on a different reading of art. 2094 of the Italian Civil Code and, in particular, the expression "employed by and under the direction". In fact, the idea that it refers to a broader notion than that taken into consideration up to now by operators and interpreters could provide a valid solution to the debated problem, in which the most qualifying profile, identified in the so-called subordination "Personal", must be identified in the subjection not to the executive power, but to the disciplinary power - and, indeed, limited to some of its manifestations, including that of control -, to which, therefore, it would be necessary to give priority importance in operations aimed at distinguish the autonomous from the subordinate nature of a work activity. The study, as a whole, is aimed at demonstrating the theoretical sustainability of this assumption and at verifying its stability from a legal point of view.
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Sciotti, R. (2014). La subordinazione come fattispecie unitaria complessa. Torino : Giappichelli.
Monografia
Sciotti, R
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