The essay analyses the overall system of Community member States liability for breach of European law provisions, according to the guide-lines of Court of Justice, in order to focus on the responsibility deriving from a national administrative action conflicting with European Community law. This “special” invalidity has to compare, anyway, with European Law supremacy needs. As national jurisdictions are requested to give rights founded on European Community law an effective and proper protection, it is important in this view to check the compatibility of Italian national remedies and select the “class” which better suits the flaw of administrative, national acts contrary to European law. After considering doctrinal and cases different solutions on the topics, the development of national administrative law and the decisions of Court of Justice itself suggest to classify in Italy this flaw of administrative Authorities under the ordinary rules and regulations of the “annulment”, with any related procedural consequence. The strong consistency of anti-community law national actions with legal and trial systems of national law shows two faces: from one hand, it both allows not to violate the features of Italian administrative law, and confirms the “cross-breeding” of national liability for breach of European Law. Actually, the roots of this “special responsibility systems” belong to European Community law, whereas the practical means of citizens ’ rights protection depend on the national, traditional rules and regulations. Framing the State liability in its jurisdictions and procedural systems seems to be rewarding, in a long-term perspective, as it is simple to use, granting European law effectiveness, and fully lines up to the monistic theory on European law, which better boosts the integration process between Community and its member States. The quests for effectiveness and pragmatism are also respected by accepting the pattern of “extracontractual” liability system based on article 2043 of Italian civil code (a-typical and open clause in Italian system of responsibility for breach of law, suitable for administrative national acts conflicting with national rules), which properly also fits infringements of European Community law. In regard to safety of law certainty and individual reliance on law, Court of Justice position has been brought into focus, with the following result: national bodies are not compelled to put aside national procedural laws incompatibile with EC provisions, in order to amend the conflict with European law, provided that claiming rights based on EC laws is not too difficult for European citizens and their lawful trust on public bodies conduct is not violated.

Il presente lavoro muove dallo studio del complessivo sistema di responsabilità degli Stati membri per violazione del diritto comunitario, così come delineato negli anni dalla Corte di Giustizia, per poi concentrarsi sulla peculiare responsabilità derivante allo Stato da un’azione amministrativa contraria al dettato delle norme comunitarie. L’analisi di tale, possibile forma di invalidità degli atti statali, viene raffrontata alle esigenze del “primato” del diritto comunitario. In particolare, essendo demandato alle giurisdizioni nazionali il compito di dare “adeguata” ed equivalente” tutela alle posizioni soggettive attribuite ai singoli da disposizioni di diritto comunitario, un elemento chiave del percorso affrontato attiene alla compatibilità delle possibili forme di invalidità che si prestano in Italia a classificare il vizio di invalidità comunitaria degli atti amministrativi, e del correlato sistema di tutela. Dopo una rassegna delle soluzioni ipotizzate da dottrina e giurisprudenza, si evidenzia come un’evoluzione sistematica della normativa interna e la stessa giurisprudenza della Corte di Giustizia incoraggiano un inquadramento del vizio di “anticomunitarierà” dei provvedimenti dell’Autorità amministrativa nella categoria ordinaria dell’illegittimità -annullabilità, con ogni implicazione a livello processuale. Da una simile coerenza del sistema di patologia dell’atto amministrativo nazionale anticomunitario con le tradizioni processualistiche di diritto interno emerge la necessità di non snaturare il processo amministrativo italiano, inoltre appare confermato il carattere ibrido della responsabilità per violazione del diritto comunitario: questa affonda pienamente i suoi presupposti nel diritto sovranazionale, ma poi si attua in concreto nelle singole giurisdizioni nazionali, e nella piena osservanza di norme di diritto interno. Questo radicamento dei meccanismi di tutela nei sistemi giuridici di diritto interno appare premiante, sia perché di agevole utilizzo, sia perché in linea con la visione monistica del sistema comunitario, la più efficace per un reale processo di integrazione fra la Comunità ed i suoi Stati membri. Tali esigenze di pragmatismo appaiono rispettate anche dal modello aquiliano ex art. 2043 c.c., nota clausola generale e atipica del sistema italiano di responsabilità civile, che fra le categorie cui è ascrivibile la responsabilità della pubblica amministrazione nello stesso diritto interno, appare la più idonea ad accogliere anche le violazioni del diritto comunitario. Con riferimento alle esigenze di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento delle posizioni soggettive, si analizza infine la posizione della Corte di Giustizia, la quale normalmente non chiede di soprassedere ai meccanismi processuali ed alle regole di decadenza del diritto interno, pur di sanare un contrasto con le fonti comunitarie, sempre che si garantisca in concreto la tutela delle posizioni soggettive di matrice comunitaria e non si leda l’affidamento incolpevole dei privati.

Sandulli, I. (2009). La responsabilità dello Stato-Amministrazione per violazione del diritto comunitario, fra istanze di certezza giuridica e tutela del principio dell'affidamento.

