Both cross examination and argument play a double role in the penal action. On one hand they are considered to be the full hearing basic principles, the step aimed at gathering of evidence, on the other hand their necessary mutuality can be seen as an instrument of guarantee, whose origin is essentially inculpatory. The above mentioned features have been highlighted in my PhD thesis by analyzing carefully the historical development of judicial systems and the different kinds of proceedings adopted each time. Starting from the Classical Age trial the examination shows how the word διάλεξις in the Greek αγών is already meant to be the typical and former dialectical sign of taking evidence both in the attic word πόλις and in the controversia forensis from the Republican Rome. Bringing this evolution process within the ambit of inland and international reference regulations permits us to investigate easier the departure from the cross examination and argument’s rules relating both to the inculpatory choice made by the new code and to the positive enforcement of instruments and institutions more directly aimed to implement the exceptions both to dialectical method and its maieutic values in the penal action. The wide ranging subject permits us to examine thoroughly the departure from the standard procedure, enabled by the defendant’s consent, and to take it as the starting point to assess by means of evidence and the choice of special procedures whether and how much the parties’assent affects the proceeding. Secondly, great attention is paid to the review of depositions, an instrument which provides, more incisively than any other institution, further constitutional exceptions to both the cross examination and argument’s rules, being a clear exception to the common pattern of obtaining oral evidence through full hearing. From this point of view I deal with the subject of the present paper taking into account how the exceptions to the cross examination’s taking of evidence under the provisions of Constitution clause 5 article 111 have been enforced in the current code. I also recall what the whole proceeding, usually considered not to be repeated, and the proven misconduct in producing evidence mean to jurists and scholars. This demanding and carefully outlined analysis results in the full and real enforcement the full hearing rules should have, being a guarantee in displaying judgment.

Il contraddittorio e l’oralità hanno una duplice natura nell’ambito del processo penale: infatti, da un lato, sono principi - cardine del dibattimento, fase deputata alla formazione della prova; dall’altro, la loro necessaria reciprocità rappresenta un baluardo insuperabile per soddisfare quell’esigenza di garanzia di matrice squisitamente accusatoria. In questo lavoro di dottorato si mettono in luce tali caratteristiche lungo l’evoluzione attraverso i tempi ed il mutare delle scelte di sistema processuale, partendo dal processo classico, in cui la diàlexis dell’agώv greco nella pòlis attica e nella controversia forensis della Roma repubblicana esprime già l’originaria e tipica impronta dialettica nel processo formativo della prova. L’inquadramento di tale evoluzione, poi, nell’ambito della normativa internazionale ed interna di riferimento consente, in maniera più agevole, di approfondire il fenomeno derogativo dei principi del contraddittorio e dell’oralità, sia alla luce della scelta accusatoria effettuata col nuovo codice, sia riguardo alla applicazione positiva di strumenti ed istituti più specificamente diretti ad attuare le eccezioni al metodo dialettico e al suo valore “maieutico” nel processo penale. La tematica di ampio respiro consente, altresì, di trattare funditus la disciplina della deroga giustificata dal consenso dell’imputato, come spunto per verificare il valore della volontà delle parti nel processo, mediante i diversi riferimenti sia al “diritto alla prova” che alle scelte di rito. In secondo luogo, assume grande rilievo l’esame dello strumento delle letture dibattimentali che, più di ogni altro istituto, segna in maniera incisiva le ulteriori deroghe di rango costituzionale ai principi del contraddittorio e dell’oralità, come evidente eccezione al generale modello di formazione della prova dichiarativa orale in sede dibattimentale. Lungo questo versante, si tratta, in medias res, il tema principale del presente lavoro, analizzando il modo in cui nel codice attuale si dia attuazione alle deroghe al contraddittorio nella formazione della prova sancite nel comma 5 dell’art. 111 Cost., e rintracciando le risposte della dottrina e della giurisprudenza in merito alla nozione di “irripetibilità” dell’atto e di “provata condotta illecita” nella formazione della prova. La conclusione di questa impegnativa ed articolata indagine pone in evidenza la piena ed effettiva applicazione che i principi del dibattimento debbono avere, in termini di garanzia, nella fase del “giudizio”.

Barba, A. (2009). Deroghe al contraddittorio e all'oralità nella formazione della prova.

