Una concentrazione elevata di colesterolo nel plasma può essere di natura ereditaria oppure conseguente a una dieta ricca di calorie e di acidi grassi saturi. L’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, che spesso è accompagnato da un’alterazione dei lipidi circolanti o dislipidemia, l’eccessivo accumulo di grasso nel tessuto sottocutaneo, uno stile di vita caratterizzato da inattività fisica e da una dieta poco sana contribuiscono allo svilupparsi di patologie aterosclerotiche coronariche. Tali patologie, o coronaropatie insieme con altre patologie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo. In questo capitolo vengono presi in esame i diversi fattori di rischio che possono contribuire ad aumentare la probabilità di incorrere in eventi cardiovascolari come infarti ed ictus. Lo stile di vita, il tipo di dieta da seguire e l’attività fisica da svolgere sono importantissimi per ridurre la percentuale di rischio cardiovascolare. Per quanto concerne l’approccio farmacologico, sono oggi disponibili varie classi di farmaci che con diverso meccanismo d’azione riducono i livelli plasmatici di colesterolo. Ciononostante, sicuramente le statine rappresentano la classe di farmaci più impiegata e per la quale sono state prodotte più numerose e solide evidenze riguardo all’efficacia nel tenere sotto controllo non solo la colesterolemia, ma anche il rischio dell’evenienza di malattie cardio- e cerebro-vascolari. Alla fine del 2013 l’American College of Cardiology (ACC) e l’American Heart Association (AHA) hanno emanato nuove linee guida per il “Trattamento dei livelli di colesterolo nel sangue per ridurre il rischio di patologie cardiovascolari su base atero-sclerotica nell’adulto”. Recentemente si è assistito ad accesi dibattiti sui presupposti e sulle conseguenze delle linee guida ACC/AHA. La principale fonte di controversia riguarda la domanda a cui le raccomandazioni in esse contenute cercano di dare risposta, ovvero “il paziente ha un rischio di sviluppare malattie cardiovascolari così elevato da ottenere beneficio dalla terapia con statine?" Scopo di questo capitolo è impostare un ragionamento sull’approccio personalizzato, per la correzione/riduzione dei fattori di rischio che aumentano la probabilità di incorrere in eventi cardiovascolari sulla base dalle nuove linee guida dell’ACC/AHA.

Tentori, L. (2014). Una medicina che cambia: l’approccio all’ipercolesterolemia.. In Barbaccia M.L. e Trabucchi M. (a cura di), Appunti di Farmacologia dei Sistemi (pp. 125-144). Roma : Universitalia.

Una medicina che cambia: l’approccio all’ipercolesterolemia.

TENTORI, LUCIO
2014-01-01

Abstract

Una concentrazione elevata di colesterolo nel plasma può essere di natura ereditaria oppure conseguente a una dieta ricca di calorie e di acidi grassi saturi. L’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, che spesso è accompagnato da un’alterazione dei lipidi circolanti o dislipidemia, l’eccessivo accumulo di grasso nel tessuto sottocutaneo, uno stile di vita caratterizzato da inattività fisica e da una dieta poco sana contribuiscono allo svilupparsi di patologie aterosclerotiche coronariche. Tali patologie, o coronaropatie insieme con altre patologie cardiovascolari sono la principale causa di morte nel mondo. In questo capitolo vengono presi in esame i diversi fattori di rischio che possono contribuire ad aumentare la probabilità di incorrere in eventi cardiovascolari come infarti ed ictus. Lo stile di vita, il tipo di dieta da seguire e l’attività fisica da svolgere sono importantissimi per ridurre la percentuale di rischio cardiovascolare. Per quanto concerne l’approccio farmacologico, sono oggi disponibili varie classi di farmaci che con diverso meccanismo d’azione riducono i livelli plasmatici di colesterolo. Ciononostante, sicuramente le statine rappresentano la classe di farmaci più impiegata e per la quale sono state prodotte più numerose e solide evidenze riguardo all’efficacia nel tenere sotto controllo non solo la colesterolemia, ma anche il rischio dell’evenienza di malattie cardio- e cerebro-vascolari. Alla fine del 2013 l’American College of Cardiology (ACC) e l’American Heart Association (AHA) hanno emanato nuove linee guida per il “Trattamento dei livelli di colesterolo nel sangue per ridurre il rischio di patologie cardiovascolari su base atero-sclerotica nell’adulto”. Recentemente si è assistito ad accesi dibattiti sui presupposti e sulle conseguenze delle linee guida ACC/AHA. La principale fonte di controversia riguarda la domanda a cui le raccomandazioni in esse contenute cercano di dare risposta, ovvero “il paziente ha un rischio di sviluppare malattie cardiovascolari così elevato da ottenere beneficio dalla terapia con statine?" Scopo di questo capitolo è impostare un ragionamento sull’approccio personalizzato, per la correzione/riduzione dei fattori di rischio che aumentano la probabilità di incorrere in eventi cardiovascolari sulla base dalle nuove linee guida dell’ACC/AHA.
Settore BIO/14
Italian
Rilevanza nazionale
Capitolo o saggio
Tentori, L. (2014). Una medicina che cambia: l’approccio all’ipercolesterolemia.. In Barbaccia M.L. e Trabucchi M. (a cura di), Appunti di Farmacologia dei Sistemi (pp. 125-144). Roma : Universitalia.
Tentori, L
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/2108/106582
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