La responsabilità dello Stato-Amministrazione per violazione del diritto comunitario, fra istanze di certezza giuridica e tutela del principio dell'affidamento

SANDULLI, IRENE
2009-08-25

Abstract

Il presente lavoro muove dallo studio del complessivo sistema di responsabilità degli Stati membri per violazione del diritto comunitario, così come delineato negli anni dalla Corte di Giustizia, per poi concentrarsi sulla peculiare responsabilità derivante allo Stato da un’azione amministrativa contraria al dettato delle norme comunitarie. L’analisi di tale, possibile forma di invalidità degli atti statali, viene raffrontata alle esigenze del “primato” del diritto comunitario. In particolare, essendo demandato alle giurisdizioni nazionali il compito di dare “adeguata” ed equivalente” tutela alle posizioni soggettive attribuite ai singoli da disposizioni di diritto comunitario, un elemento chiave del percorso affrontato attiene alla compatibilità delle possibili forme di invalidità che si prestano in Italia a classificare il vizio di invalidità comunitaria degli atti amministrativi, e del correlato sistema di tutela. Dopo una rassegna delle soluzioni ipotizzate da dottrina e giurisprudenza, si evidenzia come un’evoluzione sistematica della normativa interna e la stessa giurisprudenza della Corte di Giustizia incoraggiano un inquadramento del vizio di “anticomunitarierà” dei provvedimenti dell’Autorità amministrativa nella categoria ordinaria dell’illegittimità -annullabilità, con ogni implicazione a livello processuale. Da una simile coerenza del sistema di patologia dell’atto amministrativo nazionale anticomunitario con le tradizioni processualistiche di diritto interno emerge la necessità di non snaturare il processo amministrativo italiano, inoltre appare confermato il carattere ibrido della responsabilità per violazione del diritto comunitario: questa affonda pienamente i suoi presupposti nel diritto sovranazionale, ma poi si attua in concreto nelle singole giurisdizioni nazionali, e nella piena osservanza di norme di diritto interno. Questo radicamento dei meccanismi di tutela nei sistemi giuridici di diritto interno appare premiante, sia perché di agevole utilizzo, sia perché in linea con la visione monistica del sistema comunitario, la più efficace per un reale processo di integrazione fra la Comunità ed i suoi Stati membri. Tali esigenze di pragmatismo appaiono rispettate anche dal modello aquiliano ex art. 2043 c.c., nota clausola generale e atipica del sistema italiano di responsabilità civile, che fra le categorie cui è ascrivibile la responsabilità della pubblica amministrazione nello stesso diritto interno, appare la più idonea ad accogliere anche le violazioni del diritto comunitario. Con riferimento alle esigenze di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento delle posizioni soggettive, si analizza infine la posizione della Corte di Giustizia, la quale normalmente non chiede di soprassedere ai meccanismi processuali ed alle regole di decadenza del diritto interno, pur di sanare un contrasto con le fonti comunitarie, sempre che si garantisca in concreto la tutela delle posizioni soggettive di matrice comunitaria e non si leda l’affidamento incolpevole dei privati.
A.A. 2008/2009
Diritto pubblico
21.
The essay analyses the overall system of Community member States liability for breach of European law provisions, according to the guide-lines of Court of Justice, in order to focus on the responsibility deriving from a national administrative action conflicting with European Community law. This “special” invalidity has to compare, anyway, with European Law supremacy needs. As national jurisdictions are requested to give rights founded on European Community law an effective and proper protection, it is important in this view to check the compatibility of Italian national remedies and select the “class” which better suits the flaw of administrative, national acts contrary to European law. After considering doctrinal and cases different solutions on the topics, the development of national administrative law and the decisions of Court of Justice itself suggest to classify in Italy this flaw of administrative Authorities under the ordinary rules and regulations of the “annulment”, with any related procedural consequence. The strong consistency of anti-community law national actions with legal and trial systems of national law shows two faces: from one hand, it both allows not to violate the features of Italian administrative law, and confirms the “cross-breeding” of national liability for breach of European Law. Actually, the roots of this “special responsibility systems” belong to European Community law, whereas the practical means of citizens ’ rights protection depend on the national, traditional rules and regulations. Framing the State liability in its jurisdictions and procedural systems seems to be rewarding, in a long-term perspective, as it is simple to use, granting European law effectiveness, and fully lines up to the monistic theory on European law, which better boosts the integration process between Community and its member States. The quests for effectiveness and pragmatism are also respected by accepting the pattern of “extracontractual” liability system based on article 2043 of Italian civil code (a-typical and open clause in Italian system of responsibility for breach of law, suitable for administrative national acts conflicting with national rules), which properly also fits infringements of European Community law. In regard to safety of law certainty and individual reliance on law, Court of Justice position has been brought into focus, with the following result: national bodies are not compelled to put aside national procedural laws incompatibile with EC provisions, in order to amend the conflict with European law, provided that claiming rights based on EC laws is not too difficult for European citizens and their lawful trust on public bodies conduct is not violated.
violazione; tutela dell'affidamento; diritto comunitario; responsabilità; atti amministrativi nazionali; annullabilità; disapplicazione; certezza del diritto
Settore IUS/14 - Diritto dell'Unione Europea
Settore IUS/10 - Diritto Amministrativo
Italian
Tesi di dottorato
Sandulli, I. (2009). La responsabilità dello Stato-Amministrazione per violazione del diritto comunitario, fra istanze di certezza giuridica e tutela del principio dell'affidamento.
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