Deroghe al contraddittorio e all'oralità nella formazione della prova

BARBA, ANTONIO
2009-08-07

Abstract

Il contraddittorio e l’oralità hanno una duplice natura nell’ambito del processo penale: infatti, da un lato, sono principi - cardine del dibattimento, fase deputata alla formazione della prova; dall’altro, la loro necessaria reciprocità rappresenta un baluardo insuperabile per soddisfare quell’esigenza di garanzia di matrice squisitamente accusatoria. In questo lavoro di dottorato si mettono in luce tali caratteristiche lungo l’evoluzione attraverso i tempi ed il mutare delle scelte di sistema processuale, partendo dal processo classico, in cui la diàlexis dell’agώv greco nella pòlis attica e nella controversia forensis della Roma repubblicana esprime già l’originaria e tipica impronta dialettica nel processo formativo della prova. L’inquadramento di tale evoluzione, poi, nell’ambito della normativa internazionale ed interna di riferimento consente, in maniera più agevole, di approfondire il fenomeno derogativo dei principi del contraddittorio e dell’oralità, sia alla luce della scelta accusatoria effettuata col nuovo codice, sia riguardo alla applicazione positiva di strumenti ed istituti più specificamente diretti ad attuare le eccezioni al metodo dialettico e al suo valore “maieutico” nel processo penale. La tematica di ampio respiro consente, altresì, di trattare funditus la disciplina della deroga giustificata dal consenso dell’imputato, come spunto per verificare il valore della volontà delle parti nel processo, mediante i diversi riferimenti sia al “diritto alla prova” che alle scelte di rito. In secondo luogo, assume grande rilievo l’esame dello strumento delle letture dibattimentali che, più di ogni altro istituto, segna in maniera incisiva le ulteriori deroghe di rango costituzionale ai principi del contraddittorio e dell’oralità, come evidente eccezione al generale modello di formazione della prova dichiarativa orale in sede dibattimentale. Lungo questo versante, si tratta, in medias res, il tema principale del presente lavoro, analizzando il modo in cui nel codice attuale si dia attuazione alle deroghe al contraddittorio nella formazione della prova sancite nel comma 5 dell’art. 111 Cost., e rintracciando le risposte della dottrina e della giurisprudenza in merito alla nozione di “irripetibilità” dell’atto e di “provata condotta illecita” nella formazione della prova. La conclusione di questa impegnativa ed articolata indagine pone in evidenza la piena ed effettiva applicazione che i principi del dibattimento debbono avere, in termini di garanzia, nella fase del “giudizio”.
A.A. 2008/2009
Diritto pubblico
21.
Both cross examination and argument play a double role in the penal action. On one hand they are considered to be the full hearing basic principles, the step aimed at gathering of evidence, on the other hand their necessary mutuality can be seen as an instrument of guarantee, whose origin is essentially inculpatory. The above mentioned features have been highlighted in my PhD thesis by analyzing carefully the historical development of judicial systems and the different kinds of proceedings adopted each time. Starting from the Classical Age trial the examination shows how the word διάλεξις in the Greek αγών is already meant to be the typical and former dialectical sign of taking evidence both in the attic word πόλις and in the controversia forensis from the Republican Rome. Bringing this evolution process within the ambit of inland and international reference regulations permits us to investigate easier the departure from the cross examination and argument’s rules relating both to the inculpatory choice made by the new code and to the positive enforcement of instruments and institutions more directly aimed to implement the exceptions both to dialectical method and its maieutic values in the penal action. The wide ranging subject permits us to examine thoroughly the departure from the standard procedure, enabled by the defendant’s consent, and to take it as the starting point to assess by means of evidence and the choice of special procedures whether and how much the parties’assent affects the proceeding. Secondly, great attention is paid to the review of depositions, an instrument which provides, more incisively than any other institution, further constitutional exceptions to both the cross examination and argument’s rules, being a clear exception to the common pattern of obtaining oral evidence through full hearing. From this point of view I deal with the subject of the present paper taking into account how the exceptions to the cross examination’s taking of evidence under the provisions of Constitution clause 5 article 111 have been enforced in the current code. I also recall what the whole proceeding, usually considered not to be repeated, and the proven misconduct in producing evidence mean to jurists and scholars. This demanding and carefully outlined analysis results in the full and real enforcement the full hearing rules should have, being a guarantee in displaying judgment.
giusto processo; condotta illecita; contraddittorio; oralità; deroghe; dibattimento; prove; volontà delle parti; dialettica
Settore IUS/16 - Diritto Processuale Penale
Italian
Tesi di dottorato
Barba, A. (2009). Deroghe al contraddittorio e all'oralità nella formazione della prova.
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